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Italia: no all'ipotesi del provider poliziotto anti-pirateria

14:49 - 17 febbraio 2012 di Dario d'Elia

I provider italiani e Agorà Digitale brindano alla sentenza della Corte di Giustizia UE che chiude definitivamente la porta ai filtri online anti-pirateria. Non resta che attendere le conseguenze nei paesi come la Francia e nei tribunali italiani dove Youtube e Yahoo! attendono sentenze.

La tutela del diritto d'autore non potrà mai calpestare il diritto alla privacy e alla libertà di espressione dei cittadini comunitari. Questa in sintesi la chiave di lettura della recente sentenza della Corte di Giustizia UE sul caso Netlog. Esultano quindi le associazioni per i diritti digitali e anche gli Internet Service Provider italiani.

"Il caso è chiuso ed è andata molto male a chi voleva imporci di violare le comunicazioni dei nostri clienti, mettendoci impropriamente in testa un berretto da poliziotto se non da magistrato e chiedendoci così di calpestare le libertà fondamentali dei cittadini", ha dichiarato il presidente di AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) Paolo Nuti.

No agli ISP poliziotti

"Noi siamo operatori di telecomunicazioni, siamo Internet Provider e non vogliamo e non possiamo adempiere a nessun obbligo di sorveglianza sulle attività dei nostri clienti online. Ciò che afferma AIIP è ora chiaramente ribadito da una sentenza della Corte Europea di Giustizia che ancora una volta, pur riconoscendo il valore economico e sociale del copyright, identifica i limiti entro i quali tale diritto va tutelato nell’ambiente digitale".

Come ha fatto giustamente notare Marco Scialdone, responsabile legale di Agorà Digitale,  un sistema di filtraggio implicherebbe una sorveglianza a tempo indeterminato con l'effetto di violare non solo la libertà di impresa - inimmaginabili i costi - ma anche le libertà degli utenti. "Ossia il loro diritto alla tutela dei dati personali e la loro libertà di ricevere o di comunicare informazioni", sottolinea il legale.

"Infatti, l'ingiunzione implicherebbe, da un lato, l'identificazione, l'analisi sistematica e l'elaborazione delle informazioni relative ai profili creati sulla rete sociale, informazioni, queste, che costituiscono dati personali protetti, in quanto consentono, in linea di principio, di identificare gli utenti. Dall'altro, l’ingiunzione rischierebbe di ledere la libertà di informazione, poiché tale sistema potrebbe non essere in grado di distinguere adeguatamente tra un contenuto illecito ed un contenuto lecito, sicché il suo impiego potrebbe produrre il risultato di bloccare comunicazioni aventi un contenuto lecito".

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Commenti

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1/2 avanti    
real.massimo 17/02/2012 15:19
 
+3 
Giustizia è fatta!
Occorre solo far aprir gli occhi a chi detiene i diritti d'autore, e convincerli che ci sono altir modelli di business che gli permetterebbero di fare soldi a palate, un esempio?
Nine Inch Nails (gruppo musicale, non li conoscevo ma ho studiato il loro "caso")..Se non conoscete il loro modello di business vi invito a chiedervi come mai dal loro sito è possibile scaricar tutti gli album gratuitamente.Ed hanno calcolato che gli introiti di questo loro modello di business sono pari se non superiori a quello delle "major tradizionali" (strozzini approfittatori)..
far5893 17/02/2012 15:30
 
+2 
Ok, adesso rivogliamo the pirate BAY (PS.per quelli che non avevano gia' "provveduto")
mattias93 17/02/2012 15:37
 
+1 
Evvai!
g.dragon 17/02/2012 15:40
 
+11 

 Originariamente inviata da far5893

Ok, adesso rivogliamo the pirate BAY (PS.per quelli che non avevano gia' "provveduto")



ma possibile che non riuscite a capire che sono 2 cose differenti.

