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iPad: altro che blocco mondiale, la Cina si inchina a Apple

16:03 - 16 febbraio 2012 di Elena Re Garbagnati

La dogana cinese non bloccherà gli iPad. Apple è troppo importante per farle uno sgarro simile. In compenso continuano i sequestri nelle città, già venti. La prima udienza è attesa per mercoledì prossimo.

Apple sta rischiando grosso in Cina, dove ieri è iniziato il sequestro degli iPad in vendita nei negozi in seguito alla denuncia di Proview per violazione di copyright, e si è paventato il rischio del blocco in dogana delle esportazioni dei tablet per il medesimo procedimento legale. 

L'unico motivo di preoccupazione per gli utenti occidentali, è la minaccia di un blocco delle dogane. Se gli iPad non potessero lasciare la Cina, in breve diventerebbe impossibile trovarli anche da noi; ma è quasi impossibile che tale teoria si realizzi

Altro che blocco alla dogana, la Cina bacia le mani a Apple

Lo riporta infatti  Reuters, che ha intervistato Yang Long-san, numero uno di Proview. "Un divieto di questa portata è di applicazione difficile, se non impossibile". Merito della "popolarità del tablet Apple presso i cittadini cinesi, e degli interessi in gioco per l'economia del Paese". La produzione dei tablet di Apple dà lavoro a migliaia di persone in Cina infatti, e sostiene la fragile economia di intere aree. Apple inoltre paga (poche) tasse a Pechino.  Insomma, l'azienda di Cupertino è troppo importante per la Cina. 

I sequestri degli iPad sono operativi già in venti città cinesi

Il contenzioso fra Apple e Proview si giocherà in tribunale, il 22 e il 29 febbraio, a meno che la questione non si risolva prima con un accordo extragiudiziario. Yang Long-san ha però sottolineato alla Reuters che intende proseguire con le richieste di blocco delle vendite nelle varie città cinesi. I sequestri sono partiti in 20 città, anche se in questa fase non è stato deliberato un divieto nazionale e l'ipotesi sembra per ora improbabile.

Secondo l'avvocato di Proview Xie Xianghui tuttavia "Apple è preoccupata che l'iPad non possa tornare in vendita prima che la questione legale sia risolta in tribunale": una preoccupazione legittima, ma francamente remota considerata l'accondiscendenza del governo cinese.

Quello che resta della Proview. In effetti i soldi le servono

L'ammanco nei guadagni avrebbe potuto forse essere colmato dalle vendite tramite Amazon, ma con scarsa lungimiranza l'azienda di Cupertino aveva imposto al negozio online cinese di rimuovere tutti gli iPad dalla vendita perché Amazon non è un rivenditore autorizzato, come ha precisato il Wall Street Journal

Il primo effetto collaterale della complessa vicenda cinese potrebbe essere il calo del valore azionario registrato a Wall Street: le azioni Apple, che avevano toccato la quota record di 526 dollari, sono capitolate ieri a 498 dollari, sotto alla soglia psicologica dei 500 dollari. Gli investitori hanno avuto paura del Dragone, o è quest'ultimo a temere che Apple levi le tende? 

L'origine di questa bufera è almeno grottesca: Apple aveva acquistato il marchio iPad da IP Application Development nel 2010, che a sua volta lo aveva rilevato insieme alla fallimentare Proview nel 2009. Quando però Apple denunciò Proview per violazione di copyright, il giudice scoprì che l'accordo non valeva in Cina, dove il nome iPad era ancora proprietà di Proview Technology.

Dopo avere vinto la causa, Proview ha visto la possibilità di saldare i debiti grazie al successo dell'iPad e ai soldi di Apple e ha fatto causa all'azienda di Cupertino chiedendo 1,5 miliardi di dollari per chiudere la questione in modo amichevole. Apple ha rifiutato, e il resto è storia.

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Commenti

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The Dark Melon 16/02/2012 16:26
 
+1 
si dovrebbero vergognare.
stefano89 16/02/2012 16:28
 
+106 
i cinesi che citano qualcuno per violazione di copyright è la cosa piu comica che si possa leggere
Hemnet 16/02/2012 16:31
 
+11 
se la apple non avesse iniziato a denunciare aziende a destra e manca forse non si sarebbero neanche accorti di questa cosa proview e anche la apple stessa sarebbe stata felice e contentea.
le sue stesse azioni legali gli si stanno ritorcendo contro... e io godo
Error#00 16/02/2012 16:36
 
+12 
ok tutto, la apple denuncia qui e la, se la merita ecc. ecc. ecc. ecc.

però concedetemi che chiedere 1,5 miliardi di dollari per un fottuto nomignolo lo reputo leggermente troppo si vede che Proview lo fa solo perchè è oramai in fallimento e gli servono soldi

 Originariamente inviata da stefano89

i cinesi che citano qualcuno per violazione di copyright è la cosa piu comica che si possa leggere



quoto giusto qualche giorno fa è venuta fuori la notizia che è uscito un "iphone 4s" uguale in tutto e per tutto all'originale (scatola, accessori ecc.) ma con sistema operativo android xD
ashtisdale93 16/02/2012 16:38
 
+10 
Ben le sta!
La Apple se l'è praticamente cercata...
xhogan89x 16/02/2012 16:41
 
+4 
che schifo, non solo la cina, ma anche il resto del mondo, dove apple è così potente che è impossibile vincere una causa legale!
FrAx90 16/02/2012 16:42
 
semplice da domani apple lo chiama Itab e si leva da ogni impiccio!!!
Error#00 16/02/2012 16:43
 

 Originariamente inviata da FrAx90

semplice da domani apple lo chiama Itab e si leva da ogni impiccio!!!



non penso, oramai il tablet di apple è conosciuto con tale nome e rimarrà tale... vedo molto più facile il fatto che apple paghi quella cifra spropositata per tenersi il nome
checo 16/02/2012 16:43
 
come ho detto ieri, reputo impossibile il blocco, ma anche ci fosse non è che in cina arriverebbe meno ricchezza.

se il mercato chiede 100 tablet al giorno quelli vanno prodotti se non sono ipad saranno trasformer o qualcosa altro, cmq fatti quasi di sicuro in cina, al posto di fare cassa con apple la fanno con htc asus & co, che gli cambia a loro?
JackZR 16/02/2012 16:51
 
+1 
Non è che "la Cina si inchina a Apple" o che "l'azienda di Cupertino è troppo importante per la Cina", semplicemente a questo paese interessano i soldi e la Mela gliene fa fare un sacco, se poi i cittadini vengono trattati come schiavi se ne infischia.
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