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NGN rimandata al 2011, chiacchiere non fatti

09:05 - 21 dicembre 2010 di Dario D'Elia

Il dibattito AGCOM sulla NGN è rimandato a gennaio 2011. Ovviamente di parlerà ancora di impianto regolatorio: la materia è complessa. Intanto si è deciso come definire le tariffe di terminazione mobile.

AGCOM ha rimandato al gennaio 2011 ogni discussione sulla NGN, la cosiddetta "rete di nuova generazione". È evidente che la fragilità della situazione politica influisce sul dibattito, quindi la sospensione è quasi naturale. In ogni caso è proprio l'impianto regolatorio ad essere al centro della contesa tra provider e Comitato NGN. Senza contare l'esigenza di trovare una sintonia con il recente accordo che permetterà la condivisione delle infrastrutture passive. La materia è complessa, prova ne sia persino il precedente documento Valataro (presidente della commissione, NdR) sarà completamente stravolto e aggiornato.

In attesa della NGN

Da rilevare inoltre che il Consiglio AGCOM, per la definizione delle nuove tariffe di terminazione mobile, ha approvato il modello "che si parametra sull'operatore efficiente" – sulla falsariga di quanto avviene nel broadband residenziale. 

"L’Italia compie un ulteriore passo avanti verso l’armonizzazione del proprio impianto regolatorio con quello europeo. Un passo importante in vista della creazione di un mercato unico dei servizi di comunicazione elettronica con regole uniformi. Le decisioni assunte dall’Agcom consentiranno, una volta completata l’analisi di mercato, di ridefinire le tariffe di terminazione con vantaggi per i consumatori", ha dichiarato il presidente AGCOM Corrado Calabrò.

"Grazie alla disponibilità di questo strumento avanzato, l’AGCOM ha deciso di avviare il terzo ciclo dell’analisi del mercato della terminazione mobile. Obiettivo del procedimento è la revisione del glide path definito nel 2008, ossia verificare se, ed in quale misura, i livelli delle tariffe di terminazione dei quattro operatori mobili debbano essere rivisti, per tenere conto delle dinamiche di mercato e del grado di competizione", si legge nel comunicato ufficiale. 

"Il procedimento – svolto secondo le consuete procedure di consultazione pubblica nazionale e comunitaria – dovrebbe concludersi entro la prima metà del 2011, così da permettere la definizione dei nuovi valori delle tariffe di terminazione per il prossimo anno".

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Commenti

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Anachronox 21/12/2010 09:50
 
+5 
Niente di fatto anche a 'sto giro.

Beh dai, poteva andare peggio comunque: potevano davvero fare qualcosa, e come al solito far danni.
MikDic 21/12/2010 10:17
 
Non era "fatti non pu*gte" ?!?!?
MikDic 21/12/2010 10:29
 
+1 
Scherzi a parte credo che la fibra deve essere liberalizzata come i binari dei treni. E' impensabile duplicare ponti e gallerie. Diverso è l'uso : societa italiane e straniere, publiche e private DEVONO poter accedere all'infrastruttura.
Questo avviene già per l'energia elettrica tramite il GSE. Cosa aspettano per le telecomuncazioni? sono così secondarie per i ns politici?
graphixillusion 21/12/2010 10:46
 
+1 
No ma va? Sono troppo impegnati con la faccenda per i diritti d'autore. Ridicoli...
NNN 21/12/2010 11:07
 
+6 
Mi rendo sempre più conto che ai vertici ci finiscono esseri capaci solo "di raccontarla": a leggere i loro discorsi si evince sempre una certa tutela del consumatore, poi in realtà le tariffe per gli sms sono ancora di 15 €cent quando l'UE ci impedisce di averli sopra ai 13.8 (e li se la son giocata dicendo che gli italiani mediamente spendono meno grazie alle promozioni, col consenso dell'AGCOM), esistono ancora gli scatti alla risposta quando son stati aboliti, il roaming è ancora sopra alla soglia imposta, il costo del traffico internet è ancora sproporzionato, e avanti di ladrate legalizzate!

Tanti bei discorsi e nessun dato oggettivo, questo succede ad avere un poeta (erotico tra l'altro) a capo di un organo di controllo. E i risultati son speculari: si proclama vicinanza al consumatore a parole, e coi fatti si da carta bianca agli operatori nel fregare la clientela, alla faccia della regolamentazione imposta dall'alto.

Una situazione di regolamentazione del mercato corrotta quanto lo scenario politico d'altronde.
Ne son convinto: si arriverà alla rivolta civile.
xantas 21/12/2010 11:16
 
Ne ho le scatole piene, oramai non leggo nemmeno più news sulla vicenda NGN, non mi aspetto nessuna novità del governo su questo tema, forse avremo investimenti solamente da qualche Regione illuminata che comprende che il rilancio economico passa essenzialmente per la NGN.
mail9000 21/12/2010 14:30
 

 Originariamente inviata da MikDic

Scherzi a parte credo che la fibra deve essere liberalizzata come i binari dei treni. E' impensabile duplicare ponti e gallerie. Diverso è l'uso : societa italiane e straniere, publiche e private DEVONO poter accedere all'infrastruttura.
Questo avviene già per l'energia elettrica tramite il GSE. Cosa aspettano per le telecomuncazioni? sono così secondarie per i ns politici?



A mio avviso il problema della "condivisione" serve solo a coprire il problema della "posa" dei cavidotti.
Non sono preoccupati per i cavidotti attuali ad alto reddito. Tant'è che nelle città principali ogni operatore si è fatto la sua rete in fibra.

Ma è il costo dei cavidotti nelle zone a bassa redditività, per i quali chi posa il cavidotto non vuole dividerlo con altri per rientrare il prima possibile dell'investimento della posa.

Senza contare poi le zone a bassissima redditività per le quali tutti gli operatori chiedono che sia lo stato a pagare la posa e loro a raccogliere gli utili.
   
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  Categoria: Banda larga
  Tag: Internet a banda larga, Italia