
Due diverse sentenze statunitensi sanciscono che l'acquisto di sofware e musica in formato digitale rappresenta l'acquisizione di una licenza, e non del prodotto vero e proprio. Le implicazioni possono essere di grande portata: da una parte i musicisti potrebbero guadagnare di più, e dall'altra i produttori di software avrebbero la possibilità d'imporre restrizioni maggiori all'uso della loro opera. Quasi certamente però sarà richiesto un pronunciamento della Corte Suprema.
Il primo caso vedeva un utente contro Autodesk. L'azienda aveva intimato a un certo T. Vernor di cessare la vendita di AutoCAD su eBay. Si trattava di CD recuperati da un vecchio studio di architettura, completi di numeri seriali. Vernon credeva di poterli vendere senza problemi, mentre Autodesk ritiene che l'accordo di licenza originario impedisca la vendita o il noleggio del software.
Una vecchia EULA in Firefox
Il giudizio in appello ha stabilito che Vernor, che non è l'intestatario della licenza originale, non ha effettivamente il diritto di vendere AutoCad, e che le richieste di Autodestk sono legittime.
Un altro caso si è concluso in modo simile. A questo giro però davanti al giudice c'erano Eminen – il famoso artista – e la Universal Music Group. Il musicista ha chiesto al giudice di dichiarare che la musica su iTunes non è in vendita, ma in licenza.
Per il giudice Eminem ha ragione. La musica acquistata su iTunes non è proprietà dell'acquirente, ma in licenza. Per gli artisti questo significa che il diritto d'autore passa dal trenta al cinquanta percento.
In entrambi i casi ci sarà un altro processo. "Bisogna notare che questa decisione non ha precedenti, e riguarda il linguaggio di un singolo accordo discografico. Qualsiasi dichiarazione contraria è semplicemente non vera", ha dichiarato un rappresentante dell'etichetta discografica. L'azienda vuole chiaramente evitare che questa sentenza sia presa a esempio anche da altri musicisti, visto che mette a rischio direttamente i propri introiti.
Un'alternativa per gestire il diritto d'autore ai tempi moderni.
Le potenziali implicazioni, in entrambi i casi, possono portare a un indebolimento dei diritti dei consumatori. Che si tratti di una canzone o di un film, come di un videogioco o di un sistema operativo, l'uso in licenza permette ai produttori d'imporre limiti rigidi e insormontabili, di fatto mettendo fine per sempre al mercato dei prodotti usati.
Se pensiamo ai libri esiste un chiaro pericolo per la sopravvivenza delle biblioteche. Se gli editori hanno troppa libertà nell'imporre licenze potrebbero benissimo impedire il prestito digitale. E così scomparirebbe un luogo che ha permesso alla cultura e al genere umano di crescere e migliorarsi, negli ultimi 2200 anni circa. Preoccupazioni espresse dall'Associazione delle Biblioteche Statunitensi, e che condividiamo.
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