Intel sta lavorando sui processi di produzione a 7 e 5 nanometri. A confermarlo è stato Paul Otellini, amministratore delegato dell'azienda, aggiungendo che a più breve termine l'azienda sta pensando di equipaggiare le proprie fabbriche in Oregon, Arizona e Irlanda per produrre processori a 14 nanometri.
"La nostra ricerca e sviluppo è abbastanza progredita, parlo di un periodo di circa dieci anni", ha dichiarato Otellini, assicurando che i processori a 7 nanometri e 5 nanometri debutteranno nei tempi e modi prefissati. "Le invenzioni continuano. […] Offriremo valore ai nostri investitori e partner grazie con la nostra tecnologia al silicio", ha aggiunto l'amministratore delegato.

Non molto tempo fa Pat Bliemer, Managing Director di Intel Northern Europe, aveva dichiarato che i processori a 14 nanometri erano già in fase di sviluppo e Intel aveva dei prototipi funzionanti in laboratorio. Al momento non ci sono altre informazioni, ma forse si trattava di Broadwell, system on chip che dovrebbe integrare anche i componenti che oggi ritroviamo nel PCH.
Nonostante Otellini sia molto fiducioso, miniaturizzare a tali livelli comporta sfide davvero ostiche, e ce ne accorgiamo anno dopo anno. Il passaggio da un processo di produzione a quello successivo è spesso fonte di grandi problemi, non solo tecnici ma anche finanziari: gli investimenti richiesti sono mostruosi. Non a caso esistono consorzi che mettono insieme più aziende, che esplorano le soluzioni migliori per coniugare tecnologia e costi.

Intel, a ogni modo, è l'azienda che meno delle altre sta incontrando problemi con i suoi prodotti, grazie a investimenti ingenti e impianti di proprietà, che le assicurano maggior controllo su tutta la catena di produzione e una gestione più accurata sui tempi di uscita delle CPU. Tante altre aziende, chiamate "fabless" e costrette a rivolgersi a produttori terzi, non hanno lo stesso grado di controllo e spesso sono costrette a fare i conti con problemi imprevedibili in origine.

Commenti dei lettori (27)
Però vabbè, han ragione pure loro, prima devono tirar soldi da quelli attuali e quelli che verranno, poi in mancanza di concorrenza possono permettersi di aspettare anche più del dovuto
Se per esser pronti intendi una decina di SAMPLE per le ricerche sull'archietettura potrei esser d'accordo, ma a livello consumer se hanno problemi con i 2x nanometri figuriamoci con i 5-7 nanometri..
se non sbaglio la dimensione dell'atomo è nell'ordine dei 10 elevato alla -10 metri, quindi 0.1 nanometri!
Quale mancanza di concorrenza, da Windows 8 in poi dovranno confrontarsi non solo sui pc ma anche sui tablet e sugli smartphone, e quindi concorrenza spietata con arm, per ora la Microsoft gli da una mano sfornando un Windows 8 in versione RT per arm "castrata" ma da Windows 9 in poi non potranno più farlo, sarà una bella lotta.