La sconfitta antitrust di Apple ridurrà i prezzi degli e-book?

di Dario d'Elia, 12 aprile, 2012 16:40

La denuncia antitrust nei cofronti di Apple e gli editori e-book è già a una svolta: Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster hanno trovato un accordo. Amazon è convinta di poter abbassare al più presto i prezzi di listino. Intanto l'Europa guarda oltreoceano per meditare sul da farsi.

La causa antitrust che riguarda Apple e gli editori e-book potrebbe avere conseguenze anche in Europa. Il Ministero di Giustizia statunitense ieri ha scatenato la cavalleria contro il colosso di Cupertino, Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster. L'accusa è di aver stabilito a tavolino i prezzi degli e-book creando di fatto un cartello anti-competitivo. 

Oggi sappiamo, che Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster hanno già trovato un accordo promettendo di consentire alle librerie digitali (come ad esempio Amazon) di ritornare a stabilire i prezzi finali per il pubblico. La possibilità che il mercato si affidi a due distinti modelli di business è considerata da tutti un buon compromesso: revenue share (modello agenzia) con alcuni e vendita all'ingrosso con altri. Che poi alla fine tutto si riduce a Apple versus Amazon.

La libreria Apple

"Valuteremo eventuali proposte finali di impegni e le confronteremo con altre parti per verificare se siano sufficienti a preservare la concorrenza a beneficio dei consumatori, in questo mercato in rapida crescita", ha dichiarato il vicepresidente dell'esecutivo UE responsabile per la concorrenza Joaquin Almunia."Sono felice che la collaborazione molto stretta e produttiva tra il Dipartimento di Giustizia statunitense e la Commissione europea abbia portato benefici alle indagini su entrambe le  sponde dell'Atlantico".

Resta il problema di Apple, Macmillan e Penguin che almeno per il momento non avrebbero accettato l'accordo. L'AD di Macmillan, John Sargent, è l'unico che via lettera ha reso noti i motivi di questa posizione. Il suo parere è che accettare vorrebbe dire ritornare al passato e quindi piegarsi nuovamente al monopolio di Amazon.

"Quando Macmillan è passata al modello di business basato su agenzia (Apple, NdR) l'abbiamo fatto sapendo che avrebbe reso meno soldi al nostro business e-book. Abbiamo fatto il cambio per sostenere un mercato aperto e competitivo per il futuro, e ha funzionato. Crediamo ancora in quel futuro e crediamo tuttora che il modello di agenzia sia l'unico modo per arrivarci", si legge nel documento firmato da Sargent.

Amazon ha già espresso soddisfazione per gli accordi di tre editori, sottolineando che si tratta di "una grande vittoria per i possessori di Kindle, e che procederanno affinché sia permesso di abbassare i prezzi di più libri Kindle".

A questo punto non resta che attendere i ribassi e l'aggiornamento dei contratti Apple siglati con Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster per comprendere i reali effetti sul mercato.

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Notizie dal web

 

Commenti dei lettori (14)

  indietro 2/2
vallanzaska 12/04/2012 21:17
0

 Originariamente inviata da ice_v

"ritornare al passato e quindi piegarsi nuovamente al monopolio di Amazon."

oook, ma a me non torna un piccolo dettaglio:

Monopolio = Niente Concorenza = Prezzi Alti = Consumatore Inc***to

Amazon = Prezzi Molto Concorenziali = Alta Percentuale Consumatori Felici



ho fatto male i conti?



Amazon = Prezzi Molto Concorenziali = Alta Percentuale Consumatori Felici = scrittori sottopagati = mica tanto felici
Bivvoz 12/04/2012 21:55
+4

 Originariamente inviata da vallanzaska

Amazon = Prezzi Molto Concorenziali = Alta Percentuale Consumatori Felici = scrittori sottopagati = mica tanto felici



Ah perchè credi che pagando di più i libri al cartello Apple i soldi vanno agli scrittori?
Non credo proprio, vanno tutti in tasca agli editori.
ld50 13/04/2012 09:55
0

 Originariamente inviata da castiel83

fatemi capire, una condanna dell'antitrust potrebbe portare vantaggi ai consumatori?!?! non ci credo, sarebbe la prima volta!!! ah no abbiamo già avuto il ballot screen...



impressionante cagata tra l'altro il ballot screen...
JaSaL 17/04/2012 12:33
0

 Originariamente inviata da DoctorDoomIII

Secondo me l'unica cosa sicuramente sbagliata, se vera, era la richiesta (o l'accordo che dir si voglia) di vietare ad altri di vendere l'ebook a meno.
Cosa che non esiste in altri settori (dove lavora apple) come musica, video o applicazioni.
Per il resto, non ci trovo nulla di immorale nel contratto agenzia che è usato in tanti settori con prezzi imposti, per esempio nei cinema (che non si fanno concorrenza sui prezzi), e che esiste da tempo, non l'ha certo inventato apple ieri.


Credo che il punto sia esattamente questo; l'unico modo di rispettare la clausola Apple è imporre anche ad altri rivenditori (Amazon) il modello agenzia; ma globalmente il tutto si configura come un cartello degli editori (d'accordo con Apple) che si accordano per impedire ai rivenditori di praticare sconti.
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