L'Antitrust UE e Google sono vicini a un accordo per risolvere definitivamente tutti i nodi riguardanti la pubblicità online. Dopo l'ultimatum partito da Bruxelles nel maggio scorso e le eventuali soluzioni proposte dal presidente Eric Schmidt ecco quindi la svolta. Come riporta il Wall Street Journal lo spettro di una sanzione miliardaria sembra allontanarsi.
Nello specifico gli elementi di criticità riguardano il monopolio del mercato pubblicitario online (80%), la penalizzazione dei concorrenti, la copia dei contenuti editoriali altrui per arricchire i mercatini online proprietari, il sistema di punteggi che regola il mercato dei link sponsorizzati, nonché i contratti di esclusiva e la portabilità pubblicitaria.

Il commissario antitrust Almunia
"Abbiamo raggiunto un buon livello di intesa tra Google e la Commissione", ha confermato ieri il commissario antitrust Joaquin Almunia. "Speriamo nei prossimi giorni o settimane di avere un primo incontro tecnico". Parole concilianti anche da Mountain View dove il temine più ripetuto è "cooperazione".
Al momento non è ancora chiaro quale possa essere la strada individuata anche perché la pubblicità online è uno dei core business dell'azienda. Non si esclude infatti la possibilità che Google venga costretta a correggere la gestione delle sue attività online. Di certo le parti si sono avvicinate notevolmente quando da Mountain View è giunta la disponibilità a intervenire non solo sul suo motore Web per i PC ma anche in ambito mobile.
Per altro recentemente è esplosa anche negli Stati Uniti una querelle di eguale gravità. L'Antitrust USA ha avviato indagini per determinare se con l'acquisizione di Motorola Google stia ostacolando l'innovazione nel mercato della telefonia mobile, rifiutando di concedere in licenza alcuni brevetti fondamentali ai suoi concorrenti.
"Non so se avvieremo un'indagine (su Android) ma non posso escluderlo", ha aggiunto Almunia. Insomma, chiusa la vertenza principale non si esclude che se ne possa aprire un'altra.

Commenti dei lettori (13)
L'Unione cerca sempre un accordo e solo se non vi riesce parte con la denuncia.
Non mi risulta che sia andata proprio così ma in ogni caso mi sembra un approccio un tantino morbido... Il problema era noto da tempo e i profitti generati? Pensi che li abbiano dati in beneficienza? Quindi il lucro c'è stato e adesso ci si mette d'accordo?
La legge deve (dovrebbe) essere uguale per tutti...
aTome ha ragione. L'UE fa sempre MOLTI avvertimenti prima di partire con le multe/blocchi. Microsoft all'epoca non so quanti WARNING aveva avuto, Intel idem. Google alla prima si è mossa ma pare non convincendo la commissione. Questo è il secondo warning ed ha dato disponibilità a modificare praticamente il 100% delle cose richieste, nei limiti ovviamente del profitto industriale base.
Come ti hanno già detto la UE prima avvisa e cerca un accordo poi procede.
Microsoft all'epoca se ne fregò perché convinta di essere nel giusto e di poter fare come gli pare.
Discorso diverso se infrangi una legge o fai concorrenza sleale o cartello. Li la UE procede subito con una multa. Ma Google con al pubblicità non ha infranto nessuna legge. La UE gli ha solamente notificato che attualmente è in posizione dominante (riguardo la pubblicità) e di conseguenza non può continuare a fare ciò che faceva qualche anno fa. O cambia politica o arriva la maxi multa.
una parte di quei 50 Miliardi di Dollari di cassa che hai messo da parte, sarebbe ora che li rifacessi entrare nelle nostre casse, motivo? ELUSIONE FISCALE tramite sistema off shore.
Noi a sputare sangue pagando anche l aria, e loro con una cassa da piccolo stato.
Il comportamento illecito se c'è stato, deve venire stabilito da un processo. Questo accordo serve proprio per evitarlo. Nessun processo, nessun illecito logicamente. Mi sembra ovvio...
di quale Elusione Fiscale parli?? l'articolo non aprla di elusione fiscale, ma di accordi sulla posizione dominante con la UE