L'Antitrust di Pitruzzella correggerà la Legge Gasparri?

di Dario d'Elia - pubblicato martedì 26 giugno 2012 alle 14:05

Nella relazione del presidente AGCM, Giovanni Pitruzzella, si parla di una ridefinizione del SIC che includa operatori fornitori di contenuti, gestori di portali, motori di ricerca e social network. Il guanto di sfida è per Google e le grandi concentrazioni nel settore media.

L'Antitrust italiana ha intenzione di pestare i piedi a Google e ai monopolisti dei media. Nella relazione annuale presentata dal neo-presidente Giovanni Pitruzzella vi sono alcuni passaggi che sembrano preludere a interessanti sviluppi sul fronte della pubblicità online e della concentrazione dei media.

"Le potenzialità del mercato pubblicitario digitale sono limitate dalla concorrenza dei grandi attori web internazionali, originariamente estranei al mondo dei media, che ormai hanno acquisito posizioni di particolare forza economica che possono finire per depotenziare le opportunità del mercato digitale", si legge nel documento, che per altro condivide la stessa linea dell'Unione Europea.

"I motori di ricerca come Google e i cosiddetti social network ormai costituiscono un passaggio obbligato per la distribuzione dei contenuti web e Google, avvalendosi di questa posizione, si è posto l’obiettivo di divenire protagonista assoluto nel mercato della raccolta pubblicitaria. Nel giro di pochi anni, Google potrebbe diventare monopolista in questo mercato".

Il presidente AGCM Petruzzella

Ecco quindi l'esigenza di nuove regole che consentano di far uscire dall'angolo l’industria editoriale. Il nodo della questione ovviamente è quello della ri-definizione del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC). Rimettervi mano vorrebbe dire non solo assicurare "la più ampia diffusione del pluralismo" ma anche evitate scomodi trust.

Insomma l'idea sembrerebbe essere quella di inserire nel SIC anche gli "operatori fornitori di contenuti, gestori di portali, motori di ricerca, social network". Tutti agenti che ormai competono con gli editori tradizionali nell’attività di vendita degli spazi pubblicitari agli inserzionisti.

Ovviamente mettere mano ai tetti antitrust dei media vorrebbe dire correggere la vecchia Legge Gasparri, e probabilmente liberare anche il paese dalla quella storica procedura d'infrazione che per vari motivi la Commissione UE tiene nel congelatore.

L'escamotage del SIC gonfiato (ci si butta dentro tutto senza distinzione di settore) ha consentito, com'è risaputo, di avere soglie antitrust inimmaginabili all'estero. È vero che rispetto alla Legge Maccanico del 1987 la quota del totale dei proventi ricavabili dal SIC è scesa al 20% (rispetto al 30%), ma anche che il contenitore oggi è fatto di televisione, editoria, telecomunicazioni, libri, pubblicità, promozioni, sponsorizzazioni, etc. In pratica il giorno dopo dell'approvazione della legge si è passati da un SIC da 12 miliardi di euro a uno da 26 miliardi. Evidente che quello che prima era un tetto da 3,6 miliardi, poi si è trasformato in 5,2 miliardi.

 
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Commenti dei lettori (10)

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Kuarl 26/06/2012 14:40
+1
una persona seria all'antitrust? no, c'ha la S che sembra Vendola e Jovanotti messi insieme. Non può essere bravo.
ragen-fio 26/06/2012 14:50
0
Ha la S succoSSSSSSa...

Comunque speriamo...
s4ndro 26/06/2012 14:56
+9
Fare leggi di libero mercato significa fare leggi contro la rai e mediaset e visto che mediaset già se la passa malissimo dubito che mai passerà una legge del genere, la maggioranza in parlamento è sempre del nano quindi o cade il governo o non passa... sembra assurdo ma per queste cose servono le elezioni...
aToMe 26/06/2012 14:57
0

 Originariamente inviata da Kuarl

una persona seria all'antitrust? no, c'ha la S che sembra Vendola e Jovanotti messi insieme. Non può essere bravo.


LOL
EpsilonVu 26/06/2012 16:22
+3

 Originariamente inviata da s4ndro

Fare leggi di libero mercato significa fare leggi contro la rai e mediaset e visto che mediaset già se la passa malissimo dubito che mai passerà una legge del genere, la maggioranza in parlamento è sempre del nano quindi o cade il governo o non passa... sembra assurdo ma per queste cose servono le elezioni...


Il problema è che quasi certamente una legge del genere non passerebbe neppure dopo le elezioni...
mizar79 26/06/2012 17:03
+2

 Originariamente inviata da EpsilonVu

Il problema è che quasi certamente una legge del genere non passerebbe neppure dopo le elezioni...


Non sai quanto hai ragione, la differenza tra il PD ed il PDL è solo la L... Bisognerebbe che la gente la smettesse di accontentarsi del "meno-peggio" ogni volta che ci sono le elezioni ma vallo a spiegare agli anziani... Siamo un paese di vecchi fatto per vecchi...
Visolla 26/06/2012 17:15
+2
Io ho l'impressione che più che voler fare "leggi a tutela del libero mercato", abbiano intenzione di studiare un sistema per arraffare un po' di soldi a Google & C. da destinare alla parassitaria editoria italiana (quella che campa di contributi di stato)...
lucusta 26/06/2012 19:11
0

 Originariamente inviata da s4ndro

Fare leggi di libero mercato significa fare leggi contro la rai e mediaset e visto che mediaset già se la passa malissimo dubito che mai passerà una legge del genere, la maggioranza in parlamento è sempre del nano quindi o cade il governo o non passa... sembra assurdo ma per queste cose servono le elezioni...



gia', se non fosse che i regolamenti li fanno le agenzie, mentre le leggi il parlamento (e' ribadito anche dall'UE).
una cosa scomoda da un certo punto di vista ( se l'agenzia e' politicizzata come lo sono state in passato) ma efficace da un'altro (si seguono regole uniformi in tutta l'unione, in quanto le agenzie percepiscono anche i "consigli" e sono generalmente piu' veloci nel redigere i regolamenti).

ora tocca vedere che tipo di regolamento verrebbe emesso.
degac 27/06/2012 07:14
0
Quindi la 'nuova' Antitrust parte con i vecchi preconcetti:
"Le potenzialità del mercato pubblicitario digitale sono limitate dalla concorrenza dei grandi attori web internazionali, originariamente estranei al mondo dei media"

Secondo me il mercato pubblicitario digitale si espande solo se si espande il 'mercato/rete/infrastrutture' digitali, non mettendo dei paletti a quelli già presenti.
Altrimenti non facciamo altro che ripetere quanto visto in decenni in campo TV con una sostanziale stasi.
Solo con l'avvento del digitale terrestre (ovvero AUMENTO del mercato) si è avuto (un pochino) di movimento sul fronte pubblicitario (basti pensare ai nuovi canali).
Con la differenza - sostanziale - che il 'mondo gitale' è grande quanto il mondo intero; le nostre regole non hanno molta rilevanza sul web...
invasore 27/06/2012 09:02
0
Ogni monopolio è dannoso, meglio sempre eliminarlo. mi spiace per google, ma preferisco gli diano una ridimensionata.
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