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Industria hi-tech giapponese davvero terremotata

14:34 - 22 marzo 2011 di Manolo De Agostini

Un report di Nomura Securities fa il punto sui danni del terremoto in Giappone e le ripercussioni sul mondo hi-tech. Sony e diverse aziende hanno gravi problemi e la produzione di apparecchiature elettroniche potrebbe risentirne nei prossimi mesi.

A oltre una settimana dall'immane tragedia che ha colpito il Giappone, la conta dei danni nel mondo tecnologico è sempre più precisa e purtroppo non è delle migliori. Un report di Nomura Securities, pubblicato da Arstechnica, fa il punto sul quadro attuale. "Il settore dell'industria elettronica e dei semiconduttori è stato colpito dal sisma abbastanza duramente".

Panasonic ha dichiarato off-limits l'impianto di Fukushima, dopo alcune scosse di assestamento e ha chiuso cinque siti produttivi. Canon ha subito danni seri ad alcuni stabilimenti in cui ci sono presenti strumenti litografici e lenti per fotocamere digitali. Canon dovrebbe spostare parte della produzione, ma anche altri due impianti sono fermi, al momento.

Nikon ha sospeso le attività in cinque diversi siti produttivi. La chiusura degli impianti di Nikon potrebbe avere effetto anche su Intel, e in particolare sul passaggio al processo produttivo a 22 nanometri. Tre fabbriche di Nikon realizzano, infatti, equipaggiamenti litografici che Intel usa per incidere i transistor sui chip.

"Nikon realizza macchinari litografici per alcuni impianti Intel a 45 nanometri e per tutte le Fab a 32 nanometri dell'azienda. Il produttore di lenti dovrebbe avere - presumibilmente - un contratto anche per la realizzazione di alcuni macchinari per la futura transizione a 22 nanometri".

Intel ha dichiarato che sta monitorando la situazione in Giappone. "Le valutazioni preliminari che arrivano dai nostri fornitori diretti sono relativamente positive". I problemi più importanti riguardano l'approvvigionamento energetico e la viabilità, che non consente la distribuzione delle materie prime e dei macchinari.

Toshiba ha chiuso due stabilimenti. Uno è stato colpito duramente, mentre l'altro dovrebbe riaprire nel corso di questa settimana. Fujitsu ha chiuso cinque impianti e sta valutando i danni. Un sesto sito produttivo, che si occupa di PC desktop e server, è fermo e le sue operazioni sono state trasferite solamente in via temporanea.

Texas Instruments ha due stabilimenti fuori uso che si occupano di realizzare circuiti analogici per alimentatori. Uno degli impianti non tornerà operativo prima di maggio, mentre l'altro si spera torni in attività per metà aprile.

Hitachi ha chiuso cinque impianti, ma l'energia è stata ripristinata ed è in corso la conta dei danni. Fuji Electronics non sembra aver riportato danni, mentre Mitsubishi ha sospeso le attività in un impianto dedicato alla creazione di equipaggiamenti per le telecomunicazioni.

Sony l'azienda che è stata colpita più duramente. La produzione è stata sospesa o comunque ridotta a causa delle interruzioni di energia in sette impianti che si occupano di realizzare nastri magnetici, Blu-Ray, laser semiconduttori, lettori DVD e altri componenti. Anche due siti che si occupano della produzione di batterie ricaricabili al litio sono stati danneggiati dal terremoto.

Lenovo ha fatto sapere di "voler continuare a estendere il proprio business anche in Giappone, soprattutto in seguito alla joint venture con NEC annunciata il mese scorso e che si concluderà verso l'estate. Lenovo si è impegnata ad aiutare la popolazione giapponese, e conferma la sua volontà di continuare a operare in Giappone anche attraverso la nuova società".

Un altro settore a risentire della catastrofe è quello dei wafer di silicio per memorie Flash e DRAM. Gli impianti di Shin-Etsu Chemical e di MEMC Electronic Materials hanno sospeso le attività. Le due aziende realizzano il 25 percento della produzione mondiale di wafer di silicio e riforniscono svariati produttori. Colpito dal terremoto anche il settore dei PCB (circuiti stampati): Mitsubishi Gas Chemical Company e Hitachi Kasei Polymer hanno interrotto il normale ciclo di lavoro. Le due aziende coprono il 70 percento della produzione mondiale del principale prodotto grezzo per PCB, il "copper-clad laminate" - laminato rivestito in rame.

In virtù di questa grave situazione, i listini hi-tech potrebbero salire nei prossimi mesi, ma converrete con noi che si tratta di un problema marginale: l'importante è che la vita degli abitanti del Nord del Giappone torni al più presto alla normalità. E in questo anche il lavoro ha una sua importanza.

Purtroppo non sarà facile far fronte all'emergenza: secondo una stima della Banca Mondiale i costi della ricostruzione potrebbero arrivare fino a 235 miliardi di dollari, il 4 percento del Prodotto Interno Lordo giapponese.

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Commenti

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1/2 avanti    
FBI 22/03/2011 14:42
 
-31 
Che bello, ora potranno alzare tutti i prezzi con questa bellla scusa... anche chi non è mai stato in giappone a produrre!!!

OLEEEEEE'!!!!
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Manuwood 22/03/2011 14:47
 
+12 
Certo che è una bella batosta per le industrie giapponesi,per loro fortuna sono una società organizzata,con la cultura del lavoro soprattutto,nonchè valori umani indiscutibili quindi si sapranno rialzare.
DoctorDoomIII 22/03/2011 14:51
 

 Originariamente inviata da FBI

Che bello, ora potranno alzare tutti i prezzi con questa bellla scusa... anche chi non è mai stato in giappone a produrre!!!

OLEEEEEE'!!!!



Bah.
Semmai chi non produce in Giappone ha oggi l'occasione di guadagnare fette di mercato, sia sul fronte dei prezzi sia, ancor più importante, su quello della disponibilità di riempire il mercato dei propri prodotti.
gyready93 22/03/2011 14:52
 
-1 
Madoo,che peccato........
peoplesuk 22/03/2011 14:55
 
+23 
Povera gente.
Ma si riprenderanno presto, il popolo del Sol Levante ha sempre dimostrato una tenacia fuori dal comune.
hanno TUTTA la mia solidarietà.
esese9k 22/03/2011 15:02
 
+2 
Forza Giappone! riprenditi
Fall4 22/03/2011 15:06
 
+1 
@ FBI: Che alzino pure i prezzi, l' importante sono le persone, non le fabbriche distrutte.
Novalis 22/03/2011 15:07
 
+2 
Io spero fortemente per tutte le persone colpite da questo disastro, che possano tornare a vivere serenamente. Un immenso augurio.
Danielsan86 22/03/2011 15:09
 

 Originariamente inviata da FBI

Che bello, ora potranno alzare tutti i prezzi con questa bellla scusa... anche chi non è mai stato in giappone a produrre!!!

OLEEEEEE'!!!!



Non dire cavolate..se si parlasse di rialzo del greggio (vedi Libia) sarei d'accordo ma non sui prodotti elettronici..vengono praticamente tutti da là
g.dragon 22/03/2011 15:09
 
mi spiace veramente tanto x quel che è successo.. e quello che sta succedendo.. dico succedendo perche il giappone rischia di subire altri problemi a causa della centrale nucleare andata in tilt dopo il maremoto...

sono morte molte persone.. e molte subiranno quindi gli effetti delle radiazioni..

speriamo si riprendano in fretta anche se già so che ci vorranno anni..

Forza Japan !!!
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