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Italia: pirateria in calo e musica digitale in crescita

12:28 - 2 febbraio 2012 di Dario d'Elia
Fonte: La Repubblica

La Federazione Industria Musicale Italiana ha divulgato gli ultimi dati del mercato musicale italiano: il digitale cresce, mentre il resto crolla. Sta cambiando il mercato e anche la pirateria diminuisce. Bisogna farsene una ragione: non è l'illegalità il cuore di tutti i mali.

Il mercato italiano della musica digitale è in grande crescita malgrado i pianti continui degli operatori del settore. È la stessa FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) a rendere noti i risultati dell'ultima indagine realizzata da Deloitte: il 2011 si chiude con un fatturato per la musica online di 27,5 milioni di euro (+22% rispetto al 2010).

"Una crescita oltre il doppio rispetto al 2010 sul 2009. Gli album digitali sono saliti addirittura del 37% (più che triplicati rispetto al 2009) contro una crescita dei singoli del 25%. In forte espansione anche lo streaming video, guidato da YouTube, che è salito del 64% arrivando a sfiorare i 4,5 milioni di euro contro 2,7 milioni del 2010", si legge nel comunicato ufficiale FIMI. "La quota di mercato del digitale è tuttavia ancora lontana dalla media globale che è del 32 % secondo i dati IFPI".

Un pianto di felicità

Insomma, siamo comunque più lenti degli altri paesi, ma è in fondo è comprensibile poiché l'intero mercato discografico italiano è in crisi. I supporti fisici hanno fatturato 103 milioni euro (-9%). "Tra fisico e digitale gli album, nel 2011, hanno raccolto 110,6 milioni di euro. La crescita degli album digitali nel 2011 con il 37%, è stata tra le più elevate, anche comparata con i principali mercati. In USA gli album digitali sono cresciuti del 19%, in UK del 27% e in Francia del 23%. La media globale è del 23% (dati IFPI)".

"I fenomeni più importanti in Italia sono la crescita dello streaming - Youtube in particolare - e il boom della vendita di album", ha dichiarato Enzo Mazza, presidente di Fimi, a Repubblica.it. "Ma incide anche l'arrivo di tanti nuovi servizi musicali di streaming, nel 2011, in Italia: Rara, Deezer, Cubomusica di Telecom; il passaggio della piattaforma di Dada allo streaming".

Da rilevare infatti che i servizi online come YouTube sono gratuiti, ma nel 2011 hanno pagato alle etichette discografiche ben 4,5 milioni di euro (+64% rispetto al 2010). "L’offerta online, con la presenza di un sempre maggior numero di player sul mercato italiano, sta confermando un certo consolidamento del mercato italiano con un forte impegno dell’industria nel rinnovamento dei modelli di business", ha aggiunto Mazza.

Fatturato - Clicca per ingrandire

Secondo le stime FIMI il 23% degli utenti online si affida ancora a servizi illegali, ma mentre nei comunicati il dato viene tacciato negativamente qualche occhio attento ha scoperto che è molto positivo, poiché in calo del 4% rispetto allo scorso anno.

"Bisogna ringraziare, di questo, la crescita dell'offerta legale e il boom degli smartphone. I quali sono collegati direttamente a piattaforme legali di ascolto e download di musica", ha ricordato Mazza. "Ma il merito è anche dell'azione di contrasto alla pirateria: adesso gli italiani sono più consapevoli che è una cosa sbagliata".

La sensazione in verità è che abbiano un po' le idee confuse. L'emendamento Fava, del quale avranno sicuramente un santino in FIMI e SIAE, è stato bocciato malamente. E per la prima volta ha visto persino contraria Confindustria Digitale, che ha parlato di "un impatto depressivo sul nascente mercato dell'e-commerce in Italia e in genere sulle opportunità di sviluppo che offre il web".

