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Misura Internet dell'AGCOM è una vergogna! Soldi buttati!

08:43 - 22 dicembre 2011 di Dario d'Elia

Il progetto Misura Internet avrebbe dovuto difendere gli utenti ADSL italiani dalle false promesse prestazionali dei provider. Ebbene, fino ad ora ha prodotto solo 300 reclami di cui il 30% infondato. In pratica siamo nel campo della distorsione della realtà.

Il progetto Misura Internet, che consente di ottenere un'analisi certificata delle prestazioni ADSL, è un flop clamoroso: così congeniato non serve assolutamente a nulla. L'idea teoricamente è buona ma i numeri confermano che la maggioranza degli italiani non sanno che farsene. Com'è possibile che su oltre 6500 certificati PDF rilasciati sono pervenuti ai contact center degli operatori solo 300 reclami ai sensi della delibera n. 244/08/CSP? Qualcosa evidentemente non torna, anche perché secondo le rilevazioni (non statistiche) di SOSTariffe moltissimi clienti italiani lamentano prestazioni del 50% inferiori rispetto a quanto promesso dagli Internet Provider.

La prima nota strana è che guardando i valori statistici comparativi di ogni regione sembra di vivere in un paese normale con velocità di download adeguate. Ad esempio risulterebbe che le soluzioni da 7 Mbps di Telecom Italia mediamente viaggiano sopra i 6500 kbps in Toscana, Piemonte, Lombardia e Puglia. Fosse così sarebbero ingiustificate le proteste di migliaia di clienti nei forum specializzati. Su questo aspetto indagheremo a fondo nelle prossime settimane. 

Misura Internet

Riconoscendo comunque fiducia ed efficienza allo strumento AGCOM rimane un nodo, ovvero quello dei reclami. È probabile che l'attuale procedura sia troppo complicata. L'utente "può presentare, entro trenta giorni dalla ricezione del risultato della misura, un reclamo circostanziato all'operatore e ove non riscontri il ripristino dei livelli di qualità del servizio entro 30 giorni dalla presentazione del reclamo, ha facoltà di recedere senza penali dal contratto per la parte relativa al servizio di accesso ad Internet da postazione fissa", si legge nel documento AGCOM. In pratica bisogna spedire una raccomandata con tutti gli elementi del caso.

Ebbene, è possibile che dei 300 reclami il 30% è poi stato considerato infondato perché i parametri misurati erano in linea con quanto promesso o per l'assenza del certificato rilasciato? Viene da piangere a leggere comunicati ufficiali di questo genere. Sul sito ufficiale di Misura Internet ci sono migliaia e migliaia di caratteri sulle procedure, tecniche e regolamenti. E poi alla fine tutto questa profusione di materia grigia produce un topolino? Per di più nano, perché poi dei 210 reclami "blindati" nel 40% dei casi "l'operatore ha proceduto a ripristinare gli standard di qualità promessi o a proporre all’utente procedure di caring nei casi di impossibilità di ripristino della qualità per limiti fisici della linea d’utente", si legge nella nota. 

Domani perché non coinvolgere il CERN?

"Per un 25 % dei reclami non è stato possibile migliorare la qualità e soddisfare le richieste dell’utente, che ha avuto la possibilità di recedere senza costi e migrare verso altro operatore, il restante 5% dei casi risulta in gestione".

Insomma su più di 20 milioni di navigatori online, una cinquantina sono quelli a cui è stato riconosciuto un disservizio reale. Sonori complimenti al progetto Misurainternet, dotato di un microscopio atomico per analizzare la transumanza!

In AGCOM però hanno avuto un'idea per migliorare ulteriormente il servizio: aggiornare il software di analisi. Da martedì scorso è disponibile Ne.Me.Sys. 2 (Network Measurement System). "La nuova versione del software Ne.Me.Sys., rinnovata nell’interfaccia grafica e con nuove modalità di controllo, consentirà all’utente una misura più agevole. Sarà infatti consentita la navigazione, se pur in misura ridotta, anche durante l’esecuzione del test e non sarà più necessario chiudere tutti gli applicativi che accedono alla rete, ma solo quelli che alterano sensibilmente le misure operando download di grandi file o video durante le misure medesime", sottolinea il comunicato. 

