L'italiana MIVAR chiude: maledette TV a LED!

di Dario d'Elia, 15 ottobre, 2013 08:48  , Fonte: La Repubblica

Milano Vichi Apparecchi Radio, MIVAR, chiude dopo 68 anni di lavoro.

L'italiana MIVAR entro fine novembre chiuderà i battenti e quindi metterà fine alla sua storica produzione di televisori. Ad Abbiategrasso, ma in verità in tutta la Lombardia, tutti conoscono Carlo Vichi. A 90 anni rappresenta un pezzo di storia dell'imprenditoria locale. D'altronde "Milano Vichi Apparecchi Radio" nasce nel 1945, ma secondo il fondatore "l'Italia è morta nel 1945".

"Finita la guerra siamo stati superati da tutti. Dovremmo lavorare come i cinesi, con onestà e intelligenza. Il problema invece è che non sappiamo più lavorare. E i prodotti fatti senza utilizzare tutte le possibilità che la tecnologia offre vengono rifiutati dal mercato", ha spiegato Vichi a La Repubblica.

Carlo Vichi

L'azienda dal 2001 è perennemente in perdita, come ha confermato Giuseppe Viganò, segretario Fim-Cisl Legnano-Magenta. "Nel 1998 aveva quasi 1000 dipendenti, nel 2008 ce n'erano ancora 500, perché Vichi pur di non chiudere ripianava ogni anno le perdite. Gli sarà costato dai 100 ai 120 milioni, senza contare i 30 spesi per costruire il nuovissimo padiglione industriale di Abbiategrasso, un edificio bellissimo, innovativo, progettato da lui stesso, mai utilizzato".

Oggi sono rimaste circa 40 persone che si occupano dell'assemblaggio delle linee TV a LED con componenti cinesi. Proseguiranno fino al termine di novembre, dopodiché a dicembre molti andranno in mobilità. E si parlerà di gestire i 24 mesi di garanzia dei prodotti venduti, nonché la manutenzione dello stabilimento. Ma basteranno 4-5 persone, non di più.

Il top di gamma MIVAR

La morte del tubo catodico ha di fatto condannato l'azienda, perché la componentistica LCD è tutta orientale e i nostri costi di manodopera sono alle stelle. MIVAR vendeva in perdita: circa 80/100 euro a pezzo. Inevitabile il capolinea.

L'azienda risorgerà comunque sulle sue ceneri dando vita a "Milano Vichi Arredamenti Razionali", ma nessuno si fa troppe illusioni. Pochi tecnici, il fondatore e le figlie Luisa e Valeria lavoreranno su arredamento di design: il primo modello è un tavolo "razionale".

L'epilogo è senza dubbio triste. Mivar nei tempi d'oro produceva un terzo dei televisori venduti in Italia, senza per altro fare pubblicità perché "è come la droga, quando cominci sei costretto ad aumentare la dose". Parola di Carlo Vichi.

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Commenti dei lettori (151)

1/16 avanti   
Klonoa 15/10/2013 09:00
-43
Ringraziamo come sempre i nostri politici. grazie
LoganX78 15/10/2013 09:04
+70
E' una parte di Storia dell'Italia che va.
Del resto, quando compravi MIVAR, non lo facevi perché era italiana, bensì perchè risparmiavi: a parità di pollici avevi un prezzo decisamente più basso delle dirette concorrenti di allora (Philips, Telefunken, Thompson, Sony) sacrificando un pò di qualità (chi ricorda i Televideo "castrati" di Mivar?) e molto di "design" (che dirlo ai TV con tubo catodico è già tanto).

Ora che cerchiamo la miniaturizzazione, i 20nm, la velocità e la leggerezza, in un paese come l'Italia dove la ricerca è stata quasi del tutto cancellata, fare industria tecnologica è davvero difficile... troppo forse.

Ciao Mivar. (a casa dei miei c'è ancora una tua tv!)
tommyk92 15/10/2013 09:05
+15
Io ce l'avevo un Mivar se non sbaglio. Ora ho un Sony. Purtropppo ha ragione: se non rimani a passo con la tecnologia non vendi. Se non vendi chiudi. La Cina detta la legge...all'Italia tocca puntare su altri tipi di attività (non industriale), quali l'artigianato, il turismo, il settore alimentare e quello che si integra con la cultura che abbiamo. (architettura, archeologia ecc)
One-Winged-Ange 15/10/2013 09:05
+8

 Originariamente inviata da Klonoa

Ringraziamo come sempre i nostri politici. grazie


scusa ma, a 'sto giro, cosa diamine c'entra?
NickGi 15/10/2013 09:05
+7
Se posso dirlo, io non sapevo che la Mivar fabbricava TV a LED, lo giuro.

Non voglio fare l'espertone di turno, ma credo che alla Mivar sia mancato un buon marketing.
centoventicinque 15/10/2013 09:06
+5
è un peccato .

in italia potremmo fare tantissimo, olivetti lo dimostrò , è stata per anni al vertice della tecnologia .. qualcuno diceva " cupertino, provincia di ivrea " anche mivar aveva tanto da dire , però non aveva l'appeal .
Usul 15/10/2013 09:07
+15
Un altro pezzo della storia dell'industria e della tecnologia italiana che perdiamo.
Ma chi cavolo è che continua a credere/dire che "stiamo uscendo dalla crisi"?
Intorno a me vedo solo ditte chiudere ed amici andare in cassa integrazione. Finora nessuno ne è ancora uscito. O meglio, qualcuno sì: fine del lavoro

Se continuiamo così, anche se il mercato riprendesse, non avremo più nessuna ditta che potrebbe trarne giovamento.

Vabbè, stamattina mi sento ottimista
Duetto 15/10/2013 09:09
-20
Mai sentita. Forse un po' di pubblicità non gli sarebbe guastata...

Cmq, nei lavori di mano d'opera è chiaro che i cinesi ci sommergeranno, lavorano il triplo ad un decimo del compenso..
fabiet 15/10/2013 09:10
+21
"Dovremmo lavorare come i cinesi, con onestà e intelligenza."
Si, signor Vichi può attendere un'attimo di là che sentiamo i sindacati per aprire un tavolo di trattativa? Ci vorranno solo uno o due anni se non piove.
deepdark 15/10/2013 09:12
-2
Non sapevo che la mivar fosse italiana. Forse e dico forse (non sono un imprenditore) doveva puntare qualcosa di più sul design.
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