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Medicina hi-tech: niente iniezioni, basta un chip sottopelle

14:38 - 20 febbraio 2012 di Elena Re Garbagnati

I chip supertecnologici sono sempre più integrati con la nostra salute: al MIT ne è stato realizzato uno sottocutaneo con un telecomando wireless, per somministrare farmaci ai pazienti cronici senza iniezioni. Il nuovo pendrive MinION invece calcola sequenze di DNA in pochi secondi.

La tecnologia in generale e i chip integrati in particolare stanno diventando sempre più importanti in ambito biomedico. A testimoniarlo due notizie: quella del pendrive USB da collegare al notebook in grado di calcolare una sequenza di DNA e la seconda, ancora più rivoluzionaria, del chip sottocutaneo per i farmaci a lento rilascio, che potrebbe migliorare la vita di molti malati cronici.

MinION, il pendrive che calcola le sequenze di DNA

Il pendrive si chiama MinION, è stato costruito dall'azienda Oxford Nanopore ed è in grado di calcolare sequenze di genoma semplici come quelle di alcuni virus e batteri in una manciata di secondi. A titolo dimostrativo è stato sequenziato il DNA del virus Phi X in pochi secondi. MinION potrebbe essere utile per ottenere risultati rapidi dalle cellule prelevate in una biopsia per cercare il cancro, o per determinare l'identità genetica di frammenti ossei in uno scavo archeologico. Il prodotto dovrebbe costare 900 dollari e arrivare sul mercato entro fine anno.

La stessa azienda sta anche costruendo GridION, di dimensioni più generose per l'uso in laboratorio, che funziona con la stessa tecnologia. Il DNA viene messo a contatto con una soluzione contenente enzimi che si legano alla fine di ogni filamento. Applicando corrente elettrica si avvia il processo che porta a decifrare la sequenza. Il primo vantaggio di questo approccio è che non servono strumenti per amplificare il DNA - un processo che richiede tempo; in secondo luogo, il dispositivo può analizzare direttamente filamenti di DNA in sequenza. 

Non è impossibile usare questa tecnica per fare la mappatura del genoma umano, ma sarebbero necessarie almeno sei ore, eliminando il vantaggio della rapidità di esecuzione. Per questo saranno introdotti miglioramenti in futuro. Intanto sarà prezioso per l'individuazione di agenti patogeni e quindi "può avere conseguenze importanti per la salute pubblica, e potrebbe cambiare il nostro modo di fare medicina" ha spiegato Nick Loman, bioinformato dell'Università di Birmingham.

Un chip sottocutaneo per la somministrazione di farmaci senza iniezioni

Altrettanto avveniristico è il microchip wireless e programmabile da installare sottopelle, messo a punto al MIT (Massachusetts Institute of Technology) dai professori Robert Langer e Michael Cima e realizzato dall'azienda Microchip. "I pazienti affetti da malattie croniche, che hanno esigenze di terapia del dolore o che si trovano in altre condizioni cliniche che richiedono iniezioni frequenti o giornaliere potrebbero beneficiare di questa tecnologia", ha spiegato Robert Farra, presidente e direttore generale di Microchip. 

Il primo esperimento è stato fatto installando il chip in sette donne di età compresa fra 65 e 70 anni affette da osteoporosi, a cui sono state somministrate dosi giornaliere di un farmaco normalmente somministrato tramite iniezione, senza effetti collaterali. I chip sono stati impiantati nel corso di un intervento ambulatoriale di 30 minuti in anestesia locale, e sono rimasti nei pazienti per quattro mesi. I risultati, pubblicati su Science Translational Medicine, sono stati di successo e hanno dimostrato che potrebbe presto prendere il via una nuova era della telemedicina in cui è possibile fornire assistenza farmaceutica a distanza.

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Commenti

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Ricky 20/02/2012 15:00
 
+6 
Quando la tecnologia diventa più utile del solito.

La tecnologia dovrebbe in primo luogo essere spinta per migliorare caratteristiche fondamentali per la vita di ogni ogni giorno...la salute credo proprio sia di vitale importanza (non me ne voglia Mark Zuckerberg).
Cayman26 20/02/2012 15:02
 
+3 
eccolo... BIG BROTHER!!! piano piano, ci obbligheranno a mettercelo per forza
King83 20/02/2012 15:05
 
decifrare l'intero genoma in 6 ore?? ma non ci hanno messo un intero anno la prima volta?
sandrixroma 20/02/2012 15:28
 
+1 
per me che sono diabetico sembra interessante! non capisco però come farebbero a rilasciare insulina...avrebbero un serbatoio esterno?
flag89 20/02/2012 15:35
 
+1 
Non voglio immaginare quali sarebbero i problemi di "sicurezza" legati alla cosa, ma sarebbe fantastico avere un chip nel corpo in grado di fare diagnostica un po' come i controlli S.M.A.R.T. degli HD...
Andreapraiano 20/02/2012 15:36
 
da studente in medicina vedo un enorme progresso nel chip a controllo wireless per il rilascio del farmaco, permetterebbe di fornire assistenza a disabili in maniera continuativa o di salvare persone per esempio da shock anafilattici attivando il dispositivo con un sistema tipo nfc... ma da appassionato di tecnologia vedo il pericolo di manomissione di questi impianti. Pensate ad un hacker che riesce a decrittare il chip di un qualche capo di stato e chiede un riscatto pur di non provocare un rilascio massiccio di farmaco.... sarebbe terribile....
Black_Prime 20/02/2012 16:02
 
+6 

 Originariamente inviata da Andreapraiano

Pensate ad un hacker che riesce a decrittare il chip di un qualche capo di stato e chiede un riscatto pur di non provocare un rilascio massiccio di farmaco.... sarebbe terribile....



In effetti, pensa se un nostro politico fosse vittima di un rilascio massiccio di Gutalax...
corso 20/02/2012 16:12
 

 Originariamente inviata da sandrixroma

per me che sono diabetico sembra interessante! non capisco però come farebbero a rilasciare insulina...avrebbero un serbatoio esterno?



Sarebbe bello se fosse in grado di sintetizzare le medicine usando le sostanze già presenti nel corpo umano... °_°
Qvbc?! 20/02/2012 16:15
 
+3 
Ma non è il tipo di Heroes nella prima foto? O davvero i cinesi sono tutti uguali?
Rick 20/02/2012 16:59
 
+3 
Non lo metterei mai su di me!
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  Categoria: Nuove Tecnologie
  Tag: Ricerca, Repubblica