
Il neutrino può infrangere la velocità della luce, ovvero 299.792,458 chilometri al secondo (approssimata spesso a circa 300 mila)? Secondo il CERN di Ginevra sembrerebbe di sì e questo potrebbe cambiare radicalmente numerosi dei nostri assiomi contemporanei, a partire dalla teoria della relatività di Albert Einstein, formulata tra il 1905 e il 1913.
Per arrivare a tracciare questa ipotesi gli scienziati del CERN hanno sparato un fascio di neutrini (di tipo muonico) dai laboratori di Ginevra fino a quelli del Gran Sasso, in Italia, dove è posto un rilevatore. Nonostante la velocità della luce sia ritenuto un limite invalicabile, il fascio di neutrini - particelle subatomiche prive di carica - sembrerebbe aver raggiunto il Gran Sasso (a 730 chilometri di distanza) 60 nanosecondi prima di quanto previsto. Poca cosa se pensiamo alle unità di misura che usiamo nella vita di tutti i giorni, ma un risultato che da solo potrebbe scuotere il mondo della fisica.

Gli scienziati hanno passato tre anni ad analizzare il risultato ottenuto (compiendo le rilevazioni 15.000 volte), cercando di dare qualsiasi tipo di spiegazione possibile e prendendo in considerazione anche gli effetti del terremoto dell'Aquila del 2009 e la deriva dei Continenti. Tuttavia non sono arrivati a una spiegazione plausibile e così hanno pubblicato online i risultati in modo che scienziati di tutto il mondo possano analizzarli e contribuire a spiegare quanto accaduto.
"Abbiamo provato a cercare tutte le possibili spiegazioni. Volevamo trovare un errore - banale, più complicato o effetti sgraditi - e non ne abbiamo trovati. Quando non trovi nulla sei costretto a esporre il problema e chiedere alla comunità di verificarlo", ha dichiarato il dottor Antonio Ereditato dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

La paura è che ci sia qualche errore e per questo per gli scienziati prima di dire di aver scoperto qualcosa di rivoluzionario, ci vanno con i piedi di piombo. "Il mio sogno sarebbe che un altro esperimento indipendente riscontrasse la stessa cosa, solo allora sarei sollevato", ha aggiunto il dottor Ereditato. "Per ora non stiamo dicendo nulla, vogliamo solo l'aiuto dalla comunità scientifica per capire questo folle risultato, perché è pazzesco e con conseguenze che possono essere davvero serie".
Di fatti non è la prima volta che qualcuno vede viaggiare i neutrini a velocità maggiore della luce. È accaduto nell'esperimento MINOS eseguito nei Fermilab di Chicago. L'analisi ha però portato a riscontrare errori molto evidenti nello svolgimento del test che hanno invalidato quanto riscontrato.

Secondo la professoressa Jenny Thomas ci sono tre potenziali fonti di errore. Bisogna infatti misurare in maniera accurata sia la distanza percorsa che il tempo di percorrenza e poi bisogna anche tener conto di ciò che è chiamato "time structure of the accelerator", ovvero come sono gestiti i protoni usati per produrre neutrini in questo tipo di esperimenti.
Insomma, prima di pensare ai viaggi nel tempo o alle traversate stellari alla Star Trek, massima prudenza. Tuttavia è bello sognare, specie quando ricerche di così alto livello vedono coinvolti nostri connazionali.
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