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La rete Telecom non rischia l'italianità

09:01 - 29 gennaio 2010 di Dario D'Elia

Il viceministro alle telecomunicazioni Paolo Romani è certo che un'eventuale operazione di acquisizione da parte di Telefonica non metterà a rischio l'italianità della rete nazionale.

La rete Telecom resterà italiana, anche se Telefonica dovesse riuscire ad acquisire l'ex-monopolista. Il viceministro alle telecomunicazioni Paolo Romani è stato chiaro al riguardo. "È ovvio che non si potrà mai espropriare la rete di Telecom ma la rete rimarrà italiana anche se a comandare dovesse essere qualcun altro. È ovvio che se la governance dovesse essere spagnola l’Italia potrebbe non essere al centro degli investimenti e su questo ci deve essere chiarezza".

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Durante la terza giornata marconiana organizzata dalla Fondazione Bordoni, l’amministratore delegato di 3 Italia Vincenzo Novari si è espresso negativamente sulla prospettiva di un un'Italia a trazione spagnola. "È assurdo che in Italia il più grande motore e acceleratore dell'innovazione a livello di piccole e grandi aziende, mi riferisco alla rete in fibra, sia da anni sotto scacco da parte di una nazione che ci sta dettando le regole. Non ho mai visto un progetto sul quale c’è la volontà di tutti maggioranza, opposizione, industrie e consumatori e non si fa perché c’è un azionista estero che non è d’accordo, come Paese non lo possiamo accettare", ha tuonato l'AD.

Intanto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sta continuando a lavorare sul progetto di una nuova società per la NGN (rete di nuova generazione in fibra ottica). Per la banda larga "standard" bisognerà accontentarsi dei 150 milioni di euro provenienti dai fondi europei Fes e Fesr, nonché dei 135 milioni di euro già stanziati con la partecipazione delle Regioni.

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Commenti

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1/3 avanti    
diegooo1972 29/01/2010 09:20
 
Ma da quando e' noto che in italia non si fa la fibra perchè un azionista estero non vuole ? Ma chi e' costui e perche' non se ne parla mai ? A me giunge nuova questa. Certo e' che con un affermazione tale ha appena distrutto la possibilità di investire in italia da parte dell' estero. Certo che un uomo di 3 sembrerebbe al di sopra di ogni sospetto, ma non ci giurerei. Non e' che lavora anche per telecom Vincenzo Novari ?
leviathan83 29/01/2010 09:29
 
ke bello...
america 29/01/2010 09:30
 
"È ovvio che non si potrà mai espropriare la rete di Telecom ma la rete rimarrà italiana anche se a comandare dovesse essere qualcun altro. È ovvio che se la governance dovesse essere spagnola l’Italia potrebbe non essere al centro degli investimenti e su questo ci deve essere chiarezza".



è bello come prima del punto ti tranquillizzi mentre nella seconda parte ti terrorizza
gra 29/01/2010 09:35
 
Per come siamo messi forse l'unica speranza era di finire in mani straniere.
L'unica cosa da curare bene sarebbero dei vincoli ferrei per l'uscita, del tipo: entri se poni garanzie ben specifiche ed in caso di disinvestimenti dall'Italia segui obbligatoriamente questo iter bla bla bla.
Ho visto purtroppo molte aziende multinazionali o fondi esteri rilevare attività in Italia, rimanerci qualche anno e poi chiudere l'attività portandosi via i marchi, quando invece più di un compratore disposto a tenere aperta l'attività ci sarebbe stato, se i marchi fossero restati in azienda.
claudegps 29/01/2010 09:40
 
Se lo dice Romani possiamo stare tranquilli...
che sia un bufala!!
Mech 29/01/2010 09:41
 
Massì dai, regaliamo tutte le infrastrutture nazionali ad operatori esteri, poi già che ci siamo cambiano nome da Italia in Kirghizistan 2 ed avremo completato l'opera.

Che marea di scazzacani abbiamo oggi in Italia nei posti più importanti, gente alla quale non bisognerebbe affidare nemmeno la gestione di un pollaio con 2 galline!
diegooo1972 29/01/2010 09:46
 

 Originariamente inviata da Mech

Massì dai, regaliamo tutte le infrastrutture nazionali ad operatori esteri, poi già che ci siamo cambiano nome da Italia in Kirghizistan 2 ed avremo completato l'opera.

Che marea di scazzacani abbiamo oggi in Italia nei posti più importanti, gente alla quale non bisognerebbe affidare nemmeno la gestione di un pollaio con 2 galline!



Gia'. Le galline dovrebbero essere almeno 3 perche' due spariscono.
shinobi 29/01/2010 09:53
 
L'infrastruttura rimarrà italiana... peccato che a gestirla saranno gli spagnoli! Certo che Telecom Italia non ha mai investito (e secondo me non investirà mai) sul miglioramento delle infrastrutture... Magari gli spagnoli mossi a pietà ce la danno la fibra ottica da tutte le parti (anche se mi accontenterei di ADSL2 in tutti i paesi, anche quelli sotto i 5000 abitanti).
Insomma secondo voi c'è qualcuno peggio di Telecom a questo mondo?!
EpoX 29/01/2010 09:59
 
A me 'sta menata della fibra sa tanto di un nuovo modo per sprecare denaro pubblico... Alla Telecom di investimenti oculati ne hanno gia' fatti tanti, vedi Fido e la sua rete cittadina di antenne...
xantas 29/01/2010 10:20
 
Così il Ministro delle Frottole e del Nucleare Scajola, ha ammesso che i famosi 800 milioni di euro per la banda larga, sono andati in fumo, nel senso che le galline se le sono già arrostite e mangiate, mentre agli italiani rimane il fumo delle line a 56 Kb.
Ovviamente i 30.000 milioni del nucleare, per la Marcegaglia e per l'Enel si trovano subito, e si deve velocizzare la decisione sui siti di costruzione.
Evidentemente per Scajola la classifica delle priorità viene stilata in base alle tangenti che un investimento produce.
Presto andrete tutti a casa, e quelli dopo forse saranno anche peggio, visto che la casta è identica a dx e sx.
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  Categoria: Banda larga