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Lo Stato scopre il software libero e l'open source

09:35 - 13 dicembre 2011 di Dario d'Elia

La Commissione Bilancio ha approvato l'emendamento del deputato radicale Marco Beltrandi che introduce la possibilità per la PA di acquistare software libero o a codice sorgente aperto. Si tratta di una modifica storica del codice dell'amministrazione digitale.

La Pubblica Amministrazione potrà finalmente acquistare software libero o a codice sorgente aperto. La novità si deve alla Commissione Bilancio, che ieri durante l'analisi della manovra economica del governo ha approvato l'emendamento proposto dal deputato radicale Marco Beltrandi. Si tratta di una modifica per il "Codice dell’amministrazione digitale", legge n. 82 del 7 marzo 2005, che interviene direttamente sul comma 1d. In pratica si prevede per la PA la possibilità di acquistare non solo "programmi informatici a codice sorgente aperto", com'era prima, ma anche programmi informatici "appartenenti alla categoria del software libero".

"Si tratta di una modifica storica del codice dell'amministrazione digitale", ha spiegato Beltrandi. "Per la prima volta si riconosce nel nostro ordinamento la necessità per le amministrazioni pubbliche di tenere in considerazione non solo l'economicità ma anche l'impatto che il software stesso ha sulla nostra società sempre più tecnologica dal punto di vista dei diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese che vogliono innovare". 

Il Governo Monti guarda avanti

Già, perché la differenza tra software libero e open source è sostanziale. Nel primo caso si tratta di soluzioni che fanno dell'utilizzo etico l'elemento chiave, quindi possono essere utilizzate e modificate da chiunque nel rispetto di pochi paletti licenziatari. Nel secondo caso vi sono minori libertà regolate (idelogicamente) dall'Open Source Definition ed è prevista anche la possibilità di far pagare la redistribuzione. Insomma, da una parte vi è un maggiore accento sull'eticità mentre dall'altra sulla praticità dello sviluppo condiviso.

"L'adozione di software libero ha ricadute profonde sulla maggiore libertà dello scambio dei contenuti immateriali, sulla libera circolazione della conoscenza, del know-how e più in generale delle informazioni", ha aggiunto il deputato radicale. "Un emendamento che spinge sull'acceleratore dello sviluppo dell'ICT anche in Italia, muovendosi verso la liberalizzazione di un settore dove troppo spesso la chiusura di conoscenze tecniche e scientifiche è un freno per l'innovazione e per l'entrata nel mercato di nuovi soggetti".

Marco Beltrandi

Insomma, almeno sulla carta, se oggi e domani l'aula acconsentirà, si potrebbe prospettare una riduzione della spesa pubblica in ambito software. In verità il dibattito sull'argomento non è scontato poiché i cosiddetti TCO (total cost of ownership) non vengono azzerati del tutto ma spesso si spalmano su voci diverse rispetto al software proprietario. Ad esempio formazione, sviluppo e gestione di eventuali problemi spesso incidono non poco nelle previsioni di spesa.

Ovviamente sarà sempre più conveniente utilizzare Open Office al posto di Microsoft Office, a patto però di disporre di una forza lavoro ricettiva. Ben altro discorso invece quello che riguarda il settore server e gli ambiti più strategici: qui ogni passo verso il mondo open va ponderato al millimetro.

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Commenti

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1/5 avanti    
marcy9487 13/12/2011 09:51
 
+2 
"...la possibilità di acquistare non solo "programmi informatici a codice sorgente aperto", com'era prima, ma anche programmi informatici "a codice sorgente aperto"."

Ehm... magari qualche caffè la mattina presto farebbe bene! XD
simbus82 13/12/2011 09:53
 
+4 
Tutti i tentavi di ambienti governativi che sono passati al "economico" software "libero", hanno avuto una tale crescita dei costi che sono sempre tornati tutti al caro vecchio ben pagato software commerciale closed. Germania docet.
Human_Sorrow 13/12/2011 09:54
 
+1 
E' già stato un fallimento in molti altri paesi dove poi sono tornati indietro, in quanto:

- si spende di più in assistenza,
- bisogna riformare tutto il personale (e in molti casi sono -senza offesa- utonti)

Vediamo da noi come andrà. Ben venga se riducono le spese.

good luck
Moderatore: Dario D'Elia 13/12/2011 09:56

 Originariamente inviata da marcy9487

"...la possibilità di acquistare non solo "programmi informatici a codice sorgente aperto", com'era prima, ma anche programmi informatici "a codice sorgente aperto"."

Ehm... magari qualche caffè la mattina presto farebbe bene! XD



guarda anche 2

procedo subito

d.
Bivvoz 13/12/2011 09:58
 
+10 
Possibilità di usare il software libro non vuole dire che bisogna passare tutti a linux, se no con certe capre che lavorano nel pubblico (non ve la prendete non ho detto tutti) l'Italia va in rovina ancora più velocemente.

Ma già se per stampare i pdf usassero pdfcreator invece di acrobat sarebbe un bel risparmio

Ormai in azienda siamo passati al full open-source, o meglio sono passato visto che non mi comprano le licenze per i programmi nuovi
alfa 33 13/12/2011 10:00
 
Questione più ideologica che sostanziale, ben venga, ma non credo che dopo questa "svolta storica" cambierà nulla in concreto...
ZEB-DEMON 13/12/2011 10:03
 
+5 
beh credo che per le spese bisogni guardare anche a lungo (lunghissimo) termine.. una volta avuto del personale ben formato, e dei tecnici/programmatori interni (e non i soliti consulenti), credo che si possano solo ridurre i costi.. ma avete idea di quanto spenda una pa per avere un servizio penoso? conosco PA che usano SIEBEL come ticket tracking (ed hanno sostituito OTRS) avendolo riadattato con 2 script java per aprire automaticamente i ticket dalle email ricevute.. e per ogni minima modifica serve un processo lunghissimo di studio dei costi in quanto ha tutto in mano telecom (ops una sua appaltata, e già si vedono percentuali a destra e sinistra) e vuole i dindi per ogni minima modifica.. cioè, è assurdo.. basterebbe un SW open, un programmatore capace (interno all'azienda) e con il supporto delle vaste community online si farebbe tutto..

e non vi dico quanto è infinitamente peggio SIEBEL rispetto ad OTRS per gestire i ticket.. bah.. e noi paghiamo.
grng 13/12/2011 10:08
 
+14 
Ben svegliati
Il sw libero costerà di più nel breve termine per assistenza e formazione, ma nel medio-lungo periodo porta solo benefici
rinoceronte 13/12/2011 10:08
 
+4 
visto il momento, a me sembra solo un modo elegante per dire che hanno tagliato i soldi pure per i programmi... (invece le autoblu che scherziamo, quelle sono utilissime)
wariner 13/12/2011 10:10
 
+1 

 Originariamente inviata da Human_Sorrow

E' già stato un fallimento in molti altri paesi dove poi sono tornati indietro, in quanto:

- si spende di più in assistenza,
- bisogna riformare tutto il personale (e in molti casi sono -senza offesa- utonti)

Vediamo da noi come andrà. Ben venga se riducono le spese.

good luck



ti quoto! e credo che la spesa maggiore sia per la seconda!

Anche se io resto dell'idea che alla lunga, se dovesse prendere piede, i costi sarebbero inferiori.

 Originariamente inviata da Dario d'Elia

Ovviamente sarà sempre più conveniente utilizzare Open Office al posto di Microsoft Office



volevi dire.."LIBRE" Office! ahahaha
1/5 avanti    
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  Categoria: Software
  Tag: Linux