La battaglia della fibra per la rivoluzione digitale italiana

di Dario d'Elia - pubblicato martedì 29 maggio 2012 alle 12:21

Telecom Italia, Governo, Metroweb e Sanpaolo IMI decideranno le sorti della fibra italiana. Non meno importante sarà il ruolo dell'AGCOM, a un passo dalla composizione del nuovo board.

Ieri è ufficialmente iniziata la guerra delle reti. Sarà anche una coincidenza, ma l'International Herald Tribune sostiene che le dimissioni del magnate dei media Berlusconi abbiano favorito la svolta digitale italiana. In verità gli addetti ai lavori sanno bene che quello che sta avvenendo nel mondo delle telecomunicazioni è dovuto a spinte di vario genere. 

"Penso che molte persone non si rendano conto che vi sono momenti in cui un intero mercato può cambiare, se si considera il livello di burocrazia italiano", ha sussurrato un ex dirigente televisivo italiano alla testata statunitense. "Stiamo attraversando uno di questi momenti storici". Già, perché rendere l'elezione dei commissari AGCOM un'operazione trasparente è una svolta epocale.

Il settennato del presidente Corrado Calabrò è stato caratterizzato dalla massima cautela: l'obiettivo sviluppo è stato perseguito cercando di non sfavorire mai i cosiddetti "monopolisti" di fatto. È stato fatto poco nella banda larga, ancora meno nelle televisioni

Quindi è evidente che quando persino l'Unione Europea dice che l'ultima parola su tutto è delle Authority TLC, e non dei Governi, il peso specifico di un'istituzione amministrativa di questo genere diventa piuttosto consistente.

È iniziata la guerra delle reti

Ieri, con la decisione di finanziare il progetto Metroweb con 200 milioni di euro, il Governo ha di fatto rotto gli indugi. Una sorta di catalizzatore per i processi finanziari e di sviluppo del settore TLC. Quel che manca ancora però è il parere di Telecom Italia. Il rapporto tra l'ex-monopolista e la new-entry è tutto da interpretare. Inizialmente si sono comportati da alleati contro il Tavolo Romani. E infatti l'accordo per cablare Milano sembrava andare proprio in questa direzione. Poi qualcosa è cambiato: su Milano si è congelata la trattativa sulle reti in rame e Telecom ha confermato la possibilità dello scorporo della rete dai servizi

Il gioco non è ancora a carte scoperte ma tutte le opzioni sono sul tavolo. Per altro bisogna sottolineare che secondo un'analisi di Deutsche Bank Italia anche i numeri in ballo sono già chiari: il progetto F2i Metroweb (100 Mega in 30 città entro il 2015) costa 800 euro per utenza con un ritorno di investimento fissato a 26 anni; il progetto Telecom Italia (100 Mega in 99 Comuni entro il 2014) costa 170 euro per utenza con un ritorno di investimento fissato a 8 anni.

Differenze di architettura - Clicca per ingrandire

La differenza sostanziale è che Metroweb promette di portare la fibra ottica direttamente negli appartamenti e poi comportarsi da provider neutrale per gli operatori nazionali. Non caso, secondo quanto riporta Daniele Lepido su Il Sole 24 Ore, Vodafone e Wind sarebbero pronte a cambiare fornitore di "ultimo miglio" se mai si prospettasse la possibilità.

Telecom Italia invece pensa di completare la sua rete basata su architettura FTTCAB (Fibre To The Cabinet) per rendere disponibile a tutti i clienti collegati all'armadio connessioni con velocità da 30 a oltre 50 Mega. Dopodiché in una seconda fase raggiungerà gli edifici e le singole unità immobiliari, realizzando una architettura FITH (Fiber To the Home). Il tutto condito a seconda delle esigenze con vectoring su VDSL2, cioè una tecnologia che consente di raggiungere i 50 Mbps su rame alla massima distanza di 800 metri, e i 100 Mbps sui 400 metri. 

Che ne faranno dei servizi in fibra gli italiani?

L'ultima incognita, che complica lo scenario, è legato alla possibilità che Telecom scorpori la rete pur mantenendone il 51% del controllo. Ma per una decisione definitiva al riguardo è evidente che si attenda la composizione del nuovo board AGCOM e la redazione dei nuovi regolamenti.

Infine esiste un capitolo chiave che è quello della partecipazioni finanziarie. SanpaoloIMI è un importante azionista di Metroweb ma anche di Telecom Italia. La dirigenza del Gruppo torinese ha ribadito più volte la piena fiducia al presidente esecutivo Bernabè, difficile quindi pensare che possa muoversi contro gli interessi dell'incumbent.

Insomma, ancora una volta aleggia una sensazione: senza Telecom Italia non si fa nulla, a meno che non si voglia fantasticare su un paese con due reti nazionali. 112 milioni di km di rame e 4,3 milioni di km di fibra valgono pur sempre di più dei 7mila km di fibra che Metroweb vanta in Lombardia. Questo il peso degli asset. Nulla si crea nulla si distrugge nelle TLC italiane. Fino a prova contraria.

 
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Commenti dei lettori (23)

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1/3 avanti   
Gold Libra 29/05/2012 12:29
+7
"....La battaglia delle reti per la rivoluzione digitale italiana...!!!"

ahahahahahahahahahhahahahahah....!!!!!
marco91 29/05/2012 12:29
+1
Spero che a breve si possa contare su fibra a prezzi decenti...
supertigrotto 29/05/2012 12:31
+2
Fabri fibra for president of tlc!
Thai 90 29/05/2012 12:45
+15
riempiamo milano di fibra...tanto chissenefrega che il resto d'italia ha problemi ad aprire google -.-'
_pietro 29/05/2012 12:47
0
costa 800€ a clinte, ritorno in 26 anni... guadagno netto 2,5€ a cliente!?!??! quindi dovrebbe costare +- come la adsl ora... non ci credo
brandfx 29/05/2012 12:47
+4
Quando la fibra arriverà a casa mia...l'umanità per allora avrà già migrato verso altri pianeti abitabili,lasciando la terra incustodita e disabitata,con ormai tutte le risorse energetiche finite.
sorcio46 29/05/2012 12:51
0
Farei un mutuo per portare la Fibra al mio dannatissimo quartiere, per poi non far allacciare nessuno XD
Dario D'Elia 29/05/2012 12:56
0

 Originariamente inviata da _pietro

costa 800€ a clinte, ritorno in 26 anni... guadagno netto 2,5€ a cliente!?!??! quindi dovrebbe costare +- come la adsl ora... non ci credo



secondo me hai fatto calcoli strani. e in ogni caso scordatevi connessioni in fibra a buon prezzo.

d.
Roderick Usher 29/05/2012 12:56
+1
L'articolo dell'International Herald Tribune sembra scritto da un paranoico cospirazionista... ad ogni caso credo che sarebbe meglio che sia telecom con i suoi capitali privati a portare internet (fibra+rame: 50Mb-100Mb) nei 99 comuni più grossi d'Italia, semmai il pubblico (ormai F2i-metroweb) dovrebbe pensare alle città di provincia in cui a nessun privato verrebbe in mente di investire.
Okazuma 29/05/2012 12:58
+1
L'unica news che aspetto è quella che mi avverte che la fibra è arrivata fuori la mia porta d'ingresso, tutto il resto, per ora, son solo parole
1/3 avanti   
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