La Polizia italiana ha vuotato il sacco sui rischi digitali

di Dario d'Elia - pubblicato mercoledì 19 settembre 2012 alle 16:15

Il Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha spiegato alla commissione Trasporti e Tlc che su furti di identità e l'adescamento di minori in rete bisogna fare di più. Mancano leggi specifiche per fronteggiare i fenomeni emergenti.

Il Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha ammesso che l'Italia non dispone di una legislazione adeguata per combattere i furti di identità. Oggi in audizione presso la commissione Trasporti e Tlc della Camera dei deputati, Antonio Apruzzese ha confermato che "per combattere il fenomeno non funzionano schemi obsoleti". Insomma, bisognerebbe affinare gli strumenti investigativi e migliorare le tecniche di risposta. L'ideale sarebbe creare "più intelligenti forme di collaborazione con tutti i settori istituzionali, non ultimo il mondo dei legislatori".

Oggi i magistrati sembrano essere costretti ad affidarsi a norme giuridiche non troppo a fuoco con l'argomento. E dire che il furto di identità digitale oggi riguarda sopratutto i codici di pagamento elettronico e quelli di accesso ai servizi di home-banking, quindi passpartout che ormai fanno parte del quotidiano.

Forniamo mezzi migliori alla Polizia

Apruzzese ha sottolineato che gli attacchi di questo tipo sono passati dallo 0,06% del 2010 allo 0,16% del 2011. Ancora più preoccupante l'ambito aziendale, dove si registra uno 0,51%. Non è chiaro se si tratti di disattenzione oppure di mancanza di un'adeguata cultura della sicurezza.

Per altro il timore è che il contagio possa passare dai computer agli smarpthone. Il virus Zeus ad esempio ha dimostrato che questo è possibile. Molti utenti hanno scambiato finti siti bancari per quelli ufficiali fornendo senza saperlo tutti i dati sensibili per consentire il furto digitale di contanti.

L'intervento di Apruzzese ha riguardato anche il problema della pedo-pornografia online. La sua maggiore preoccupazione, in qualità anche di EUCIP Security Adviser, riguarda i "navigatori" più piccoli. Non sono più i siti gli ambienti più pericolosi bensì i i social network; blog e chat ormai sembrano rappresentare preistoria. "Non abbiamo ancora le chiavi per monitorare i contenuti di social network che, tra l'altro, sono quasi esclusivamente stranieri", ha commentato il Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

"Per fortuna, data la delicatezza del tema notiamo una consonanza quasi unanime sulla necessità di bloccare un certo tipo di condotte. E gli stessi social network stanno cominciando a sensibilizzarsi al tema e a dare delle risposte abbastanza concrete in termini di collaborazione e di aiuto".

Si attende comunque il recepimento degli strumenti legislativi previsti dalla Convenzione di Lanzarote, che miglioreranno l'azione di contrasto nei confronti del cosiddetto "grooming", ovvero l'adescamento di minori in rete, fin qui non perseguibile.

 

Commenti dei lettori (17)

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1/2 avanti   
thenokiottos 19/09/2012 16:57
+14
Mah....internet è sempre stato sinonimo di libertà d'espressione e anonimato. Va bene creare nuovi strumenti per combattere la pedo-pornografia, ma ho la sensazione che finiranno per abusarne.
bigfoots 19/09/2012 16:58
+2
Secondo me si potevano fermare a "l'Italia non dispone di una legislazione adeguata"... in italia non c'è giustizia e questo è l'ennesimo esempio!!!!!!
Manuel70 19/09/2012 16:59
0
Argomenti che interessano e preoccupano tutti i navigatori e su cui è giustissimo ed encomiabile concentrare i massimi sforzi per la tutela dei privati cittadini e delle loro famiglie.
Manuel70 19/09/2012 17:10
0

 Originariamente inviata da bigfoots

Secondo me si potevano fermare a "l'Italia non dispone di una legislazione adeguata"... in italia non c'è giustizia e questo è l'ennesimo esempio!!!!!!



be almeno devi ammettere che riconoscere le vere carenze delle legislazione italiana in materia di internet è già un grosso passo avanti nella giusta direzione

edit: certo è che se pensiamo ad esempio alle leggi ad personam o a vaccate quali l'hadopi (tanto per restare in ambito internet) cascano le braccia.
alessandro1980 19/09/2012 17:24
+1
Una volta ho subito una truffa online, ho dato alla polizia postale indirizzo email (so che può essere fasullo), numero di cellulare (so che può essere fasullo anche quello), numero di carta postepay e nome dell'intestatario e loro non sono riusciti a fare niente, e questi vogliono parlarmi di sicurezza???
maxdelay 19/09/2012 17:25
0
In italia legiferare voul dire togliere soldi ai cittadini con una scusa banale qualsiasi.
Petanto meglio se lasciano stare tutto tanto non sono capaci di fare una cosa come si deve.
Manuel70 19/09/2012 17:29
+1

 Originariamente inviata da alessandro1980

Una volta ho subito una truffa online, ho dato alla polizia postale indirizzo email, numero di cellulare, numero di carta postepay e nome dell'intestatario e loro non sono riusciti a fare niente, e questi vogliono parlarmi di sicurezza???


Anche io ho subito una truffa proprio l'anno scorso con il sito f2store (650 euro di materiale mai arrivato) la polizia postale dopo la mia denuncia ha fatto chiudere il sito in modo che non venga fregata altra gente.

Il problema è che la polizia 'purtroppo' non ha abbastanza soldi a disposizione e fanno veramente incazzare notizie di quelli che io giudico 'sprechi legalizzati a favore delle lobby' come ad esempio nel caso del p2p.

Quella di oggi invece è una notizia positiva e dovrebbe portare a migliori strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per la tutela/protezione di noi cittadini.
Voolcano 19/09/2012 17:30
0
E alla polizia, Vigili del Fuoco e Croce Rossa è da 10 anni che tolgono finanziamenti... grazie al pifferum che poi non hanno gli strumenti adeguati
loripod 19/09/2012 18:19
0

 Originariamente inviata da Voolcano

E alla polizia, Vigili del Fuoco e Croce Rossa è da 10 anni che tolgono finanziamenti... grazie al pifferum che poi non hanno gli strumenti adeguati


esatto, ne hanno tolti così tanti di finanziamenti che ormai non riescono a offrire sicurezza nel territorio di competenza! figuriamoci su internet!
sopaug 19/09/2012 22:09
+3
io mi chiedo sempre dove siano i genitori dei minori quando questi vanno sui social network a farsi adescare. E di che diavolo di liberta' godano questi ragazzini per rimanere vittima fisicamente degli adescamenti... Qua si chiede che lo stato si sostituisca a genitori incapaci

quanto ai furti di identita' io so solo che per colpa di gente che non ha imparato a mettere una password sicura tra un po' dovro' girare con un token anche per andare a fare pipi', e molto egoisticamente dico che chi resta vittima della tecnologia al posto che lamentarsi dovrebbe imparare a usare gli strumenti che ha a disposizione senza farsi male, cosi' come chiunque prendendo in mano un martello prende la mira x non schiacciarsi un dito
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