La NASA usa il GPS per tenere d'occhio terremoti e tsunami

di Elena Re Garbagnati - pubblicato giovedì 26 aprile 2012 alle 15:31

La NASA ha avviato la sperimentazione per il rilevamento degli eventi sismici tramite un sistema GPS. Verranno raccolti i dati provenienti da 500 sedi nelle zone a rischio degli Stati Uniti occidentali e in caso di sisma di forte intensità saranno impiegati per indirizzare i soccorsi e allertare la popolazione sul rischio tsunami.

I terremoti negli Stati Uniti occidentali saranno tenuti sotto stretta osservazione da un nuovo sistema GPS messo a punto con la collaborazione della NASA. Dovrebbe analizzare i dati in tempo reale e fornire informazioni tempestive e precise, per determinare l'esatta posizione del sisma e accertare l'estensione e l'eventuale rottura della faglia.

La sperimentazione è già iniziata e la READI (Real-time Earthquake Analysis for Disaster) Mitigation Network raccoglierà i dati GPS provenienti da oltre 500 sedi in California, Oregon e nello Stato di Washington. Il sistema è frutto di decenni di sviluppo tecnologico supportati dalla National Science Foundation, dal Dipartimento della Difesa, dalla NASA e dalla US Geological Survey (USGS) e ha coinvolto ricercatori dell'Università della California, della Central Washington University e dell'Università del Nevada.

La NASA userà i GPS per tenere d'occhio i terremoti e prevenire gli tsunami

L'agenzia spaziale prevede di testare il sistema nel corso di quest'anno, e stima che se READI si dimostrerà valido potrebbe contribuire a ridurre significativamente il tempo necessario per individuare con precisione i grandi terremoti e fare una valutazione precisa dei danni e delle vittime da soccorrere.

L'attività che stata affidata al nuovo sistema GPS è particolarmente importante per il rischio tsunami che potrebbe seguire ai terremoti di magnitudo 6.0 e superiore, perché potrebbe essere collegato a un sistema di allarme in grado di allertare la popolazione in tempo utile per mettersi in salvo. Individuando con precisione le zone più colpite si potrebbero inoltre concentrare i soccorsi nelle aree più disastrate.

Con i GPS si dovrebbero risparmiare minuti sui tempi necessari per i rivelamenti

Craig Dobson, direttore del programma presso la Earth Science Division alla sede NASA a Washington, ha spiegato che "la rete READI segna un passo avanti nello sviluppo delle tecnologie GPS in tempo reale per attivare i sistemi di allarme. Questo prototipo è un passo significativo verso la realizzazione dell'obiettivo di mettere a punto un sistema efficace che copra tutto il bacino naturale del Pacifico".

La maggior parte dei sistemi di rilevazione attuali si basa su strumenti sismologici che misurano l'ampiezza dei movimenti della terra, ma secondo i ricercatori le reti basate su GPS possono ridurre di diversi minuti il tempo di rilevazione. Frank Webb, responsabile dell'Earth Science Advanced Mission Concepts, ha aggiunto che "i sistemi GPS richiedono investimenti relativamente piccoli", quindi a quanto pare il tentativo sarebbe anche economicamente conveniente.

 
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Commenti dei lettori (6)

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CaoS-Stardust 26/04/2012 15:44
+25
l'unica cosa che vedo in quell'immagine è:
tsunami, distrugge il ponte e porta via parte del terreno nel 2011.
2012, il ponte è di nuovo li e la zona adiacente in ricostruzione, terreno pronto alla ricostruzione imminente

l'aquila: terremoto del 2009, danni a quasi tutte le abitazioni
l'aquila: 2012: stessa identica scena....
Alex666 26/04/2012 15:52
+2

 Originariamente inviata da CaoS-Stardust

l'unica cosa che vedo in quell'immagine è:
tsunami, distrugge il ponte e porta via parte del terreno nel 2011.
2012, il ponte è di nuovo li e la zona adiacente in ricostruzione, terreno pronto alla ricostruzione imminente

l'aquila: terremoto del 2009, danni a quasi tutte le abitazioni
l'aquila: 2012: stessa identica scena....



e darebbe l'allarme ipotizzando un'altro terremoto e invece è sempre quello.
CaoS-Stardust 26/04/2012 16:02
+1
per gli tsunami sono preoccupato ma non più di tanto, intanto un maremoto di quelle dimensioni non credo sia possibile nel mediterraneo, certo, mareggiate enormi ci possono essere, ma non tsunami con onde alte 30 metri e oltre.... per i terremoti sinceramente non capisco come faccino, cioè, uno tsunami vedi l'epicentro e in 10 minuti avvisi la popolazione, ma un terremoto come lo vedi? crepe nella superficie? e se è uno di quelli riflessivi che trema tutto senza segnali precedenti? boh, spero serva vivamente, anche per i vulcani perchè etna e vesuvio stanno facendo un riposino, ma non sono mica morti.... però io mi sono incentrato sulla foto perchè c'erano le date, dalla forma, date ecc. quello è lo tsunami che ha investito il giappone, 1 anno e sono di nuovo in carreggiata, tra 4-5 anni sarà esattamente come nel 2010, in italia tra 10-15 anni forse comincia a muoversi qualcosa per l'aquila.... ma dico forse.... per me fanno prima a catalogarla come Pompei/Ercolano...
Brave78 26/04/2012 16:13
+1
Non sei preoccupato? Mai sentito parlare del marsili?
CaoS-Stardust 26/04/2012 17:13
0

 Originariamente inviata da Brave78

Non sei preoccupato? Mai sentito parlare del marsili?



più o meno, è un vulcano sommerso giusto? lo sò, io non posso effettivamente idealizzare un maremoto perchè:
1) sono in pianura inoltrata
2) il mare più vicino è l'adriatico

e comunque cos'ho detto? è utile per maremoti e vulcani, ma non capisco come rilevi i terremoti....
berno 26/04/2012 19:12
0
Credo che nel caso dei terremoti serva a coordinare i soccorsi ed a prevedere le zone più a rischio analizzando i movimenti delle faglie
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