Xeon Phi è il nome della famiglia di coprocessori Intel finora identificati dal nome dell'architettura, Many Integrated Core (MIC), e da quello in codice, Knights Corner. Dopo tanti annunci e presentazioni Intel ha dichiarato che è pronta a portare i prodotti sul mercato HPC (High Performance Computing) entro l'anno, andando a sfidare Nvidia e AMD. Purtroppo non sono noti i prezzi.

Figlio in parte del defunto progetto Larrabee (che riguardava anche la grafica), il coprocessore Xeon Phi sfrutta un grande insieme di piccoli e semplici core x86 che dovrebbero affrontare meglio della CPU determinate operazioni. Il chip di questo prodotto è realizzato con processo produttivo a 22 nanometri e transistor tri-gate. Probabilmente avremo una gamma di differenti soluzioni Xeon Phi, collegabili tramite slot PCI Express.
Per ora Intel non ha reso note specifiche tecniche dettagliate, limitandosi genericamente a parlare di oltre 50 core (Pentium 1, P54C, con unità vettoriale e FP64), almeno 8GB di memoria GDDR5 e la capacità di offrire prestazioni con calcoli in virgola mobile a doppia precisione (FP64) pari a 1 teraflops, laddove proposte come la Tesla M2090 e la Radeon HD 7970 raggiungono rispettivamente 665 e 947 gigaflops. Intel ha inoltre dichiarato che la Xeon Phi offrirà operazioni SIMD a 512 bit.

Ogni prodotto è dotato del proprio sistema operativo, una forma embedded di Linux, quindi il termine co-processore (se vogliamo fare i pignoli) sta un po' stretto, anche se saranno necessari driver per interfacciare l'host device con la scheda. Come già annunciato in passato, Xeon Phi sarà al centro di Stampede, un supercomputer da 10 petaflops che dovrebbe essere completato nel 2013.

Commenti dei lettori (32)
Certo, è un modo "intelligente" di ditribuire le risorse.
IPC per core elevato per i compiti non parallelizzabili, maggior prestazioni massime complessive per mmq e per Watt per tutti gli altri.
Questa sicuro non ne sarà da meno!
immagino il costo...
anche se poi i core alla fine sono semplici processori e non mpu o gpu.
il core o i 2 core delle controparti sono composti da decine centinaia o piu alu quindi stiamo parlando della stessa cosa come risultato cioè tante unità di elaborzione parallele, è solo l'approccio diverso perche mentre uno parte da 0 e crea una soluzione dedicata gli altri partono dalle GPU standard e le sfruttano per fare anche altro.
Forse è finalmente finita la corsa a voler far fare tutto alle CPU general purpose con efficienza infima.
Se questa cosa prende piede significa che anche molte altre aziende, come ARM o IBM con il Cell possono creare le loro schede coprocessori. E si torna come un tempo, quando esisteva la CPU, Lisa, Alice, Paula... a ogni unità di calcolo (anche se esterna) il suo compito.
E' hardware applicabile ai computer desktop (workstation) o solo a bestie server?
Thanks
x ora andrà solo ad aiutare la CPU di sistema e si comporterà in modo simile alle schede video professionali. In futuro chissà.