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MIT al lavoro sul chip molecolare autoassemblante

08:18 - 18 marzo 2010 di Manolo De Agostini

Grazie alla tecnica dei copolimeri il MIT sta lavorando per realizzare un chip che si assembla da solo. Grazie alle molecole l'industria dei chip potrebbe riuscire a raggiungere dimensioni sempre più ridotte.

Scienziati del MIT hanno progettato un chip autoassemblante, composto da centinaia di piccole molecole. Basata su una tecnologia conosciuta con il nome di "copolimeri", questa scoperta permetterà ai produttori di chip di sfruttare le molecole come canale trasmissivo all'interno di piste prestampate sul silicio per creare un prodotto funzionante e versatile. Questa tecnica potrebbe consentire di realizzare chip sempre più piccoli, a dispetto delle attuali tecniche di produzione che (prima o poi) raggiungeranno un limite.

Chip composto da centinaia di piccole molecole

Karl Berggren, professore associato di ingegneria elettronica, ha accostato il comportamento dei copolimeri (formati da due polimeri differenti) alla scena del film "Prima di mezzanotte" (Midnight Run), nel quale un cacciatore di taglie e un criminale "sono ammanettati insieme ma non si sopportano l'un l'altro".

Le molecole all'interno del chip tendono ad allontanarsi continuamente l'una dall'altra e a disporsi in forme prevedibili. Precedentemente il concetto di chip molecolare autoassemblante avrebbe richiesto una posizione o una destinazione per le molecole. La nuova tecnica usa legami assegnati (hitch posts) che incoraggiano l'unione delle molecole e permettono di comporre le forme richieste.

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Commenti

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Kuarl 18/03/2010 08:35
 
non ho ben capito.... è qualcosa di simile alle FPGA?
Narciso1981 18/03/2010 08:52
 
il gray go si avvicina!
Conner_TN 18/03/2010 08:54
 
"forme prevedibili", non note,............
........... "che incoraggiano.......", non garantiscono....... che facciamo, avremo risultati probabilmente corretti e processori teoricamente funzionanti??????
Frisi 18/03/2010 09:20
 
"forme prevedibili" per come è detto intende che le leggi che permettono il fenomeno permettono anche di sapere come si comporteranno le molecole, quindi in questo caso "forme prevedibili" è una cosa molto vicina a "note"...

"che incoraggiano l'unione delle molecole e permettono di comporre le forme richieste."
che incoraggiano sta a significare che le molecole vengono "veicolate" o "indotte" a unirsi in un certo modo per cui comporranno le forme richieste.

Ovviamente è più bello sentenziare, sparare a zero, urlare scaffale, polemizzare...
Tomshw propone articoli interessanti etc, peccato che il livello dei commenti sia di una bassezza scandalosa... e qui chiudo il mio primo e unico commento che farò in questo sito.
efranchi 18/03/2010 09:26
 
Purtroppo non basta che una catena di polimeri si autassembli, deve anche essere stabile, conduttrice e con altri dettagli indispensabili alla produzione industriale, l'idea é buona ma la realizzazione é senza ambiguità ancora lontana.
Pozzame 18/03/2010 09:43
 

 Originariamente inviata da Frisi

Ovviamente è più bello sentenziare, sparare a zero, urlare scaffale, polemizzare...
Tomshw propone articoli interessanti etc, peccato che il livello dei commenti sia di una bassezza scandalosa... e qui chiudo il mio primo e unico commento che farò in questo sito.



Sarà.... Ma io, alle volte, trovo più interessanti i commenti che lo stesso articolo.
Non per la bassezza dell'articolo, ma piuttosto per l'utilità di certi commenti.

Ovvio che bisogna pure eliminare la fuffa. Ma questo lo si devo fare anche con gli articoli dei professionisti, sopratutto in TV e sui giornali. :-D
Rhapsody 18/03/2010 09:54
 

 Originariamente inviata da Conner_TN

"forme prevedibili", non note,............
........... "che incoraggiano.......", non garantiscono....... che facciamo, avremo risultati probabilmente corretti e processori teoricamente funzionanti??????



Beh, già gran parte dei componenti di oggi (se non tutta l'elettronica) sono descrivibili da modelli quantistici di cui bisogna tener conto viste le scale, e quindi funzionano secondo probabilità (vedi effetto tunnel in un diodo tunnel..) e nulla è deterministico, semplicemente probabile
Conner_TN 18/03/2010 09:58
 

 Originariamente inviata da Frisi

".......... "forme prevedibili" è una cosa molto vicina a "note"...

..............



quindi molto vicina a risultati corretti, problema irrilevante per chi lavora con rilevazioni topografiche ed un errore di pochi decimi di " (secondo) ti può portare a produrre risultati sbagliati di decine di metri, così la tua galleria invece che arrivare dove c'è il viadotto ad attenderla si ritrova sul fondo della valle




 Originariamente inviata da Frisi


Ovviamente è più bello sentenziare, sparare a zero, urlare scaffale, polemizzare...
Tomshw propone articoli interessanti etc, peccato che il livello dei commenti sia di una bassezza scandalosa... e qui chiudo il mio primo e unico commento che farò in questo sito.



Ovvio è più bello e facile attaccare a spada tratta le osservazioni altrui che averne delle proprie.

Nessuno critica lo zio Tom (lo so lo zio tom è quello americano, ma permettetemi la trasposizione nostrana) dato che o seguo sicuramente da prima di te, volovo solo evidenziare che per quanto interessante trovo sia ancora una tecnologia prematura.
Rhapsody 18/03/2010 10:02
 

 Originariamente inviata da Conner_TN


Nessuno critica lo zio Tom (lo so lo zio tom è quello americano, ma permettetemi la trasposizione nostrana) dato che o seguo sicuramente da prima di te, volovo solo evidenziare che per quanto interessante trovo sia ancora una tecnologia prematura.



Se intendi prematura perchè parlano di probabilità e previsioni, beh, allora non sarà mai matura, perchè heisenberg non lo permetterebbe.. A quelle scale non c'è nulla di certo..
Se intendi invece il grado di affidabilità e il processo costruttivo, allora son d'accordo con te
Conner_TN 18/03/2010 10:05
 

 Originariamente inviata da Rhapsody

Beh, già gran parte dei componenti di oggi (se non tutta l'elettronica) sono descrivibili da modelli quantistici di cui bisogna tener conto viste le scale, e quindi funzionano secondo probabilità (vedi effetto tunnel in un diodo tunnel..) e nulla è deterministico, semplicemente probabile



Mi permetto di aggiungere che per quanto la fisica quantistica sia interessanta è nata per dimostrare cose altrimentio indimostrabili e che le sue leggi si basano sul fatto che:
abbiamo visto che è sempre così, quindi alla base di questo comportamento, e date le nostre attuali conoscenze, tale fenomeno è regolato dall'equazione y.; ma se il presupposto, ciò le nostre conoscenze attuali, non fosse corretto?
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