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L'inventore del Web bastona l'Italia, su Internet gravi errori

10:39 - 14 novembre 2011 di Elena Re Garbagnati

Tim Berner Lee festeggia i vent'anni di Internet venendo in Italia a spiegare cosa dovremmo fare per usare meglio il Web e dove stiamo sbagliando. La banda ultralarga nelle grandi città serve a poco, bisognerebbe garantire a tutti connessioni più lente. Internet dovrebbe essere usato per ottimizzare le spese dello Stato e per rendere pubbliche le voci di spesa.

Il World Wide Web (www), che tutti conosciamo come Internet, quest'anno compie vent'anni e oggi il suo creatore, Tim Berners Lee, è a Roma per tenere una conferenza celebrativa di questa ricorrenza, intitolata "happybirthday web". Per l'occasione il papà del web ha tenuto una interessante intervista con Riccardo Luna su La Repubblica in cui ha parlato della situazione del Web in Italia e del digital divide: usiamo Internet poco e male, e spiega il perché.

Il padre del Web è in Italia per festeggiare i vent'anni del World Wide Web

In realtà non è così facile stabilire la data della nascita di Internet: Berners Lee era un fisico del CERN di Ginevra nel 1980 quando si mise a studiare un modo per creare un sistema a uso personale per tenere traccia delle idee e dei progetti di tutti i suoi colleghi. Il risultato fu una rete comune interna al CERN a cui chiunque potesse avere accesso in modo semplice per consultare qualunque informazione, da arricchire con nuovi argomenti e idee. Fu inaugurata nel 1989 e Berners la chiamò Web.

Due anni dopo il sistema funzionava così bene che Berners pensò di diffonderla a livello globale, e lo fece inviando un messaggio al newsgroup alt.hypertext: era, appunto, il 6 agosto 1991. Ovviamente non era prevedibile il successo che avrebbe riscosso e l'importanza che avrebbe avuto fino ai giorni nostri, quindi non c'è da stupirsi se la comunità degli ingegneri abbia definito presuntuoso il creatore di Internet e abbia imposto un cambiamento di nome per le URL, che da Universal Resource Identifier divennero più modestamente Uniform Resource Identifier, perché definire la creazione di Berners universale fu considerato troppo pretenzioso.

Il resto della storia lo conosciamo tutti. Quello che molti hanno perso di vista è la filosofia alla base del Web così com'è stata concepita da Berners, che ha colto l'occasione dell'intervista con Luna per ribadirla: "l'idea che è alla base del Web è che se una persona ha una mezza buona idea e l'altra metà sta nella testa di un altro, il Web è il connettore che permette alle due metà del cerchio di unirsi". 

Secondo Tim Berners Lee in tutte le zone rurali dovrebbe esserci una connessione a Internet, anche lenta

Il problema è che questo non sempre accade, e Berners ammette con un pizzico di amarezza che purtroppo non vede più "tanta gente che usa il Web in modo efficace per realizzare nuove idee. Internet è nato come piattaforma per lavorare insieme, e invece quasi tutti si limitano a usarlo per leggere e basta. Evidentemente gli strumenti di collaborazione non sono ancora adeguati".

Guardando in casa nostra, ossia in Italia, secondo Berners si stanno facendo un sacco di cose sbagliate. C'è un grande impegno per portare la banda ultralarga nelle grandi città e nelle aree industriali, lasciando indietro gli altri, e questo non è bene perché, spiega Berners, "l'ubiquità della Rete è più importante della velocità. La velocità è importante per vedere un video in alta definizione; ma l'ubiquità, anche con connessioni più lente, significa poter ricevere e spedire la posta e far parte dell'economia digitale ovunque ci si trovi".

Tim berners Lee, il papà del Web

Sfruttare il Web in modo corretto, infatti, non significa essere altruisti, ma rendere il Paese più operativo e funzionale, con grandi benefici: "dando una banda larga minima a tutti si possono spostare i pagamenti pubblici online risparmiando un sacco di soldi. Insomma, Berners conclude che pensa "che dovremmo fare un grosso sforzo per colmare il divario digitale, per portare la Rete anche nelle aree rurali e in quei luoghi dove c’è gente che semplicemente non ha ancora imparato a usare questa tecnologia".

L'argomento è spinoso, e il creatore del Web si spinge ancora oltre con le provocazioni, spiegando la sua idea di open goverment: "i dati che il governo ha nei suoi archivi sono una risorsa preziosa. Sapere, ad esempio, se un certo treno è in funzione e sta viaggiando, quali strade hanno delle buche, [...] dove sono custoditi i piani di emergenza anti-alluvione può far prendere decisioni migliori. E poi c'è la trasparenza, che alcuni mettono al primo posto".

