Il Consiglio dei Ministri venerdì farà il punto sull'atteso decreto Digitalia: il papiro che dovrebbe trasformare il nostro paese da analogico a digitale. Si parlerà infatti di carta d'identità elettronica con chip completo di codice sanitario, Wi-Fi gratuito metropolitano, acquisti tramite smartphone, portali scolastici, certificazioni online, etc. Tutte cose su cui l'Italia è semplicemente in ritardo: non c'è nulla da inventare, basta copiare cosa avviene oltreconfine.
Ovviamente gli ostacoli sono dietro l'angolo. Ci sono già apparati pubblici che sbuffano, politici pronti a tirare fuori il microscopio per fare le pulci ai nuovi servizi e le compagnie telefoniche pronte a mettersi di traverso. Non è un caso infatti che i sei ministri che stanno lavorando al progetto abbiano trattato su ogni minimo dettaglio.
Secondo quanto riporta La Repubblica, che ha potuto visionare il documento, i fronti chiave sono tre: open data, banda larga e documento digitale unificato. Per open data si intende la possibilità per i cittadini di accedere liberamente a ogni informazione riguardante le pubbliche amministrazioni. Con l'approvazione del decreto le amministrazioni saranno obbligate a rendere questo servizio. E quindi vuol dire che gli italiani potranno sapere finalmente tutto su scuole, ospedali, municipalizzate e comuni. Insomma sarà diritto del cittadino disporre di questi dati sia per scopi sociali che commerciali: sarà sufficiente accedere ai siti web creati ad hoc.

Digitalia: verrete assimilati
"Il solo carburante che può mettere in moto le tecnologie di una città e farle dialogare tra loro sono i dati", ha commentato uno degli autori del testo. "Numeri, nomi, immagini che messi insieme svelano l'equilibrio che governa la collettività. Questo decreto li rende patrimonio collettivo".
Per quanto riguarda la banda larga è invece confermato lo stanziamento di 150 milioni di euro da investire il prossimo anno nello sviluppo della rete. Eliminato invece il comma che avrebbe consentito la creazione di hotspot Wi-Fi con la sola autocertificazione. Gli operatori TLC devono aver fatto la voce grossa, e in questo periodo di vacche magre per le loro casse il Governo forse non se l'è sentita di arrivare a uno scontro.
Il documento digitale unificato, che per altro è un progetto che risale al 1997, prevede l'accorpamento della carta d'identità e della tessera sanitaria. Parallelamente sarà inaugurata l’anagrafe digitale nazionale, il domicilio digitale e tutte le comunicazioni avverano tramite e-mail certificata. Inoltre dal primo gennaio 2013 i nuovi documenti dovrebbero essere solo elettronici e con un prezzo forfait di 15 euro - che nel tempo dovrebbe ulteriormente ridursi.
Infine lo stesso ministro dello Sviluppo Passera sembra essersi occupato direttamente di 16 articoli riguardanti gli incentivi per start up, chi fa innovazione e le agevolazioni per l'e-commerce.
La nota finale non può che riguardare la modifica delle norme sul diritto d'autore. I ministri avrebbero voluto approfittare dell'occasione, ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha detto no. Il decreto Digitalia sarebbe stato messo a rischio.

Commenti dei lettori (26)
Probabilmente qualcuno di loro ci guadagna ad usare ancora le tavolette d'argilla, qualche amico magari... Che schifo! Bisogna rimanere arretrati per colpa loro? E si che in parlamento si divertono sempre con l'iPad...
è come andare a zappare e scordarsi la zappa a casa! se ne accorgeranno quando la telecom semplicemente dirà che la struttura obsoleta su cui poggia non può reggere il tutto,soprattutto il termini di sicurezza
mmm direi che ci siamo ho fatto la CI digitale mi hanno staccato 36 euro e 4 mesi di attesa...la vedo la gente ad andare a fare il rinnovo della CI e se ntirsi dire torni tra 4/5 mesi! Hanno una macchina plastificatrice che ci mette 40-50 minuti a fare UNA tessera e ne hanno UNA per un comune di 150.000 persone...fate voi i conti poi con l'orario di sportello delle anagrafi di 2 ore ne fanno al massimo 4 al giorno!
Se solo si presentasse alle elezioni qualche gruppo di persone giovani con volontà di innovare davvero e soprattutto non collegato in alcun modo ai partiti politici, certo lo cercherebbero di oscurare in tutti i modi possibile, ma io dico che prenderebbe svariati voti.
In italia siamo sempre comandati da delle lobby.. la telefonia, la tv, la fiat, l'alcoa (che si è fatta pagare la corrente per anni dallo stato e ora deve lasciare a casa gli operai).. è ora di finirla e di pensare alla gente. Io lavoro in un provider internet wifi, e oltre ai ripetitori hiperlan abbiamo molti hotspot qui nel nord est ma è un casino per il cliente collegarsi perchè deve lasciar giu i dati personali ogni volta e un mucchio di idiozie così.. sarebbe bello che il wifi diventasse finalmente libero... e l'unica scusa che usano per non renderlo libero è il terrorismo.. ma che si f**tano loro e il terrorismo