La Polizia ci spia su Facebook senza autorizzazione

di Pino Bruno - pubblicato giovedì 28 ottobre 2010 alle 16:12

La Polizia italiana, stando a quanto riporta l'Espresso, ha stipulato un accordo con Facebook. È stato creato un accesso privilegiato che consente di controllare i contenuti online senza il bisogno di coinvolgere la Magistratura.

La Polizia italiana è la prima in Europa a disporre di un accesso privilegiato ai contenuti di Facebook. I quattrocento agenti della direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani. Lo scrive L'Espresso in edicola domani. L'Italia è il primo paese europeo, aggiunge il settimanale, ad aver stipulato un accordo con il social network per consentire alla polizia "di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network, senza dover presentare una richiesta alla magistratura  e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale".

Il pericolo Facebook all'orizzonte

L'Espresso rivela che l'accordo con Facebook  è stato firmato due settimane fa dai funzionari italiani che sono andati a Palo Alto perché, scrive il magazine, "la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su internet evolvono in tempo reale".

"Ma siamo certi - si chiede l'Espresso - che tutto ciò avverrà nel rispetto della nostra privacy?". "In realtà - scrive Giorgio Florian - ormai da un paio d'anni, gli sceriffi italiani cavalcano sulle praterie di bit. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e persino i vigili urbani scandagliano le comunità di Internet per ricavare informazioni sensibili, ricostruire la loro rete di relazioni, confermare o smentire alibi e incriminare gli autori di reati".

"Sempre più persone conducono in Rete una vita parallela e questo spiega perché alle indagini tradizionali da tempo si affianchino pedinamenti virtuali. Con la differenza che proprio per l'enorme potenzialità del Web e per la facilità con cui si viola riservatezza altrui è molto facile finire nel mirino dei cybercop: non è necessario macchiarsi di reati ma basta aver concesso l'amicizia a qualcuno che graviti in ambienti interessanti per le forze dell'ordine".

Secondo il settimanale l'accordo consente di avere una "corsia preferenziale" per contrastare la "lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa".

Un'intesa, dunque, che "consegna alle forze dell'ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l'autorizzazione di un pubblico ministero".

AGGIORNAMENTO

La Polizia "non può accedere ai profili degli utenti di Facebook, se non dopo un'autorizzazione del magistrato e con l'utilizzo di una rogatoria internazionale". Lo precisa il direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese, in riferimento all'articolo che sarà pubblicato domani dall'Espresso.

"Si tratta di un equivoco" afferma Apruzzese, che poi spiega: "Alcune settimane fa sono venuti i responsabili di Facebook in Italia, in seguito ad una serie di contatti che abbiamo avuto nei mesi passati con l'obiettivo di capire come funziona la loro macchina". Nel corso dell'incontro, i responsabili dell'azienda di Palo Alto hanno fornito alla polizia postale - che le ha a sua volta inoltrate a tutte le forze di polizia italiane - le linee guida per gestire tutto ciò che richiede l'intervento della polizia giudiziaria. "Ci hanno spiegato le loro procedure d'intervento - dice ancora Apruzzese - e si tratta di procedure che non ci consentono in alcun modo di accedere ai profili".

Dunque nessuna possibilità di spiare gli utenti. "Noi - prosegue il direttore della polizia Postale - svolgiamo quotidianamente un'attività di monitoraggio della rete, che è la stessa che fanno i colleghi in strada con le volanti. Non abbiamo la possibilità di entrare nei domicili informatici né nelle caselle postali degli utenti internet, senza autorizzazione della magistratura". Una cosa che tra l'altro, conclude Apruzzese, "non ci passa neanche per la testa, visto che sarebbe un reato e non sarebbe utilizzabile come fonte di prova".

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

 
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Commenti dei lettori (60)

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1/6 avanti   
Perfect Dark 28/10/2010 16:21
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Ora ci sarà il solito allarmismo privacy, la polizia che guarda le notre foto delle vacanze e scemenze del genere...Secondo me chi non ha nulla da nascondere non ha mai paura di queste notizie
g.dragon 28/10/2010 16:25
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ma come google non lo può fare e loro si..

cmq ora dovrò avvisare tutti gli amici che passno i pomeriggi a giocare a "mafia wars" non vorrei che venissero scambiati x mafiosi o simili..
Saival87 28/10/2010 16:25
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 Originariamente inviata da Perfect Dark

Ora ci sarà il solito allarmismo privacy, la polizia che guarda le notre foto delle vacanze e scemenze del genere...Secondo me chi non ha nulla da nascondere non ha mai paura di queste notizie



E chi ha qualcosa da nascondere non lo urla ai 4 venti di Facebook. Anche se le eccezioni ci sono...
Dav1de 28/10/2010 16:27
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solo 3 commenti? mi aspettavo il finimondo tra chi inneggia alla privacy e chi alla sicurezza...
mail9000 28/10/2010 16:27
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e questo significa la schedatura di tutti le persone iscritte ai gruppi anti-berlusconi.

Su Facebook costerà caro parlare contro il governo, anzi costerà caro leggere post contro il governo.
Perfect Dark 28/10/2010 16:29
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 Originariamente inviata da Saival87

E chi ha qualcosa da nascondere non lo urla ai 4 venti di Facebook. Anche se le eccezioni ci sono...


No, eccezioni ci sono eccome, non si parla di certo di geni del crimine ma di molta gente ignorante che è capace la sera di pestare un barbone per strada e la mattina dopo di mettere il video su facebook linkandolo a tutti gli amici.
E' più a questa tipologia di reati o a quella del traffico di foto pedopornografiche che si riferisce questa notizia, non di certo alle cose "grosse" tipo corruzione, attentati o stragi mafiose...Per quelle cose di certo non ci si organizza su facebook, al massimo si entra in Parlamento
Francomoh 28/10/2010 16:36
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Quello che mi preoccupa è: viene usata questa pratica per controllare gli utenti usando la scusa dei reati e del terrosismo. E mi fa ridere.
Mica gli evarosi fiscali e tanti altri si trovano su Facebook. Ma bensì a Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi.
sopaug 28/10/2010 16:39
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 Originariamente inviata da Perfect Dark

Secondo me chi non ha nulla da nascondere non ha mai paura di queste notizie



Affermazione pericolosissima...chi decide che cos'e' "da nascondere" o no? Con che criterio? E quando questo limite non ti va piu' bene cosa fai? Se lo dici a un cinese secondo te e' d'accordo?
ignatech 28/10/2010 16:40
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Ma Silvio non voleva cancellare ogni forma di intercettazione?

La legge non è uguale per tutti?

che strano!!
JacTurry 28/10/2010 16:42
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Un conto è che gli amici possano vedere le mie foto e un altro è che la polizia possa sbirciare !!! ... un po a cavolo ... cioè intanto guardo poi se trovo qualcosa approfondisco ... prima invece era ho forti sospetti allora controllo e spulcio ... NON È la stessa cosa !!!

se si rivelasse vero credo proprio che mi cancellerò da fb ... finche le foto e i commenti vengono visti dagli amici e al massimo dagli amici degli amici passi ... ma se ci sbircia anche qualcuno che nn ho "autorizzato" ciò mi scoccia !!!
non ho niente da nascondere e infatti ho fb per condividere foto e cose varie ... ma le voglio condividere solo con persone che cmq conosco !!!
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