Le startup innovative tireranno fuori l'Italia dal guado

di Dario d'Elia - pubblicato giovedì 13 settembre 2012 alle 10:47

Il Governo sta per presentare il piano nazionale per lo sviluppo di ecosistemi locali favorevoli alle startup. Si punterà su contributi centrali, regionali, locali e privati. Si parla di una selezione progetti basata su bandi nazionali.

Le startup innovative godranno non solo di sconti fiscali ma anche di un fondo la cui dotazione non è stata ancora stabilita. Il Ministro per lo Sviluppo Corrado Passera sta giocando tutte le carte a disposizione per fare in modo che il sostegno all'innovazione sia concreto. Prova ne è che per "il piano nazionale per lo sviluppo di ecosistemi locali favorevoli alle start up" ha già pensato a un sistema di contribuzione che vede il coinvolgimento delle amministrazioni centrali, regionali e locali, nonché i privati.

Si parla di una selezione progetti basata su bandi nazionali. Fra i criteri di selezione vi saranno anche la specificità locale e l'attrazione di capitali e persone stranieri. Insomma l'obiettivo è quello di guardare oltre alla condizione di startup, perché dopo una prima fase di aiuto vi sarà bisogno del consolidamento e di risultati.

Corrado Passera

La bozza del decreto sviluppo intercettata da più testate giornalistiche sembrerebbe confermare cifre importanti. "Per il 2013, 2014 e 2015 all'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo del 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più startup innovative", si legge su Il Sole 24 Ore. Non meno importanti le detassazioni per il commercio elettronico, e la creazione di portali online per la raccolta di capitali di rischio.

In questi giorni si fa sopratutto il nome di Riccardo Donadon, patron dell'incubatore innovativo H-Farm, che ormai fa parte della task force del ministro. E infatti in un'intervista a Panorama ha svelato che la ricetta del Governo si basa sopratutto sulla semplificazione, "dall’impianto amministrativo alle questioni genericamente fisiche".

"Se la politica non riesce a produrre questa svolta, toglie a quel 35% di giovani che oggi non trovano lavoro quel barlume di speranza che danno le startup e mette in serio pericolo lo sviluppo di tutto il Paese", ha confermato Donadon al settimanale. "Non sono tanti i settori dove poter partire con piccoli investimenti. Se decolla il digitale, ne guadagnano tutti. Ecco perché non è importante il successo della singola startup ma quello dell'intero sistema".

 
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Commenti dei lettori (20)

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1/2 avanti   
Dan7e 13/09/2012 10:55
+3
il problema è che il governo parla di provvedimenti che sulla carta dovrebbero garantire una migliore occupazione ma poi alla fine non farà nulla. Poi un'ulteriore problema è quello del credito, non so se Passera ha mai provato da disoccupato ad andare in banca per un mutuo/finanziamento
Cesoia 13/09/2012 10:56
+19
Le uniche startup che si conoscano in questo Paese si chiamano Partiti Politici......ciclicamente ne nascono di nuovi: gia' nomi nuovi e solite facce.
rdeckard 13/09/2012 11:00
+4
Più che dal guaDo, spero ci tirino fuori dal guaNo...
loudvoice 13/09/2012 11:16
+10
Ho un brivido quando sento parlare di "coinvolgimento delle amministrazioni centrali, regionali e locali" e di "una selezione progetti basata su bandi nazionali".

Oggi per prendere 100€ di fondi simili si deve pagare 99€ un consulente che ti riempia le carte perché la burocrazia che c'e' dietro è impossibile.
Altre volte chiedi i soldi, e questi ti vengono negati per qualche dettaglio dopo che hai fatto l'investimento.

Ebbasta con 'sta storia dei bandi e delle amministrazioni: permettemi di prendere soldi da chi me li da! L'importante è che tutto sia tracciato, no?

Esempio italiano: http://www.tomshw.it/cont/news/smartika-it-prestiti-online-tra-privati-ora-legalizzati/36725/1.html?utm_campaign=upcloo&utm_medium=popup&utm_source=tomshw.it

All'estero vedo http://www.kickstarter.com/ , ma devo ancora approfondirlo: tu proponi un progetto, gli altri ti danno soldi per vedere risultati. Certo non ci apri una salumeria.. Ma l'idea è questa: le banche e la burocrazia non devono più avere il monopolio dei prestiti.

Il resto è fuffa.
ADPLL 13/09/2012 11:17
+2
"contributi centrali, regionali, locali e privati. Si parla di una selezione progetti basata su bandi nazionali"

E chi li valuta? I soliti noti che girano i soldi ai figli dei soliti amici dei soliti noti?

I Italia è sempre il "vecchio" che deve valutare il "nuovo". Cominciamo a togliere il "vecchio" di mezzo.

Solo così il nuovo potrà aver spazio (anche senza fondi statali, contributi e affini).
Ico Bellungi 13/09/2012 11:23
0
Più che di due spiccioli dallo Stato per aprire un'attività e trovarsi un mese dopo sommersi di problemi burocratici le nuove aziende avrebbero bisogno di un sistema bancario meno conservatore e disposto a credere nei progetti innovativi.
Una commissione nazionale di burocrati ministeriali sarà in grado di scegliere bene tra i progetti che si presenteranno a chiedere quei fondi? Riusciranno a capire quale progetto è valido e quale no? Saranno capaci di individuare chi vuole incassare denaro pubblico per poi scomparire, come spesso avviene?
Secondo me è più un lavoro da banca privata.

In un sistema funzionante quel fondo (ed il relativo rischio) sarebbe condiviso tra lo Stato e le banche, con le seconde impegnate a valutare i progetti più credibili. Da noi sarebbero le stesse banche ad intascarsi quei soldi ed a comprarsi titoli di stato ad alto rendimento
GaretJax 13/09/2012 11:27
0
So per certo che oggi è giovedì...Ma non ho potuto non pensare ai giochi flash
CiBa 13/09/2012 11:35
+2
basta con questa gente ! chiudiamo il parlamento e diamo fuoco a tutto..chi c'è c'è e chi no..beh lo andiamo a cercare!
continuano a prenderci per i fondelli guardandoci in faccia, bisogna strappare la radice che continua a diffondere il male per risanare il giardino! Almeno arrestiamoli tutti e mandiamoli su un isola deserta!
Zen 13/09/2012 11:45
+2

 Originariamente inviata da Dan7e

il problema è che il governo parla di provvedimenti che sulla carta dovrebbero garantire una migliore occupazione ma poi alla fine non farà nulla. Poi un'ulteriore problema è quello del credito, non so se Passera ha mai provato da disoccupato ad andare in banca per un mutuo/finanziamento


Mica solo da disoccupato. Adesso se anche hai un lavoro a tempo indeterminato e chiedi un mutuo ti guardano a metà fra il sospettoso e il poveraccio.
Apicio 13/09/2012 11:54
+4
Ma andate tutti a f*****o ladri.
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