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La Commissione UE ci salverà dal Decreto Romani

14:06 - 27 gennaio 2010 di Dario D'Elia

Molte novità contenute nel Decreto Romani sulle TLC potrebbero essere bocciate dalla Commissione Europea.

Il Decreto Romani potrebbe essere bocciato dalla Commissione Europea e dal Garante delle Comunicazioni. Responsabilizzare gli ISP e i distributori di contenuti online (come ad esempio YouTube) è una delle tante novità, contenute nel decreto legislativo del vice ministro allo Sviluppo Romani, che stanno vagliando le commissioni di Camera e Senato.

Problema di connessioni


Il problema, secondo indiscrezioni provenienti da Bruxelles, è che non solo l'Italia avrebbe dovuto notificare il provvedimento alla UE ma potrebbero essere ravvisate violazioni della normativa vigente. "La direttiva europea sul commercio elettronico vieta obblighi di monitoraggio preventivo da parte dei service provider, come stabilisce invece il decreto legislativo", ha spiegato una fonte a Reuters.

Per di più, a parere del presidente dell'associazione italiana degli ISP, si starebbe manifestando una curiosa coincidenza: la discussione sul destino di YouTube coincide con la querelle legale avviata da Mediaset per violazione di copyright. "Per come è scritto, il decreto potrebbe di sicuro aiutare Mediaset nella causa contro Google", ha dichiarato il Presidente Nuti.

"Lo schema accentua la bipartizione delle competenze (tra Garante e governo) mantenendo la materia delle autorizzazioni, con l'unica eccezione di quelle satellitari, sotto il controllo dell'esecutivo", ha aggiunto il Garante per le comunicazioni Corrado Calabrò. Una visione, in pratica, che si scontra con l'approccio normativo comunitario. Si rischia, in verità, anche "un caso unico nel mondo occidentale a causa dell'articolo 17 che introduce un'apposita autorizzazione per la diffusione continua in diretta e su internet o web casting".

Senza contare la scelta di "lasciare sostanzialmente inalterato il quadro esistente per le Tv in chiaro, e di prevedere tetti più restrittivi per la pubblicità sulle emittenti a pagamento", malgrado la UE consentisse agli Stati "di adottare norme più particolareggiate o più rigorose".
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Commenti

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1/3 avanti    
Dott.GoNzO 27/01/2010 14:15
 
speriamo nella UE..
Zap 27/01/2010 14:21
 
Grazie a al cielo siamo nell'unione
Nandos 27/01/2010 14:23
 
sperem
DonElio 27/01/2010 14:33
 
Meno male che c'è la UE
redeemer 27/01/2010 14:34
 
Mandiamo a casa il parlamento italiano...continuano a legiferare cose che poi vengono bocciate: a che cosa servono allora?
Michele_T 27/01/2010 14:35
 
Mah se è per aiutare ***set violeranno tranquilli le direttive e noi pagheremo pure le multe.
barla87 27/01/2010 14:36
 

 Originariamente inviata da Michele_T

Mah se è per aiutare ***set violeranno tranquilli le direttive e noi pagheremo pure le multe.


...ho paura di si
@Ben@ 27/01/2010 14:36
 
Meno male che ogni tanto c'è la UE... certo per altre cose è il peggio ma per queste cose almeno c'è un pò di tutela!
grng 27/01/2010 14:41
 
Sai che frega a loro della UE...andranno avanti a fare i cavoli loro e noi a pagare le multe che rifileranno allo stato italiano.
Purtroppo abbiamo già parecchi casi
Zago 27/01/2010 14:52
 

 Originariamente inviata da grng

Sai che frega a loro della UE...andranno avanti a fare i cavoli loro e noi a pagare le multe che rifileranno allo stato italiano.
Purtroppo abbiamo già parecchi casi



Pagheremo le multe per una legge non applicabile, dato che le leggi dell'UE valgono più di quelle dei singoli paesi ... quindi chiunque si appellasse alla disposizione UE avrebbe già vinto qualsiasi causa civile e penale
1/3 avanti    
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