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Commenti

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1/3 avanti    
brixia91 02/02/2012 12:45
 
+53 
pirateria in calo e canzoni sempre piu' schifose mi sembrano collegate,,mmmmmm
MotoreAsincrono 02/02/2012 12:47
 
+14 
almeno per la musica con youtube non c'e' neanche bisogno di scaricare. Poi che dire tutti quelli che conosco hanno degli archivi di musica scaricata in passato di vari tera, che cosa dovrebbero piu' scaricare?
fizby 02/02/2012 12:49
 
+1 
non sono proprio d'accordo su questa affermazione: "Ma il merito è anche dell'azione di contrasto alla pirateria: adesso gli italiani sono più consapevoli che è una cosa sbagliata", piuttosto credo che sia vero (come nel mio caso), come scritto in un'altra parte dell'articolo, che la diffusione degli smartphone rende agevole accedere alla musica in streaming (youtube, grooveshark, per fare due esempi). La cosa bella è che ognuno può farsi delle playlist e mandarle in esecuzione, connessioni permettendo, sia a casa, sia in movimento. Quindi alla fine, anche in questo caso, compri quello che ti piace avere nella tua audioteca (videoteca, libreria, etc.) e il resto lo ascolti alla radio, o in streaming.
RUDOLF 02/02/2012 12:52
 
+20 
contrasto alla pirateria ???si certo,non si scarica piu perchè abbiamo paura di loro.......
LeOn4rDo 02/02/2012 12:56
 
+1 
Non è sicuramente merito dei provvedimenti anti-pirateria. Se non fosse stato possibile (parlo nel mio caso) scaricare da Megaupload & Co. negli anni scorsi, senz'altro non sarei andato al negozio di dischi a comprare ogni singolo CD...
Ovviamente, con i dispositivi che abbiamo in tasca 24 ore su 24, anche i siti di file sharing avrebbero risentito comunque di questo calo in termini di download. Se Youtube, come ha già detto fizby, mi consente di fare playlist e di riprodurle quando voglio, il ricorso alla pirateria, almeno in questo ambito, è inutile.
pasqu0 02/02/2012 12:56
 
+1 

 Originariamente inviata da Articolo

Da rilevare infatti che i servizi online come YouTube sono gratuiti, ma nel 2011 hanno pagato alle etichette discografiche ben 4,5 milioni di euro



non sarà per caso che questi servizi in streaming gratuiti praticamente rendono inutile il donwload? Investissero anche loro nelle risorse di rete inesistenti in italia così da garantire streaming di qualità a tutti e la pirateria potrebbe toccare quanto zero o poco + in tempi rapidi!
FrankieDedo 02/02/2012 12:57
 
+8 

 Originariamente inviata da brixia91

pirateria in calo e canzoni sempre piu' schifose mi sembrano collegate,,mmmmmm


Ho pensato la stessa cosa!! sarà che il 90% delle canzoni odierne fanno talmente "evacuare" che la gente nemmeno le pirata più? stessa storia che con videogiochi e film....se la qualità aumenta (cosa che non richiede particolari sforzi economici maggiori) le persone sono più invogliate ad acquistare!
ToroXp 02/02/2012 13:01
 
+9 
In Germania Napster, con 8 euro al mese ti dà una bella flat e ti scarichi quello che vuoi, lo ascolti dove vuoi, con cosa vuoi.E con 5 euro in piu ti danno la possibilità di farlo anche dal mobile.

Imparate Beoni della siae e compagnia.

http://www.napster.de/registrierung/
CaoS-Stardust 02/02/2012 13:05
 
+2 
grazie al cavolo, nessuno compra (tranne gli appassionati e i vecchietti non tecnologici) i CD, ora tra iTunes, amazon ecc. la musica digitale ha una nuova tipologia di vendita, l'unica cosa che non capisco è il vincolamento ad un unico formato nativo, mi pare che tutti utilizzino l'mp3 e di FLAC e codec lossless non se ne vedono
Bradley 02/02/2012 13:10
 
+1 
Spero che questa "crescita" non venga attribuita alla chiusura di megaupload e simili, perche non è minimamente cosi, tra l'altro (da 10 anni se non di piu) la musica italiana è orrenda, non li definirei manco musicisti, sono cantautori e pure scarsi.
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