La causa antitrust che riguarda Apple e gli editori e-book potrebbe avere conseguenze anche in Europa. Il Ministero di Giustizia statunitense ieri ha scatenato la cavalleria contro il colosso di Cupertino, Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster. L'accusa è di aver stabilito a tavolino i prezzi degli e-book creando di fatto un cartello anti-competitivo.
Oggi sappiamo, che Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster hanno già trovato un accordo promettendo di consentire alle librerie digitali (come ad esempio Amazon) di ritornare a stabilire i prezzi finali per il pubblico. La possibilità che il mercato si affidi a due distinti modelli di business è considerata da tutti un buon compromesso: revenue share (modello agenzia) con alcuni e vendita all'ingrosso con altri. Che poi alla fine tutto si riduce a Apple versus Amazon.
La libreria Apple
"Valuteremo eventuali proposte finali di impegni e le confronteremo con altre parti per verificare se siano sufficienti a preservare la concorrenza a beneficio dei consumatori, in questo mercato in rapida crescita", ha dichiarato il vicepresidente dell'esecutivo UE responsabile per la concorrenza Joaquin Almunia."Sono felice che la collaborazione molto stretta e produttiva tra il Dipartimento di Giustizia statunitense e la Commissione europea abbia portato benefici alle indagini su entrambe le sponde dell'Atlantico".
Resta il problema di Apple, Macmillan e Penguin che almeno per il momento non avrebbero accettato l'accordo. L'AD di Macmillan, John Sargent, è l'unico che via lettera ha reso noti i motivi di questa posizione. Il suo parere è che accettare vorrebbe dire ritornare al passato e quindi piegarsi nuovamente al monopolio di Amazon.
"Quando Macmillan è passata al modello di business basato su agenzia (Apple, NdR) l'abbiamo fatto sapendo che avrebbe reso meno soldi al nostro business e-book. Abbiamo fatto il cambio per sostenere un mercato aperto e competitivo per il futuro, e ha funzionato. Crediamo ancora in quel futuro e crediamo tuttora che il modello di agenzia sia l'unico modo per arrivarci", si legge nel documento firmato da Sargent.
Amazon ha già espresso soddisfazione per gli accordi di tre editori, sottolineando che si tratta di "una grande vittoria per i possessori di Kindle, e che procederanno affinché sia permesso di abbassare i prezzi di più libri Kindle".
A questo punto non resta che attendere i ribassi e l'aggiornamento dei contratti Apple siglati con Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster per comprendere i reali effetti sul mercato.

Commenti dei lettori (14)
Manco avessero interessi nel settore... Ah no aspetta, M...ondadori?
Io aspetterei prima di esultare. il nostro mercato non è libero. E lo dico da accanitissimo lettore, porcaccia la miseria.
Uno potrebbe anche dire "ma adesso c'è Monti". Basta un dito di sua emittenza e Monti torna a fare lo zerbino della UE. Monti può massacrarci quanto gli pare, basta che non tocchi gli interessi di S. La maggioranza è ancora nelle sue mani. La sua stagione non è ancora finita... anzi.
p.s. per chi pensasse male, specifico che non sono un ammiratore del cavaliere, per usare un eufemismo
"Perché le cose che accadono alle persone stupide capitano tutte a me?" (cit. Homer)
Cosa che non esiste in altri settori (dove lavora apple) come musica, video o applicazioni.
Per il resto, non ci trovo nulla di immorale nel contratto agenzia che è usato in tanti settori con prezzi imposti, per esempio nei cinema (che non si fanno concorrenza sui prezzi), e che esiste da tempo, non l'ha certo inventato apple ieri.
Mah, mondadori è anche BOL che vendeva libri in italia con forti sconti prima di Amazon.
Con quella legge mi sa che ci hanno guadagnato solo le piccole librerie.
Non c'e nessuna richiesta (o accordo) di vietare di vendere l'ebook a meno...gli editori incriminati facevano il prezzo che volevano con apple (giustamente, secondo il contratto agenzia), poi volevano gli stessi soldi anche dagli altri rivenditori con cui non avevano contratti agenzia, quindi questi rivenditori per venire incontro alle richieste degli editori dovevano alzare i prezzi, quindi cartello...in teoria apple potrebbe anche essere pulita, ma se è stata condannata evidentemente qualcosa c'entrava...
evidentemente cè qualcosa che non va
oook, ma a me non torna un piccolo dettaglio:
Monopolio = Niente Concorenza = Prezzi Alti = Consumatore Inc***to
Amazon = Prezzi Molto Concorenziali = Alta Percentuale Consumatori Felici
ho fatto male i conti?