"In Gran Bretagna sta diventando normale che i dati relativi alla spesa pubblica siano aperti. Il Web è il luogo dove tutti possono verificare come vengono spesi i soldi dei cittadini". Chissà se in Italia sapremo mai con precisione che fine fanno i contributi dei lavoratori e le tasse, per esempio, sulla benzina.

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Commenti

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1/2 avanti    
guastolfo 14/11/2011 11:02
 
+18 
cit. articolo "Chissà se in Italia sapremo mai con precisione che fine fanno i contributi dei lavoratori e le tasse, per esempio, sulla benzina."

ma dico, hai intenzione di sfidare la casta "politico-mafiosa" italiana??
gra 14/11/2011 11:04
 
+3 
Lo voglio ministro!
oMaRcOo 14/11/2011 11:05
 
+1 
"Sapere, ad esempio,...quali strade hanno delle buche"

Tutte? Anzi...Fuffe? Dopo aver perso i denti! XD

A parte questa stupidata che ho detto...Parole condivisibili!
dolomiticus 14/11/2011 11:08
 
Si e che ci devono dire i nostri politici di me..., che stanno spendendo i nostri soldi per comprarsi una nuova villa al mare.
grng 14/11/2011 11:14
 
Parole sagge, qua purtroppo si rincorre la velocità massima in 3 grosse città per dire "noi ce l'abbiamo"...poi si esce di qualche kilometro e il 99% della popolazione va con una 2Mb quando va bene
maxdelay 14/11/2011 11:15
 
Ma è proprio per questo che non lo stanno facendo!!
1-Per non far concorrenza al digitale terrestre
2-Pagando online si risparmia ma si perdono posti di lavoro... a danno di qualcuno che è entrato con appoggio..
3-I politici non hanno neanche la testa, figurarsi la mezza idea...

Comunque dice tutto cose giuste, il problema è che per fare questo ci vuole una generazione di politici giovane, col vecchiume e le idee fritte e rifritte non si va da nessuna parte.

Fosse per me lo metterei nella carta dei diritti del cittadino
GigiN 14/11/2011 11:19
 
-7 
Posso capire l'uso poco corretto, ma ridurre la banda agli utenti mi sembra un'idea ridicola per l'Italia!
Io viaggio a 3 Mbps di media senza contare ore di "tappo" dove comunque varia poco
Sappiate solo che Hong Kong alle 20 di sera viaggia a 350 Kbps, facendo il rapporto utenti:banda chi è che usa peggio internet? Di certo non siamo noi.
Prima di dire cose del genere, Berners dovrebbe guardare un attimo le potenze globali prima di noi in classifica, qua abbiamo gia poca banda, ma almeno riusciamo ad usarla, non come in America e Giappone dove è tutto in fibra ottica ma alla fine alle 20 non raggiungono il Mbps.
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
GigiN 14/11/2011 11:23
 
-3 
Hanno solo da permettere l'allacciamento della fibra in tutta Italia, la banda minima ideale è 3Mbps e massima per un utente medio è 5, per un esperto 8 massimo 10, non il Gbps che raggiungono gli Americani lasciando gli altri a 56k! Qua ci vuole questa procedura, ma con la fibra ottica, così da accontentare tutti (la fibra passa sotto moltissime zone rurali vicino a me) senza doverci ridurre a mezzo Mbps
maxdelay 14/11/2011 11:30
 
+1 
3 Mbps per tutti mi sembra più che giusto, pero' che siano 3 e non 1.
Dovrebbero anche inventarsi il modo di mettere un limite in MB alle pagine dei siti e immagini molto ottimizzate.... a livello globale.
Per esempio ci sono siti in flash che sono di una pesantezza immane...e magari vanno bene per chi ha il Gb ma chi ha una chiavetta ci diventa vecchio....
GigiN 14/11/2011 11:43
 
-1 
Le chiavette sono una fregatura, non sai mai da dove prendi il segnale
Ho un'amica che ha una chiavetta di Alice e viaggia a 300 Kbps, le ho detto di sedurre il vicino che ha l'AP e di farsi dire la Wep xD
Quelle chiavette sono da abolire totalmente, una cosa furba che i provider dovrebbero fare è mettere antenne wireless bi-radio su ogni traliccio e far avere connessioni a 3 Mbps in ogni punto dove siano presenti due antenne ad un segnale tra -60 db a -80 db, con una pagina di log in con il proprio account dove si paga l'abbonamento mensile e se poi vuoi collegarti il fisso ti compri un AP e lo imposti come ricevitore
La cosa più difficile da fare è riassumere tutti i provider Italiani sotto un unico grande provider che abbia il monopolio della connessione in Italia, cosa, a mio parere, impossibile.
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  Tag: Italia, Istituzioni