Longene modifica il kernel Linux e lo rende capace di eseguire applicazioni Windows direttamente dentro a Ubuntu (o altre distribuzioni). Sostenuto dalla cinese Insigma Technology, questo interessante progetto è appena all'inizio ma sta già richiamando molta attenzione.
L'obiettivo degli sviluppatori è che "chi è abituato a Windows possa continuare le proprie attività su Linux, e che il software acquistato diventi indipendente dal sistema operativo", come si legge sulle pagine ufficiali del progetto. "Speriamo che con un sistema Linux compatibile con le applicazioni Windows sempre più persone decidano di passare a Linux" si legge ancora sul sito ufficiale di Longene.
Tesoro, c'è nulla che devi dirmi?
L'idea è senz'altro affascinante e di certo non è nuova nel mondo del pinguino. S'installa Linux e poi si possono avviare Microsoft Office, Photoshop, Dreamweaver, e sopratutto tutte le numerose applicazioni gestionali e amministrative presenti in tante aziende che funzionano solo con Windows. Servirebbe anche a dimostrare una volta per tutte se è vero che molti utenti continuano a usare Windows solo perché è l'unico modo di usare una certa applicazione, un leitmotif ben noto tra gli appassionati Linux.
All'interno del pacchetto (versione 0.3.2) c'è una patch per il kernel Linux, già compatibile con diverse distribuzioni Linux, tra cui naturalmente non mancano Ubuntu e Fedora. L'installazione ha un'interfaccia grafica, ma comunque non è consigliabile ai meno esperti.
Chi conosce un po' il mondo Linux si starà già chiedendo che bisogno c'è di una soluzione come Longene, quando già esiste Wine? Quest'ultima, per chi non la conosce, è un'applicazione per Linux che fa sostanzialmente quello fa Longene, cioè permettere di avviare applicazioni Windows.
"Molti utenti amano usare Wine per eseguire in Linux programmi Win32 e dopo uno sviluppo molto lungo l'efficienza di Wine è stata molto migliorata. Wine tuttavia è una frapposizione, e non può risolvere efficientemente il problema. L'obiettivo di Longene è raggiungere la compatibilità a livello del kernel", rispondono gli sviluppatori.
Longene, l'homepage
Una bella differenza, in effetti: Wine crea un ambiente aggiuntivo dove avviare le applicazioni desiderate, e inevitabilmente aumenta il consumo di risorse. Longene punta ad avviare le applicazioni come se fossero native. La seconda soluzione, almeno in teoria, è più efficiente e porta a prestazioni migliori.
Per il momento tuttavia Longene deve ancora affidarsi a Wine. Nel pacchetto scaricabile troverete infatti "una patch per Linux e una per Wine". Quindi per provare Longene dovrete avere installato Wine (ma probabilmente già ce l'avete). Un segnale inequivocabile: Longene al momento è poco più di un'idea e prima di avere una versione di Linux che integri appieno le API Windows passerà ancora molto tempo.
E se mai quel giorno dovesse arrivare, ci aspettiamo una reazione più che seria da parte di Microsoft. Nessuno prenderebbe alla leggera una minaccia del genere, dopotutto. Soprattutto se si considera che Insigma fornisce servizi alle aziende e probabilmente vede in Longene una possibile strada per ampliare la propria offerta. Secondo alcuni l'azienda ha le spalle abbastanza larghe da sostenere una causa legale contro Redmond. Potrebbe essere, ma non ci resta che aspettare e vedere che sarà di Longene. Se sono rose fioriranno, e gli avvocati si faranno vedere.

Commenti dei lettori (85)
Speriamo che il prgetto maturi in fretta!
A mio modo di vedere il software poi utilizzato inpe ufficio è office. A MS basta inserire una clausola nelle licenze con scritto che va utilizzato solo su ambiente Windows e voilà si è perso tutto il settore industriale interessato a una soluzione simile.
Per me il massimo a cui può aspirare è quello di sostituire wine ... pensare che Linux possa uccidere Windows è per ora e per molto tempo ancora un eresia. Arrendetevi all'evidenza.
P.S. per chi pensava ai giochi... beh sono quasi tutti in directx che è di Microsoft quindi stesso discorso.
comunque come interfaccia, è mille volte meglio il kde dei sistemi operativi di Apple. se c'è UNA ragione per cui non comprerei mai un mac è proprio l'interfaccia che sembra sia il punto di forza di apple contro microsoft. è un palo nel ...
mi garba solo per i giochi, nulla di più
invece di fare questo macello al kernel, non si potrebbe fare un formato unico di documenti compatibile con MS office e libreoffice? promuovere programmi come gimp, VLC e ff (già largamente usati dagli utenti win) e magari usare le openGL per i giochi così girano su tutte e 3 le piattaforme e gli sviluppatori non si spaccano le scatole a convertire dalle directx per fare un gioco per mac?
lo sò, i'm a dreamer
Per quello puoi anche lanciare nativamente le app linux facendo girare in locale una versione eseguibile del kernel linux, ad esempio usando http://www.andlinux.org/ senza bisogno di macchine virtuali. (unico neo: non funziona su windows a 64bit)
* compatibilità a livello kernel
* possibilità di utilizzo delle applicazioni Windows
* possibilità di ricreare l'ambiente di lavoro Win
Possibile che solo io mi chieda "e cosa rimane di Linux?"
La compatibilità non sarà mai al 100%, e le prestazioni nemmeno (rispetto ad una pari macchina Windows), inoltre una soluzione come questa incoraggia l'utilizzo di applicazioni Windows... Che me ne farei di un *ubuntu* piena di programmi Windows oriented?
A questo punto uso Windows con le sue applicazioni native e le applicazioni open source che mi servono (che spesso sono rilasciate anche per Win), non credo che 80€ per un sistema operativo (non in versione ultimate iperpro) siano una discriminante per l'utenza home, che oltretutto in gran parte cambia SO solo quando cambia pc (pagandolo mooooolto meno).
Non dubito della bontà dell'esercizio di stile, ma sulla reale utilità della nutro serissimi dubbi.
Hai ragione, ne avevo sentito parlare già da qualche anno ma non l'avevo mai provato !
A qusto punto è più che evidente che il discorso inverso serve solo come mezzo per evitare di pagare le licenze a Microsoft