L'iride invecchia e compromette i controlli biometrici

di Dario d'Elia - pubblicato lunedì 28 maggio 2012 alle 12:23

Un team di ricercato della University of Notre Dame ha scoperto che le variazioni dell'iride dovute all'invecchiamento aumentano i margini di errore dei sistemi di controllo biometrici. In tre anni il margine sale del 153%.

L'identificazione delle persone che sfrutta il riconoscimento biometrico dell'iride è meno sicura di quel che si crede, soprattutto a medio e lungo termine. Un gruppo di ricercatori del dipartimento di scienze informatiche della University of Notre Dame (Indiana - USA) - come riporta Nature - ha scoperto infatti che l'iride è soggetta a invecchiamento e quindi a micro-variazioni che ne variano l'aspetto.

La crescente diffusione dei sistemi biometrici negli aeroporti e negli ambienti soggetti a controlli di sicurezza ha sempre posto fin dalla prima ora il problema dei margini di errore. Ebbene, secondo il professor Kevin Bowyer della Notre Dame su un campione di 644 iridi fotografate 20mila volte tra il 2008 e il 2011 sarebbero riscontrabili importanti variazioni capaci di compromettere i controlli. Nella migliore delle ipotesi può bastare la ripetizione dello "scanning", nella peggiore si profila la possibilità di evadere ogni controllo per i malintenzionati.

Iris scan

In pratica i dati confermano che a tre anni dalla prima rilevazione nanometrica dell'iride il margine di errore aumenta del 153%. In pratica se all'inizio il rapporto è di 1 possibilità su due milioni - come dicono le attuali statistiche - dopo tre anni si arriva a 2,5 su due milioni. Un margine basso che però nel tempo diventa cumulativo e ancora più preoccupante se si supera la soglia dei tre anni.

Insomma, le vie percorribili sono due: o si prevedere un aggiornamento dei documenti ogni massimo tre anni, oppure si inizia a investire nella ricerca per individuare un algoritmo di "invecchiamento" per l'iride. "Lo sviluppo di un algoritmo di invecchiamento per gli indici biometrici dell'iride non è stato ancora studiato in alcun modo. Al contrario, nel campo della ricerca del riconoscimento facciale c'è un gran lavoro al riguardo per identificare le facce anche con significati cambiamenti dovuti all'età", ha sottolineato Bowyer durante l'ultima IEEE Computer Vision and Pattern Recognition Conference di Providence.

 
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Commenti dei lettori (10)

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DJCris 28/05/2012 12:39
+2
Credo sia praticamente impossibile prevedere con un algoritmo come si evolverà il tuo iride. Ci vorrebbero perlomeno dei dati di base da cui partire per far elaborare all'algoritmo come sarà il tuo iride tra 20 anni
degac 28/05/2012 12:52
0
Si utilizzerà la retina anzichè l'iride (anzi penso che si sia già a questo utilizzo nei punti di maggior sicurezza)
yggdrasil 28/05/2012 12:55
0
Se si perde un po' di tempo e si continua a prendere campioni per più di tre anni magari si riesce a trovare una qualche correlazione, no?
Nel frattempo si ricerca sempre qualcosa che non abbia bisogno di dati statistici.
JackZR 28/05/2012 13:19
+3
Basta aggiornare periodicamente (tipo una volta l'anno)la firma biometrica, non mi sembra un gran problema.
lughi 28/05/2012 13:22
+1
"Non solo non abbiamo le sue impronte digitali, o quelle degli occhi, non abbiamo nemmeno la mappatura del suo colon" Cit.
Fea 28/05/2012 14:08
+11

 Originariamente inviata da JackZR

Basta aggiornare periodicamente (tipo una volta l'anno)la firma biometrica, non mi sembra un gran problema.


Questi sistemi di riconoscimento non sono pensati per riconoscere la casalinga di Voghera quando entra nel supermercato e pubblicizzarle il nuovo detersivo (modello Minority Report), servono per individuare un latitante dopo 20 anni o una plastica facciale; glielo dici tu che deve farsi scansionare gli occhi ogni anno?
BlackF1re 28/05/2012 14:24
0

 Originariamente inviata da JackZR

Basta aggiornare periodicamente (tipo una volta l'anno)la firma biometrica, non mi sembra un gran problema.



Credi che un criminale (l'obiettivo di questo sistema) vada a farsi scansionare l'occhio ogni anno?
EDIT: Fea mi ha anticipato.
JackZR 28/05/2012 16:43
+2

 Originariamente inviata da Fea

Questi sistemi di riconoscimento non sono pensati per riconoscere la casalinga di Voghera quando entra nel supermercato e pubblicizzarle il nuovo detersivo (modello Minority Report), servono per individuare un latitante dopo 20 anni o una plastica facciale; glielo dici tu che deve farsi scansionare gli occhi ogni anno?

I sistemi biometrici hanno un mucchio di utilizzi non solo quello di individuare un latitante come dici tu; inoltre la tua idea è la meno attuabile visto che di certo un latitante non si mette di sua volontà davanti uno scanner della retina, deve essere obbligato.
Questi sistemi di riconoscimento biometrico si utilizzano per lo più in ambito di sicurezza, in aeroporti, banche, grandi aziende, siti del governo, etc... per autorizzare o meno l'accesso a certe zone o per attivare/disattivare determinati dispositivi, in questi casi più comuni basta aggiornare la firma biometrica.
Fire-Dragon-DoL 28/05/2012 17:27
+1
Ma semplicemente "aggiornare la password" (rilevamento dell'iride) una volta l'anno, non è piu semplice?
alfaumi 28/05/2012 17:59
0
Piccolo refuso per Dario: Un team di ricercatoRI. Nel titolo
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