Il piano di investimenti di Foxconn in Brasile potrebbe registrare un brusco stop o comunque un rallentamento: secondo il quotidiano Folha de S.Paulo, il Governo brasiliano avrebbe sospeso la sua partecipazione economica nella realizzazione di una nuova fabbrica di Foxconn nel Paese sudamericano, poiché in tale impianto l'azienda cinese vorrebbe produrre pannelli LCD/LED tradizionali e non i più moderni OLED.
La fabbrica in questione fa parte di un accordo di collaborazione raggiunto l'anno scorso tra la Foxconn e il Governo brasiliano, intesa che prevede appunto la costruzione di un nuovo impianto, da collocare probabilmente nelle vicinanze di Belo Horizonte, dedicato alla produzione di pannelli per TV e monitor.
Un impianto Foxconn in Brasile
L'investimento complessivo è valutato in circa 12 miliardi di dollari, di cui circa 4 nella prima fase di investimenti. Il 30 percento di questa prima tranche di investimenti deve venire da un organismo pubblico brasiliano: la Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico e Sociale (Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social, BNDES), che appunto conferisce finanziamenti a lungo termine per attività di vario tipo, in particolare anche industriali.
Ora, però, la BNDES avrebbe bloccato l'investimento dopo che Foxconn ha comunicato che la nuova fabbrica produrrà pannelli LCD/LED e non, come si sperava, pannelli OLED. La scelta viene criticata perché porta in Brasile le tecnologie meno evolute.
Sempre secondo il quotidiano Folha de S.Paulo, le parti starebbero comunque cercando un accordo per sbloccare la situazione. Anche perché Foxconn per il Governo brasiliano è un interlocutore promettente dal punto di vista economico, che ha già attivo un impianto nella zona di Sao Paulo dove vengono prodotti per Apple gli iPhone e gli iPad.
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Commenti dei lettori (11)
Interessante notare che esistono ancora Stati non commissariati dai banchieri, dove i capi di Stato e di governo hanno in mano il potere vero e si fanno rispettare.
La differenza sta che mentre all'estero si fa di tutto per aumentare lo sviluppo anche tramite sovvenzionamenti alla industrie straniere in Italia si fa di tutto per farle fallire o allontanarle (non a caso Google, Apple e Microsoft prendono base in Irlanda e a Lussenburgo)
purtroppo quando hai 2000 miliardi di debito i tuoi padroni sono i creditori!
anche se non ci sono mai stato ne ho sentito parlare molto bene...e non per le fabbriche di lcd
già il nome dovrebbe far capire.
Le industrie europee, di ogni tipo, hanno sempre fatto lo stesso: negli anni 80 abbiamo riempito russia e cina con le presse obsolete che da noi avevano già decine di anni di servizio sulla schiena ed idem con impianti industriali in genere... Fossi Foxconn mi comporterei allo stesso modo per evitare di avere FIN DA SUBITO fra i piedi un concorrente scomodo (viceversa, ecco perchè il brasile alza il dito). L'impatto di manodopera è similare, la vicinanza al mercato usa giocherebbe a sfavore e dovrebbero anche dargli la tecnologia ultima studiata ieri sera? Il governo brasiliano si impunta adesso che il discorso è avviato, prima ha steso ponti d'oro a foxconn.
Un operaio alla fine ti costa più della metà dello stipendio che gli dai.....
Facendo 4 conti sommari una azienda estera che investe in italia,per avere costi accettabili,dovrebbe pagare un operaio 600 euro o meno per 8 ore.
Manco gli extracomunitari ci andrebbero,forse i cinesi ma forse forse.....
eco qua il straniero .ok 600 e sono piu o meno 1,2 milioni in lire .cifra che prendevo nel 2000 ok ma pagavo 300 mila lire afito e non 300€ la nafta era a 80 cent ecc .allora mi fai quei prezzi e vado a lavora subito .
1. i governi italiani NON garantiscono stabilità (politica, economica, sociale) necessaria per pianificare gli investimenti (es: compro un capannone, so che mi costa X di mutuo al mese; non può arrivare dopo qualcuno che mi mette IMU pari a 2x... mi sballa i conti)
2. noi italiani abbiamo una produttività medio-bassa: ci lamentiamo sempre e non vogliamo trovare soluzioni
3. burocrazia a manetta anche quando e dove non serve
Sono cose che si sanno da 20-25 anni e non è mai cambiato nulla. Infatti in Italia NON ci sono investimenti esteri da non so quanto tempo (Ikea ha mollato dopo 6 anni (credo) per avere l'ok da un comune per la licenza edilizia, e non si tratta di certo di investimenti hi-tech)
Poi mi vien da ridere (o piangere) quando ti dicono che il "Italia è il 4o produttore mondiale di tecnologia aero-spaziale"... come *** ci si è arrivati è un miracolo (oppure bustarelle a destra e a manca... penso sia questo)
Ah no?
Un paese normale e sovrano, che perdipiù deve cacciare i soldi in quella fabbrica, ha il diritto e il dovere di chiedere il massimo che può ottenere in queste trattative, o facciamo come in Italia dove sono state costruite tante cattedrali nel deserto del Meridione per fo**ersi i contributi e poi scappare?
Infatti basta guardare le condizioni economiche italiane e quelle brasiliane e fare il confronto, noi stiamo col bilancio a pezzi, loro hanno un bilancio in attivo, in crescita.