MegaUpload forse riaprirà perché l'FBI l'ha fatta grossa

di Dario d'Elia - pubblicato martedì 24 aprile 2012 alle 13:19

MegaUpload e il fondatore Kim Dotcom scamperanno dalla morsa statunitense e probabilmente subiranno solo il processo civile neo-zelandese. Oggi si scopre che l'FBI ha tentato un escamotage per l'estradizione, ma non è andato a buon fine.

MegaUpload di questo passo potrebbe riaprire i batteri e il patron Kim Dotcom ritornare a dolce vita. A distanza di tre mesi dalla mega-operazione di polizia internazionale che ha portato alla carcerazione dei gestori e alla chiusura di Megaupload, Megavideo e Megaporn, tutto l'impianto accusatorio sembra sciogliersi come neve al Sole. Non tanto perché non vi siano prove contro la nota piattaforma di file hosting, ma perché gli inquirenti statunitensi e quelli neozelandesi hanno fatto un po' di confusione. "Non so proprio se riusciremo mai ad avere un processo", ha dichiarato il giudice della Virginia che si sta occupando del caso in terra statunitense, Liam O' Grady.

Kim DotCom

Andare con ordine su questa vicenda è davvero complicato, soprattutto perché bisogna guardare agli Stati Uniti per comprendere cosa stia succedendo. In pratica, quando il Dipartimento di Giustizia e l'FBI hanno fatto partire la macchina sapevano fin dall'inizio che l'estradizione dalla Nuova Zelanda di Kim Dotcom sarebbe stata possibile solo per un reato che avesse previsto una pena detentiva di almeno cinque anni. Il problema è che nella terra dei kiwi la pirateria nel civile ha una soglia massima di 4 anni, e così qualcuno a Washington ha "teorizzato" il reato penale di cospirazione a scopo riciclaggio di denaro sporco.

A oggi mancano ancora le carte dell'FBI, ma l'avvocato Ira Rothken ha spiegato che non potranno mai essere sottoposte perché il suo cliente "non si trova sotto la giurisdizione degli Stati Uniti". 

Magopancione - clicca per ingrandire

Insomma, è probabile che Dotcom sarà processato in Nuova Zelanda solo per pirateria e non è detto neanche che in caso di condanna riceva il massimo, perché anche la polizia locale ha commesso qualche serio errore procedurale.

Quel che viene fuori probabilmente non è l'inettitudine statunitense o neo-zelandese - qualche incidente di percorso può succedere - bensì la brillante genialità di questo mago-pancione dell'informatica. Servizio basato su Hong Kong, piattaforma efficiente, server negli Stati Uniti... Aveva previsto tutto, creato fossati virtuali, fili spinati legali e ogni strategia di difesa.

L'intoccabile lascerà il segno. Ha fatto scuola.

 

Commenti dei lettori (108)

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1/11 avanti   
ZEB-DEMON 24/04/2012 13:34
+136
+1 per Kim.

e non perchè guadagna con la pirateria, ma perchè ha dimostrato che si può guadagnare senza rompere i maroni agli utenti.. lezioncina per le major.
demon77 24/04/2012 13:34
+9
Insomma la solita bega del cavillino..
beh mi se non latro mi solleva il fatto che ste vaccate non le fanno solo qui.
Andreapraiano 24/04/2012 13:35
+71
Epic fail by FBI...
aToMe 24/04/2012 13:38
+21
Incredibile, in USA stanno imparando dagli italiani...
psycho91 24/04/2012 13:38
+4
Roba da "The Shield"!
supertigrotto 24/04/2012 13:38
+7
Che non sia una persona pulita si sa ma avevano esagerato nell'applicare le leggi......
Italia 1 24/04/2012 13:39
+44
-1 per le major che hanno, secondo me, "guidato l'attacco" senza pensarci 2 volte
Cyber-Boy 24/04/2012 13:39
+16
Fosse per Dotcom tutto il male del Mondo... andassero adesso a prendere i veri criminali internazionali che di cavilli ne hanno pochi visti i loro reati!
mrahua 24/04/2012 13:39
+1
MOTHER OF GOD!
camel_light 24/04/2012 13:41
+52
basta che mi ridanno l'account pagato 7 giorni prima della chiusura...

*_*'
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