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L'UE bacchetta i motori di ricerca: occhio alla privacy

09:34 - 27 maggio 2010 di Valerio Porcu

La Commissione Europea chiede ai motori di ricerca che facciano più attenzione nel gestire di dati personali degli utenti. Dovrebbe essere possibile fare ricerche in modo anonimo, ma oggi non è così.

La Commissione Europea ha chiesto ai grandi motori di ricerca più impegno per il rispetto della privacy. L'iniziativa è dovuta al "Gruppo di Lavoro Articolo 29", il cui lavoro è difendere i dati personali e assicurarsi che la privacy dei cittadini sia adeguatamente protetta.

Collegandosi a Internet ci si espone, è inevitabile.

Il gruppo ha quindi spedito una lettera alle tre più grandi aziende operanti nel settore della ricerca, cioè Google, Microsoft e Yahoo, e poi alla FTC (Federal Trade Commission, organismo di controllo statunitense) e a Viviane Reding, vicepresidente della Commissione con responsabilità sui diritti fondamentali e di cittadinanza.

I contenuti delle lettere sono semplici: alle aziende si chiede di fare di più per preservare la riservatezza dei dati appartenenti agli utenti. Il punto di partenza non è scontato: a oggi l'anonimato non è garantito. Le proposte d'intervento sono molte, dalla cancellazione degli IP ad una riduzione nel tempo di permanenza dei dati (oggi sei mesi, spesso superati), fino all'intervento di controlli esterni sull'operato dell'azienda.

Trattandosi di ricerca, la dicotomia riguarda direttamente i risultati: i dati raccolti e conservati minacciano la privacy dell'utente, ma servono a dare un servizio migliore. Risolvere il dilemma non è probabilmente una cosa semplice.

Le preoccupazioni sulla privacy sono sotto i riflettori da tempo,  come dimostrano le numerose critiche rivolte a Google e Facebook. Questi due nomi sono però solo i più importanti, e quelli che raccolgono il maggior numero di utenti. Tutte le altre aziende, in un modo o nell'altro, sono altrettanto suscettibili di critiche.

La vera domanda è però un'altra: quanto siamo disposti a concedere, in cambio di servizi più evoluti? Vale nella ricerca, ma non solo: ci sono i servizi offerti dagli smartphone, le interazioni sociali in rete, il commercio elettronico, la navigazione satellitare. Si potrebbe continuare a lungo.

Siamo di fronte ad una scelta molto difficile, tra una vita supermoderna, ma anche incredibilmente esposta, e una sicura, dove nessuno o quasi ci spia, ma menomata perché priva di gran parte dei servizi moderni. Voi cosa scegliereste?

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Commenti

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g.dragon 27/05/2010 09:42
 
io non ho e non avrei problemi se google sapesse quale sito visito piu spesso o cosa faccio con internet....tanto di dati personali non ne spargo in giro,.e di conseguenza x il motore di ricerca la cosa si tradurrebbe l'utente 1 passa il suo tempo su tom hardware l'utente 2 su you tube l'utente 3 fa entrambi le cose ecc...e in questo modo google ottimizerebbe il servizio..
TomWar 27/05/2010 11:02
 
" Dovrebbe essere possibile fare ricerche in modo anonimo"
Anonymouse,Hide my ass ?????
TheThane 27/05/2010 11:03
 

 Originariamente inviata da g.dragon

io non ho e non avrei problemi se google sapesse quale sito visito piu spesso o cosa faccio con internet....tanto di dati personali non ne spargo in giro,.e di conseguenza x il motore di ricerca la cosa si tradurrebbe l'utente 1 passa il suo tempo su tom hardware l'utente 2 su you tube l'utente 3 fa entrambi le cose ecc...e in questo modo google ottimizerebbe il servizio..



Già, però ad esempio fino ad ieri non sapevo dell'esistenza di www.google.com/history in quanto non è mai stato esplicitamente specificato che salvano la cronologia se hai un account. Ieri vado a guardare e scopro che hanno i dati di tutti i siti che ho visitato con data e ora dal 28 Set 2006. Si ok si può cancellare ma secondo me loro non la cancellano internamente. Inoltre se ho fatto utilizzare il mio computer ad un mio amico/parente e google ha salvato la cronologia di quello che ha cercato dovè finita la privacy?
Domy73 27/05/2010 12:15
 

 Originariamente inviata da TheThane

Già, però ad esempio fino ad ieri non sapevo dell'esistenza di www.google.com/history in quanto non è mai stato esplicitamente specificato che salvano la cronologia se hai un account. Ieri vado a guardare e scopro che hanno i dati di tutti i siti che ho visitato con data e ora dal 28 Set 2006. Si ok si può cancellare ma secondo me loro non la cancellano internamente. Inoltre se ho fatto utilizzare il mio computer ad un mio amico/parente e google ha salvato la cronologia di quello che ha cercato dovè finita la privacy?


Quoto in pieno mai come ora la nostra privacy e pericolo, come la libertà di della Rete sempre più controllata.
Voglio ricordare i DRM al inizio dovevano servirci per proteggerci, ma loro hanno fatto i loro interessi, e sapiamo tutti come e andato a finire.
real_endymion 27/05/2010 12:37
 
Per quanto riguarda la cronologia delle ricerche e delle esplorazioni (per quanto mi riguarda) ben vengano soluzioni che possano aiutarti a migliorare la ricerca. Se qualcuno utilizza il mio pc non sono certo io a dover difendere la sua privacy, dopotutto se gli prestiamo il nostro cellulare o utilizza il nostro telefono di casa noi possiamo risalire al numero che ha chiamato allo stesso modo con cui possiamo risalire alle pagine che ha visitato.
Ovviamente non faccio lo stesso discorso per quanto riguarda le email, foto, documenti, agenda o altri servizi che sono messi a disposizioni da Google o altri.
degac 27/05/2010 19:26
 
Che palle con sta storia della privacy dei motori di ricerca! Se passate da un casello autostradale, sanno quando siete partiti, dove eravate diretti, le telecamere vi inquadrano e si può sapere con chi eravate. Idem per certi semafori intelligenti. Con i cellulari le 'celle' segnano la vostra posizione ecc...

L'idea che si sia 'controllati' solo dai motori di ricerca è una semplice buffonata: quì almeno lo fanno per uno scopo economico ben preciso (profilare l'utente per spingere un certo tipo di pubblicità) e se ne può avere un risultato 'tangibile' (i servizi gratuiti di Google ad esempio), negli altri casi invece le informazioni sono a disposizione per scopi diversi, ma non si capisce bene il perchè...
   
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  Tag: Istituzioni, Privacy