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News a pagamento? Sì, se La Stampa è illuminata

10:59 - 23 aprile 2010 di Dario D'Elia

Mario Calabresi, il direttore del quotidiano La Stampa, si schiera con gli utenti contro l'idea dell'informazione online a pagamento. Non ha senso far pagare domani ciò che oggi è gratuito. Un'applicazione per iPad con servizi innovativi e a valore aggiunto giustificherebbe un abbonamento.

Il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, ha le idee chiare sull'informazione online a pagamento: non ha futuro senza valore aggiunto. Stamani durante un'intervista rilasciata su Radio Rai1, direttamente dal Quarto Festival Internazionale sul Giornalismo di Perugia, Calabresi si è praticamente smarcato dall'ultimo trend ideologico che turba la Rete.

Mario Calabresi, direttore de La Stampa


L'informazione a pagamento su Internet, a suo parere, non è un'eresia. Il problema è che non si può obbligare gli utenti a sborsare anche soli pochi euro per un servizio che "storicamente" è sempre stato gratuito.

Il buon senso digitale di Calabresi ovviamente è figlio di una conoscenza decisamente più approfondita del mezzo, rispetto agli altri colleghi. Non a caso, da quanto ha preso la direzione del quotidiano torinese la considerazione nei confronti del Web e le nuove tecnologie è cambiata.

"Mario Calabresi ha ragione da vendere. Il suo giornale – nel panorama italiano – è quello che ha accettato prima e meglio di altri la sfida del web. Il problema non è il contenitore ma il contenuto. È il valore aggiunto che può fare la differenza", sostiene Pino Bruno, giornalista Rai e autore di libri di divulgazione digitale per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer.

"Le news ormai si trovano dappertutto, in Rete. Ciò che manca – e che molti utenti sarebbero disposti a pagare – è semmai il commento autorevole, la scrittura di firma, l’approfondimento ragionato, professionale e di qualità. Insomma, quel di più che altri non hanno e che editori illuminati e direttori intelligenti potrebbero mettere sul piatto dell’informazione on-demand".

Il giovane direttore è convinto che una Stampa online a pagamento allontanerebbe i lettori. Sarebbe invece pienamente accettabile e giustificata un'applicazione per iPad ad abbonamento, ovviamente accompagnata da servizi aggiuntivi e contenuti multimediali esclusivi.

Non a caso proprio oggi Nielsen ha diffuso i dati sul gradimento in Internet dei giornali statunitensi nei primi tre mesi del 2010. Ebbene, le pagine web dei giornali hanno avuto 74,4 milioni di visitatori unici al mese di media (con un picco a gennaio di 74,96 milioni), il 37% di tutti gli internauti degli Stati Uniti. L'incremento rispetto all'ultimo trimestre del 2009 è stato di quasi tre milioni di visitatori unici.

"È la conferma di quanto auspicato da Calabresi: se editori e direttori propongono modelli audaci e veramente innovativi per le loro imprese, il pubblico risponde con entusiasmo", ha concluso Pino Bruno.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione
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Commenti

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1/2 avanti    
Tsaeb 23/04/2010 11:13
 
Si però l'Italia non è gli USA dove trovi il Wi-Fi free ovunque. Comunque con numeri più piccoli è fattibile anche da noi, tanto per come va la carta stampata oggi giorno anche 500.000 utenti sarebbero tutto grasso che cola.
grng 23/04/2010 11:17
 
Si però se poi passa la tassa sull'adsl è come pagarle lo stesso...anzi, per abbonamenti online le pagheresti 2 volte ahaha
Tsaeb 23/04/2010 11:24
 

 Originariamente inviata da grng

Si però se poi passa la tassa sull'adsl è come pagarle lo stesso...anzi, per abbonamenti online le pagheresti 2 volte ahaha



facciamo anche 3 volte, dato che ogni anno la carta stampata si prende un tot di milioni di euro di finanziamento statale, ovvero soldi nostri. Se davvero fanno una legge simile disdico internet.
filosofo 23/04/2010 11:46
 
Mario Calabresi...
Il primo che ha provato a vendere su kidle!
Mi meraviglio che dica queste cose che i giornali mica li scriviamo noi ma loro!
Ammette allora, indirettamente, che la stampa (in generale)
è influenzata?
Mah...
Che poi La Stampa mi pare uno dei pochi quotidiani in attivo.
Il fondo nacque per garantire la libertà di stampa non per far ingrassare direttori e proprietari!
Joe 23/04/2010 11:49
 
ma perchè le testate che vogliano ricorrere all'offetara informazioni a pagamento non stipulino abbonamenti con i propri utenti..tramite applicazioni appunto on -demand...

non tutti coloro che hanno una connessione ,necessariamente la utilizzano per leggere i loro articoli...=.='
ma non ci arrivano proprio?

fanno li sce.mi per non andare alla guerra..
DjMarvel 23/04/2010 11:51
 
Ma si, fate pagare le news.... c'è talmente tanta scelta che il mercato deciderà da se...
Dario D'Elia 23/04/2010 11:55
 
non facciamo confusione. un conto è la versione digitale di un quotidiano cartaceo, un conto è il sito web di un giornale...

il dibattito riguarda sopratutto i siti web dei giornali che rischiano di diventare a pagamento

d.
Santino83_02 23/04/2010 11:55
 
questo qui ha le idee chiare... lasciatele gratis e mettete a pagamento se avete da offrire qualcosa di piu di un semplice articoletto da qualche battuta o poco piu
manzo82 23/04/2010 13:00
 
Beh, fino a quando l'informazione sarà controllata (e parlo di tutti i giornali) le loro news a pagamento possono tenersele.
DarkRadeon 23/04/2010 13:17
 
chissà perché non hanno il coraggio di provare a dire "ok, metteremmo il giornale integrale in versione digitale online per chi vorrà fare un abbonamento"... forse perché NESSUNO VUOLE LEGGERE LE VOSTRE STRONZATE?
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