L'Italia risolverà il digital divide grazie a 700 milioni della UE

di Dario d'Elia - pubblicato venerdì 22 giugno 2012 alle 10:52

Il Ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ha confermato che il digital divide italiano sarà azzerato grazie ai fondi europei. Sulla NGN è evidente l'esigenza di sinergia: sarebbe sprecato fare duplicazioni di reti. Intanto Colao di Vodafone si dice disponibile al confronto sulla fibra.

Il Governo Monti promette di azzerare il digital divide italiano. La sfida è ambiziosa ma secondo il Ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, non solo si può fare ma ci sono finalmente i fondi. "Con 700 milioni di euro di fondi europei azzereremo il digital divide", ha dichiarato il Ministro durante nel corso di un'audizione alla commissione Trasporti della Camera.

"La copertura del servizio di banda larga in Italia, come in altre zone d'Europa, non è uniforme. Il 5% della popolazione italiana risiede in aree di digital divide e il sistema produttivo e della ricerca hanno bisogno di strumenti all'avanguardia, di reti potenti e affidabili. Completeremo il piano nazionale della banda larga per il 5% della popolazione in digital divide".

Corrado Passera

E sulla NGN, ovvero la rete in fibra che tutti gli italiani sognano da anni? Passera ha le idee chiare al riguardo e di fatto condivide l'opinione degli addetti ai lavori: avere due reti sarebbe uno spreco di risorse. "Vedo con favore ogni investimento che permetta lo sviluppo dell'infrastruttura: sia quelli annunciati da Telecom che quelli di altri, come Metroweb, vanno nella giusta direzione. Ma è auspicabile che ci sia la massima sinergia tra questi investimenti", ha aggiunto il Ministro.

"È chiaro che sarebbe sprecato fare duplicazioni di reti, però, ci deve essere largo spazio all’iniziativa di mercato, in concorrenza: questo è inevitabile". Tollerabile che alcuni investimenti possano essere messi ad uso comune ma, a suo parere, non si può chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti "di intervenire in aree a fallimento di mercato, perché sarebbe fuori dalla sua logica di gestione". Per altro è risaputo che l'Unione Europea potrebbe considerare alcuni interventi come aiuti di Stato, quindi la cautela dovrebbe essere massima.

A Firenze c'è già la piazza dedicata, speriamo bene

Ad esempio lo stesso Vittorio Colao, AD di Vodafone, oggi sulle pagine de La Repubblica ha sottolineato che se non ci sono i ritorni economici per costruire una nuova in fibra ottica sarebbe bene per gli operatori coalizzarsi. "Abbiamo la volontà di co-investire in Italia, Spagna e Germania ma teniamo ferma la determinazione che il gestore dominante non possa mantenere la sua posizione di privilegio anche nella fibra, come ha più volte detto la Commissione europea", sostiene l'alto dirigente Vodafone. "Sulla banda larga ci vuole concorrenza".

La vecchia tecnologia (VDSL2 su rame/fibra) che propone Telecom Italia non consente totale accesso ai concorrenti. "Vodafone, ma credo tutti gli operatori internazionali, non accetterà mai una soluzione tecnica che implichi il monopolio commerciale", rincara Colao. "Questa è l’unica cosa che in nessun paese europeo lasceremo passare. Se invece si trovasse una soluzione comune saremo molto contenti di essere parte di una visione condivisa. Se fossi nei panni di un operatore dominante, non difenderei fino allo stremo posizioni anticoncorrenziali. Prenderei in seria considerazione l'ipotesi di sviluppare una nuova rete NGN aperta a tutti".

Di fatto il riferimento è a British Telecom con Open Reach, ma anche a quanto è successo in Australia e Nuova Zelanda. In Francia hanno trovato un accordo, in Spagna ci stanno ancora lavorando, mentre la Germania ricorda un po' l'Italia (ma non nelle prestazioni e diffusione).

 
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Commenti dei lettori (29)

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1/3 avanti   
jmpde 22/06/2012 11:07
+34
e se li mangeranno pure quelli
Ilruz 22/06/2012 11:09
+4
cazz, 700 milioni di fondi europei potrebbero fare davvero la differenza. In un paese normale.
Carolus 22/06/2012 11:15
+10
E gli 800 milioni che erano stati stanziati in precedenza? In quale buco nero sono finiti?
azzurrino 22/06/2012 11:17
+7
Già i nostri politici stanno valutando quante mi...tte possono pagarsi con quella cifra
BlackF1re 22/06/2012 11:18
+25

 Originariamente inviata da Carolus

E gli 800 milioni che erano stati stanziati in precedenza? In quale buco nero sono finiti?



Nello stesso buco in cui finiranno questi 700
Ico Bellungi 22/06/2012 11:18
+1

 Originariamente inviata da Carolus

E gli 800 milioni che erano stati stanziati in precedenza? In quale buco nero sono finiti?


Se non ricordo male alla fine li hanno dirottati in mezzo al calderone della fiscalità generale. Per coprire il debito pubblico, dice. Mah...
Carolus 22/06/2012 11:19
+8

 Originariamente inviata da azzurrino

Già i nostri politici stanno valutando quante mi...tte possono pagarsi con quella cifra


Ci vorrebbe una nuova unità di misura. Che ne pensate del "minetti" o del "polanco"?
marcopalestra 22/06/2012 11:20
0
Spariranno in un buco nero come gli altri 800 milioni
Intel4ever 22/06/2012 11:26
+1

 Originariamente inviata da Articolo

non si può chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti "di intervenire in aree a fallimento di mercato, perché sarebbe fuori dalla sua logica di gestione"


Questa cosa qua mi fa paura. Se 50-60 anni fa avessimoseguito questa logica molte abitazioni non avrebbero avuto neppure un telefono.
Se persino nelle aree più remurative c'è bisogno dell'aiuo dello Stato perchè mai delle aziende private devono guadagnare con i nostri investimenti? Tanto vale mettere in piede una nuova società statale.

Ma è chiaro che è una presa di posizione, per dire noi mettiamo i soldi (ce li spartiamo) ma non aspettatevi la fibra al di fuori di 15-20 delle più grandi città italiane (cosa che si poteva fare anche senza aiuti pubblici).
Carolus 22/06/2012 11:36
+1

 Originariamente inviata da Intel4ever



Ma è chiaro che è una presa di posizione, per dire noi mettiamo i soldi (ce li spartiamo) ma non aspettatevi la fibra al di fuori di 15-20 delle più grandi città italiane (cosa che si poteva fare anche senza aiuti pubblici).


Ma il nostro paesello è noto per avere pochi veri imprenditori (che rischiano il proprio capitale) e molti "prenditori", abituati a socializzare le perdite (perché ottengono facilmente denaro pubblico in quanto vicini al potere politico) e a privatizzare gli eventuali profitti.
1/3 avanti   
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