Cara AGCOM, a nome di tutti gli utenti ADSL italiani, invece di concentrarvi solo sullo strumento software fate qualcosa per la procedura di reclamo!

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Commenti

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1/4 avanti    
dosse 22/12/2011 08:57
 
+6 
una sola parola: ITALIA
demon77 22/12/2011 08:57
 
+19 
LOL.
Lo hanno fatto apposta: per fare un reclamo ti fanno fare una trafila assurda e complicata così la gente si scoraggia e lascia perdere.

La domanda è: COSA esattamente in Italia NON è una vergogna????
stefano89 22/12/2011 09:00
 
+23 

 Originariamente inviata da articolo

Riconoscendo comunque fiducia ed efficienza allo strumento AGCOM rimane un nodo, ovvero quello dei reclami. È probabile che l'attuale procedura sia troppo complicata. L'utente "può presentare, entro trenta giorni dalla ricezione del risultato della misura, un reclamo circostanziato all'operatore e ove non riscontri il ripristino dei livelli di qualità del servizio entro 30 giorni dalla presentazione del reclamo, ha facoltà di recedere senza penali dal contratto per la parte relativa al servizio di accesso ad Internet da postazione fissa",



E' questo il problema io so già che la mia linea non mi da 7 mega effettivi anche senza perdere tempo a fare 2 giorni di test con questo strumento ma non ho alternative a che mi servirebbe rescindere da telecom se l'unica linea che arriva a casa mia è telecom?
Insomma la gente ha le mani legate o ci si accontenta di quel che si ha o si rimane senza internet
Se questo strumento avesse dato la possibilità di ricevere un qualche risarcimento o di far pressioni sui provider per migliorare la linea allora avrebbe avuto un senso ma cosi non perdo neanche tempo a fare test per cosa?Per scoprire l'acqua calda?
Ricky99 22/12/2011 09:01
 
+3 
LA butto li: non e' che PER CASO anche qui abbiamo misure "pilotate" per agevolare qualcuno?
Perche' una tale discrepanza nei dati o e' una solenne porcata oppure un abbaglio nella gestione davvero da inetti.
Se funziona cosi' anche l'ARPAL siamo davvero nei casini...(e sembra che anche qui ci sia da indagare parecchio).
lughi 22/12/2011 09:01
 
+1 
Io ho l'armadio Telecom esattamente fuori dal cancello di casa, ho scoperto che mi fanno collegare a 6 km di distanza, e poi mi dicono pure che l'ultimo miglio è degradato!
8 Mbit che va a 2 quando sono fortunato, e abito in pieno centro.
Cayman26 22/12/2011 09:01
 
+1 
Che schifo ...
Tsaeb 22/12/2011 09:02
 
+1 
un'altra occasione persa, ma del resto noi utenti possiamo fare poco contro le compagnie telefoniche. Al massimo possiamo cambiare provider, mentre sarebbe meglio se ci fossero rimborsi in caso di disservizi, linee fuori servizio ecc...
hpolimar 22/12/2011 09:03
 
+5 
mi raccontava un amico con una adsl indecente che siccome il test incorporava pure le ore notturne nelle quali invece per ovvi motivi la velocità tornava normale, il test dava esito positivo e quindi nessuna possibilità di reclamo
The Dark Melon 22/12/2011 09:08
 
+1 
imbarazzante..
Mortimer86 22/12/2011 09:09
 
+8 
La cavolata è che se il fornitore di servizi se ne sbatte, l'unica tua alternativa è cambiarlo.
Ovviamente se il problema è delle linee, nel 90% dei casi l'unico che ci può mettere le mani è la Telecom.
Sarebbe stato più appropriato che uno paga in base alla velocità effettiva riscontrata.
Esmpio: pago una 7 mega a 20€ +15 di canone per un totale di 35€ al mese, se vengono rilevate prestazioni degne di una 2 mega, il totala da pagare sara (35/7*2)=10€ mese.

Ovviamente con metodi di misura più realisitici
1/4 avanti    
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  Categoria: Banda larga
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