La divisione Ricerca e Sviluppo di Intel, in collaborazione con l'Università della California di Santa Barbara, ha sviluppato il primo chip ibrido al silicio con comunicazione interna mossa da un laser. Intel rompe così una delle ultime barriere che si ergeva davanti alla produzione di dispositivi fotonici con banda elevata dal prezzo ragionevole. Gli scienziati hanno combinato l'"Indium Phosphide" (combinazione di indio e fosforo) e un elemento di silicio in un solo chip. Quando si applica una tensione al dispositivo, la luce si genera ed entra all'interno del linea guida tracciata dal silicio formando un'onda laser continua.
Con questa tecnologia lo scambio di informazioni all'interno della CPU - tra più core ad esempio - potrebbe essere di gran lunga migliorato, raggiungendo velocità elevatissime e riducendo così i tempi di latenza. Insomma, la luce come viatico per spingere informazioni da un capo all'altro, un po' come avviene con la fibra ottica; questa tecnologia potrebbe essere il mezzo più realistico e affascinante per avere processori sempre più reattivi e prestanti.
Tuttavia il direttore del laboratorio Intel Photonic, Mario Paniccia, mette le mani avanti e afferma che questa tecnologia è ben lontana dal diventare realtà su un prodotto commerciale. Ma noi sappiamo aspettare, a patto che si continui sull'onda dell'ottimo Conroe...

Commenti dei lettori (10)
certo prima che esca ci vorranno almeno 10 anni, infatti deve ancora arrivare la cpu a 65nm, poi a 45nm, poi a 22nm ecc... e poi quella litografica che potrebbe già avere le interconnessioni laser, potrebbe...
cmq senza andare OT è probabile che prima di essere implementato come strumento di calcolo venga utilizzato per bus interni , magari di interscambio tra memorie interne ed esterne, magari eliminando buona parte delle piste metalliche stampate sul pbc della sk mamma, sarebbe un'ottima cosa sopratutto immune ad errori causati da interferenze magnetiche..
progettare una pcu fotonica cmq non è una novità sono anni che si studia e già sono stati fati molyi passi avanti , certo rimangono nell ambito della ricerca pura
hai ragione,così magari i bus della scheda madre riescono ad avvicinarsi più alla velocità del processore! e magari ci possiamo avvicinare alle grandi macchine che non contano più i cicli al secondo ma le operazioni per ciclo!
I cervelli italiani che funzionano bene dove li vuoi mettere nelle cooperative di Fassino?
E' chiaro che chi vale davvero va via dall' Italia visto che le università sono basate sul nepotismo e le grandi industrie servono solo per fottere soldi allo stato a favore di determinati individui privati. Vedi la fine di Olivetti guidata dall' amicone di Prodi o vedi la TIM ti Provera con la moglie che sventolava bandiere rosse fino a qualche settimana fa.
Le CPU fotoniche attualmente allo studio (e chissà ancora per quanto) utilizzano esclusivamente la luce e le proprietà di particolari materiali ottici per l'elaborazione dei dati.Tramite specchi, ologrammi e altre diavolerie che non ricordo elaborano un segnale generato da un laser e lo modulano per elaborare l'informazione, archiviandolo in memorie olografiche multistrato.
Il soggetto di questo articolo invece è una "normale" CPU che al posto dei fili elettrici per input e output usa delle connessioni ottiche.
Il vantaggio è indubbio per quanto riguarda la banda passante, ma la CPU continua ad andare sempre alla stessa velocità delle corrispondenti completamente elettriche.