Intel va all'assalto dei mercato high-performance computing (HPC) con Knights Corner. I prodotti sono basati sull'architettura Many Integrated Core (IMC), nata dall'esperienza maturata con i progetti di ricerca Larrabee e Single-chip Cloud Computer (Intel, 48 core per raggiungere nuove frontiere).
Le prime soluzioni Knights Corner saranno prodotte a 22 nanometri (processo che sarà usato già nel corso del 2011) e arriveranno ad avere oltre 50 core. "I processori Intel Xeon e IMC condivideranno strumenti comuni, algoritmi software e tecniche di programmazione", afferma Intel.
Immagine del Single-chip Cloud Computer a 48 core
Secondo l'azienda l'architettura Many Integrated Core creerà una piattaforma in grado di gestire trilioni di calcoli al secondo e in grado di mantenere "i benefici dei processori Intel standard".
L'azienda sta già fornendo il kit di sviluppo a programmatori selezionati proprio a partire da queste settimane, per poi ampliare il programma nei mesi a venire. Al tutto è dato il nome di Knights Ferry: si tratta di soluzioni a 32 core con frequenza di 1,2 GHz realizzate a 32 nanometri. Knights Ferry integra 32 core Xeon nel socket della CPU e unità di calcolo vettoriali a 512-bit corrispondenti nello slot PCI Express. Il chip gestisce quattro thread per core e integra 8MB di cache condivisa e fino a 2 GB di memoria GDDR5. In futuro l'azienda unirà le unità vettoriali e i core della CPU in un unico chip.
"Il team CERN openlab è stato in grado di eseguire la migrazione, di un benchmark parallelo C++ complesso, alla piattaforma di sviluppo software Intel MIC in pochi giorni. Il modello di programmazione hardware noto ci ha permesso di far funzionare il software molto più rapidamente di quanto ci aspettassimo", ha dichiarato Sverre Jarp, CTO del CERN openlab.

Commenti dei lettori (26)
Sticazz...!
Non più GHz ma n° di core, mah, vedremo.
E speriamo che dopo gli Xeon arrivi anche al mercato dei comuni mortali.
Ciao
Non credo succederà presto. Processori a 50 core sono utili solo per applicazioni specifiche, i programmi di utilizzo comune sono parallelizzabili solo fino ad un certo punto, più di tanto non si può fare... 4-6-8 core a frequenza elevata rimangono la scelta migliore per un computer tipico
Solo che invece che come GPU da affiancare alla CPU te lo vendono come processore.
Non male, ma mi sa che quando arriveranno questi le GPU avranno già fatto parecchia strada. E di li a poco i chip video integrati nelle CPU, che permettono di condividere le FPU faranno anche loro la loro parte...
Mi sa che per le CPU x86 "pure" ci sarà sempre meno spazio nei settori high end.
Anche IBM infatti ha implementato unità vettoriali dedicate in power 7 (derivate da cell)...
Intel bisognerebbe che allargasse un po' gli orizzonti e non pensasse sempre alle sole x86...
Al CERN hanno usato Linux però...
MA A FARCI GIRARE PhysX!!! E Badaboomm!!!!