The Pirate Bay è stato bloccato in seguito ad una sentenza di un giudice o un magistrato. Dopo tale sentenza le forze dell'ordine hanno provveduto a comunicare ai provider (telecom e gli altri) che dovevano bloccare(censurare) tale dominio in Italia.

Quello che chiedevano le major con le ultime ACTA SOPA e PIPA era il fatto che i provider dovevano controllare tutto ciò che transitava nelle loro reti in barba alla privacy degli utenti.

Nel primo caso si blocca 1 sito ritenuto illegale senza compromettere i diritti di ogni cittadino
Nel secondo si esegue un opera di monitoraggio fissa su tutte le azioni che un qualunque utente fa in rete.
Alex666 17/02/2012 15:50
 

 Originariamente inviata da g.dragon


Quello che chiedevano le major con le ultime ACTA SOPA e PIPA era il fatto che i provider dovevano controllare tutto ciò che transitava nelle loro reti in barba alla privacy degli utenti.


Nel secondo si esegue un opera di monitoraggio fissa su tutte le azioni che un qualunque utente fa in rete.




Tra l'altro se ciò fosse passato avrebbe creato un precedente molto pericoloso in futuro.
pabloski 17/02/2012 15:53
 
+1 
è vero, confrontare il caso pirate bay con questo è sbagliatissimo

io sono sempre stato un feroce avversario delle logiche assurde delle major, però è pur vero che il diritto d'autore esiste e pure il copyright

se si vuole migliorare le cose, bisogna fare una riforma di questi due, soprattutto del copyright, con termini più corti e sfruttabilità meno estesa

d'altro canto è evidente, a chiunque mastichi un pò di diritto, che quello che chiedono le major è una violazione delle Costituzioni di mezzo mondo ( probabilmente solo a Myanmar non lo è ) e dei diritti fondamentali dell'uomo, quindi è fuori questione che possano minimamente essere prese in considerazione

gli strumenti legali ci sono e non c'è bisogno di null'altro ( il caso megavideo lo dimostra ), bisogna solo che quegli scrocconi parassiti investano in nuovi modelli di business e nuove tecnologie di protezione dei contenuti
far5893 17/02/2012 16:21
 
+1 
Un filtro(comunque tecnicamente sia implementato) e' qualcosa che separa qualcosa da qualcosaltro , il mio traffico verso piratebay e' separato da quello verso un altro sito, un filtro non e' intercettazione ma e' un onere che un provider non deve avere, se non avete chiaro il concetto di filtraggio non fate i giuristi della domenica e leggete bene l'articolo (il commento di scialdone)!!!
g.dragon 17/02/2012 17:01
 

 Originariamente inviata da far5893

Un filtro(comunque tecnicamente sia implementato) e' qualcosa che separa qualcosa da qualcosaltro , il mio traffico verso piratebay e' separato da quello verso un altro sito, un filtro non e' intercettazione ma e' un onere che un provider non deve avere, se non avete chiaro il concetto di filtraggio non fate i giuristi della domenica e leggete bene l'articolo (il commento di scialdone)!!!


è cmq diverso.

e censurare un sito come è stato censurato The Pirate Bay nel modo in cui lo hanno fatto rimane un operazione concessa dalla legge italiana ed europea. Poi puoi dirmi che la legge secondo te è errata ma purtroppo non si può fare nulla. La legge è quella.
far5893 17/02/2012 17:05
 

 Originariamente inviata da g.dragon

è cmq diverso.



Quale parte di :un sistema di filtraggio implicherebbe una sorveglianza a tempo indeterminato

Non ti e' chiara ?
lucusta 18/02/2012 00:14
 
..."la libertà di impresa - inimmaginabili i costi"...

cioe', se paga lo stato per l'hw e i dipendenti, lo potremmo fare anche volentieri... a gratisse nessuno fa' piu' nulla!

ipocriti.
1/2 avanti    
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