Linux paga dazio a Windows 8: il prezzo della sicurezza

di Valerio Porcu, lunedì 04 giugno 2012 alle 11:42

Fedora 18 si potrà avviare anche sui sistemi certificati Windows 8 e protetti da Secure Boot. Questa distro avrà infatti la certificazione necessaria, ma gli utenti perdono un po' della tradizionale libertà assoluta del mondo open source.

Fedora 18 sarà compatibile con il Secure Boot di Windows 8, e sarà quindi possibile avere sistemi dual-boot con il prossimo sistema operativo Microsoft e la nota distribuzione Linux. Una scelta frutto di considerazioni complesse e non priva di conseguenze, la più evidente delle quali è che Fedora sarà un po' meno open.

Secure Boot si affida al chip UEFI (un sostituto evoluto del BIOS) per assicurarsi che il software installato sia dotato della certificazione richiesta – gestita da Microsoft. In teoria serve a prevenire infezione da malware preboot, ma in pratica è anche un ostacolo all'installazione di altri sistemi operativi, in particolare sui computer portatili.

Fedora

Per i sistemi x86 il produttore del PC tuttavia può offrire agli utenti la possibilità di disabilitare il Secure Boot, o di installare un proprio certificato di sicurezza. Utile per i più esperti, ma "forzare tutti i nostri utenti a gestire impostazioni difficili da trovare per disabilitarlo (questo sistema) o per inserire le proprie chiavi non è un'opzione", ha spiegato M. Garret sul proprio blog.

Red Hat ha tuttavia deciso di seguire una strada più semplice ma anche più costosa, e cioè acquistare una certificazione da Microsoft tramite Verisign, al costo di 99 dollari. Semplice ed economico, ma con qualche costo aggiuntivo che ad alcuni potrebbe non piacere.  

Fedora infatti dovrà fare in modo di isolare il kernel Linux, e prevenire ogni possibilità che un malware possa approfittare dei privilegi ottenuti con la certificazione e in qualche modo danneggiare Windows. "Se prendo un bootloader Linux certificato e lo uso per avviare qualcosa che sembra un kernel Linux non firmato, ho appena avviato del malware. E se tale malware può attaccare Windows allora il bootloader certificato non è più tale, ma è piuttosto un sistema per avviare malware Windows certificato". Una situazione che Fedora deve evitare per mantenere valida la propria certificazione.

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La certificazione dev'essere quindi forzatamente estesa a ogni elemento software che accede all'hardware di basso livello, il che rende questa distribuzione Linux un po' più chiusa. "L'esempio più ovvio è che non sarà possibile accedere alle zone PCI direttamente dall'area utente, il che significa che tutte le schede grafiche dovranno avere driver integrati nel kernel", spiega infatti Garrett, ricordando tuttavia che i più esperti potranno sempre disabilitare il Secure Boot e ritrovare tutta la libertà che Linux può offrire. Per gestire tanta complessità Fedora sfrutta TrustedBoot, già presente in Fedora 16, e Grub 2 avrà una versione modificata ad hoc.

Diversa la situazione dei sistemi ARM: perché Microsoft certificherà solo quelli in cui non sia possibile disabilitare o modificare il Secure Boot. Per Garrett questo tuttavia non è un problema, considerata la scarsa presenza di MS in questo settore; "le uniche macchine interessate saranno quelle progettate specificamente per Windows. Se volete far girare Linux su ARM, non ci sarà carenza di hardware".

Per informazioni più dettagliate, vi rimandiamo al post di Matthew Garrett intitolato Implementing Windows Secure Boot in Fedora (in inglese).

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Commenti dei lettori (65)

1/7 avanti   
CoolWiser 04/06/2012 11:44
+20
Ricordo che si potrà disabilitare.
AurZero 04/06/2012 11:47
+3
Diciamo che è utile qualora ci fosse un utente vergine di linux, per non complicargli la vita con uefi e poi ovviamente per i prodotti arm-based di MS che necessitano obbligatoriamente della chiave di verisign. Con il secure flag attivo, addio custom kernel, moduli personalizzati :| PS: non mi sembra che sia costosa come soluzione (anzi visto che sono stati obbligati) una sola chiave comune per tutte le copie (iso e cd aziendali) a soli 99€, non è male.
lock3r 04/06/2012 11:49
+14
M$ maledetta!!! Non sanno più cosa inventarsi per fare soldi!!! Non esiste che non posso far quello che voglio col mio notebook/PC desktop!
Anche se si può disabilitare per l'utente medio è una bella rogna!
Bravi invece in casa Fedora che vengono incontro agli utenti
Human_Sorrow 04/06/2012 11:51
+33

 Originariamente inviata da lock3r

M$ maledetta!!! Non sanno più cosa inventarsi per fare soldi!!! Non esiste che non posso far quello che voglio col mio notebook/PC desktop!
Anche se si può disabilitare per l'utente medio è una bella rogna!
Bravi invece in casa Fedora che vengono incontro agli utenti



Ma sei serio ?
Jock 04/06/2012 11:58
+24

 Originariamente inviata da CoolWiser

Ricordo che si potrà disabilitare.



E poi parte Windows?
Immagino di no...

Spero che vengano indagati e multati per una cosa del genere.
Spero che questa feature venga bucata e strabucata, perché quello che loro chiamano malware in realtà si chiamano loader.
AurZero 04/06/2012 12:02
+5

 Originariamente inviata da Jock

E poi parte Windows?
Immagino di no...



Infatti cosi purtroppo è d'obbligo il secure boot. Il problema non si pone però per chi utilizza le distro senza alterare il cuore (cosa che io ad esempio non faccio da anni) o chi utilizza solo linux senza dual boot.

PS: Gabe conferma Steam per linux entro fine anno!
lock3r 04/06/2012 12:03
+3

 Originariamente inviata da Human_Sorrow

Ma sei serio ?


Qual è il problema? Sì, sono serissimo
AurZero 04/06/2012 12:06
+3

 Originariamente inviata da lock3r

Qual è il problema? Sì, sono serissimo



Beh diciamo che gudagnano in figura da marketing, ma i costi di certificazione vanno interamente a verisign e non a Microsoft. Per il resto, mi viene in mente la porcata di figura che hanno fatto prima psp e dopo ps3; già me la immagino una falla via hardware come quella dell'hypervisor. Ci manca solo che i cracker si concentrano direttamente a violare i sistema a basso livello, cosi se prima bastava una formattazione adesso serve una nuova mobo
erty 04/06/2012 12:09
+10
sicurezza un par di p....
lock3r 04/06/2012 12:12
+3
@AurZero
E quindi? Scusa ma non capisco cosa ho detto di male/così sbagliato. Per l'utonto medio questo si traduce in "brava M$ così non prendo i virus", mentre in realtà è solo un modo per obbligarti a usare windows, a comprare applicazioni nello store (su cui M$ prende una % se non sbaglio), e soprattutto rende complicato installare OS diversi da M$ windows per gli utenti come ad esempio la mia ragazza che usa mint da due anni e penso non saprebbe che fare davanti a una cosa del genere. Mi sembra solo un modo di arginare la concorrenza da un lato e ingannare il consumatore medio dall'altro.
1/7 avanti   
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