
Il progetto Misura Internet, che consente di ottenere un'analisi certificata delle prestazioni ADSL, è un flop clamoroso: così congeniato non serve assolutamente a nulla. L'idea teoricamente è buona ma i numeri confermano che la maggioranza degli italiani non sanno che farsene. Com'è possibile che su oltre 6500 certificati PDF rilasciati sono pervenuti ai contact center degli operatori solo 300 reclami ai sensi della delibera n. 244/08/CSP? Qualcosa evidentemente non torna, anche perché secondo le rilevazioni (non statistiche) di SOSTariffe moltissimi clienti italiani lamentano prestazioni del 50% inferiori rispetto a quanto promesso dagli Internet Provider.
La prima nota strana è che guardando i valori statistici comparativi di ogni regione sembra di vivere in un paese normale con velocità di download adeguate. Ad esempio risulterebbe che le soluzioni da 7 Mbps di Telecom Italia mediamente viaggiano sopra i 6500 kbps in Toscana, Piemonte, Lombardia e Puglia. Fosse così sarebbero ingiustificate le proteste di migliaia di clienti nei forum specializzati. Su questo aspetto indagheremo a fondo nelle prossime settimane.
Misura Internet
Riconoscendo comunque fiducia ed efficienza allo strumento AGCOM rimane un nodo, ovvero quello dei reclami. È probabile che l'attuale procedura sia troppo complicata. L'utente "può presentare, entro trenta giorni dalla ricezione del risultato della misura, un reclamo circostanziato all'operatore e ove non riscontri il ripristino dei livelli di qualità del servizio entro 30 giorni dalla presentazione del reclamo, ha facoltà di recedere senza penali dal contratto per la parte relativa al servizio di accesso ad Internet da postazione fissa", si legge nel documento AGCOM. In pratica bisogna spedire una raccomandata con tutti gli elementi del caso.
Ebbene, è possibile che dei 300 reclami il 30% è poi stato considerato infondato perché i parametri misurati erano in linea con quanto promesso o per l'assenza del certificato rilasciato? Viene da piangere a leggere comunicati ufficiali di questo genere. Sul sito ufficiale di Misura Internet ci sono migliaia e migliaia di caratteri sulle procedure, tecniche e regolamenti. E poi alla fine tutto questa profusione di materia grigia produce un topolino? Per di più nano, perché poi dei 210 reclami "blindati" nel 40% dei casi "l'operatore ha proceduto a ripristinare gli standard di qualità promessi o a proporre all’utente procedure di caring nei casi di impossibilità di ripristino della qualità per limiti fisici della linea d’utente", si legge nella nota.
Domani perché non coinvolgere il CERN?
"Per un 25 % dei reclami non è stato possibile migliorare la qualità e soddisfare le richieste dell’utente, che ha avuto la possibilità di recedere senza costi e migrare verso altro operatore, il restante 5% dei casi risulta in gestione".
Insomma su più di 20 milioni di navigatori online, una cinquantina sono quelli a cui è stato riconosciuto un disservizio reale. Sonori complimenti al progetto Misurainternet, dotato di un microscopio atomico per analizzare la transumanza!
In AGCOM però hanno avuto un'idea per migliorare ulteriormente il servizio: aggiornare il software di analisi. Da martedì scorso è disponibile Ne.Me.Sys. 2 (Network Measurement System). "La nuova versione del software Ne.Me.Sys., rinnovata nell’interfaccia grafica e con nuove modalità di controllo, consentirà all’utente una misura più agevole. Sarà infatti consentita la navigazione, se pur in misura ridotta, anche durante l’esecuzione del test e non sarà più necessario chiudere tutti gli applicativi che accedono alla rete, ma solo quelli che alterano sensibilmente le misure operando download di grandi file o video durante le misure medesime", sottolinea il comunicato.
Cara AGCOM, a nome di tutti gli utenti ADSL italiani, invece di concentrarvi solo sullo strumento software fate qualcosa per la procedura di reclamo!
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