Niente canone RAI per chi guarda la TV su PC o cellulare

di Dario d'Elia - pubblicato mercoledì 09 maggio 2012 alle 13:55

Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha ribadito che i personal computer, fissi o portatili, i tablet e gli smartphone, anche in presenza di connessione a Internet non sono soggetti al pagamento del canone RAI. La normativa vigente è applicabile solo alla radiodiffusione.

I possessori di PC, notebook, tablet e smartphone non sono tenuti a pagare il canone RAI. La parola definitiva sull'argomento è giunta per bocca del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ieri ha risposto alla Camera a una specifica interrogazione di Massimo Bitonci (Lega).

"In linea generale i personal computer, fissi o portatili, i tablet (come gli iPad) e gli smartphone, cioè gli strumenti suscettibili, di per sé, di connessione alla rete internet", come ha spiegato il ministro, non possono rientrare sotto l'ombrello del canone speciale RAI poiché "la normativa porta a riferire il pagamento del canone solo al servizio di radiodiffusione".

"Pertanto, non è possibile includere altre forme di distribuzione del segnale audio video (per esempio Web Radio, Web Tv) che sono basate, come dicono i tecnici, su portanti fisici diversi".

Corrado Passera

La questione in verità era esplosa a febbraio, quando la RAI - interpretando in maniera curiosa il Regio Decreto Legge 246/1938 e il Decreto Legislativo Luogotenziale 458/1944 - aveva iniziato a spedire a studi professionali, piccole imprese, negozianti, veterinari, laboratori medici e farmacie i bollettini per il canone RAI speciale (esercizi pubblici, locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare) presupponendo la disponibilità di almeno un PC. Una sorta di estremo rimedio all'evasione che ormai supera i 600 milioni di euro all'anno.

La "sollevazione popolare" aveva poi convinto la RAI a compiere un mezzo passo indietro stabilendo l'obbligo solo per le imprese, società ed enti che utilizzano i computer come televisori (digital signage). "Ciò quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone", si leggeva nel comunicato ufficiale del 21 febbraio.

Il bollettino del canone Rai - Clicca per ingrandire

Ecco, a questo punto rimane il nodo del concetto di radiodiffusione e quello di "digital signage", ma è evidente che con la recente presa di posizione di Passera il capitolo sia praticamente chiuso.

"Innanzitutto va chiarito che i PC non sono stati concepiti per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive, ma per innovare l'organizzazione del lavoro e la comunicazione. Il fatto che possano ricevere segnali televisivi lo si deve al processo evolutivo del mondo digitale, di cui lo stesso settore radio tv ha fortemente beneficiato per il suo sviluppo", ha sottolineato il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi.

"Consideriamo la visione miope e arretrata che affiora da parte di un importante ente pubblico tecnologico come la RAI,  un segnale molto negativo e chiediamo che quest'iniziativa, in netta contraddizione con la politica del governo avviata con il DL semplificazioni che punta all'attuazione dell'agenda digitale in Italia, venga bloccata".

 
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Commenti dei lettori (59)

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1/6 avanti   
Tsaeb 09/05/2012 14:14
+47
vendo subito la TV per sostituirla con un monitor e un HTPC....
Ricky99 09/05/2012 14:15
0
Non so' perche' ma sento puzza di fregatura...
Bivvoz 09/05/2012 14:16
0
Lo farei subito, però un monitor 32" costicchia, però ci penso.
gigiobis 09/05/2012 14:16
+32
Personalmente, la tv, mi rendo conto che è diventata solo un soprammobile molto ingombrante in casa...
se non fosse per quell'ora in cui sta accesa mentre si cucina e cena, nessuno noterebbe la sua presenza e potrei farne a meno, visto che non sono abbonato a nulla...

(si ho ancora dei tubi catodici in casa...)
Firelord70 09/05/2012 14:18
+2
io che ho solo monitor allora sto tranquillo e poi manco la guardo la TV, non ho tempo al massimo noleggio qualche dvd
ELmaFiaS 09/05/2012 14:23
+34
ma chi la guarda ancora la tv?
fizby 09/05/2012 14:25
0
ho qualche dubbio... nel senso, considerato come prima dicono una cosa, poi un'altra, poi di nuovo un'altra ancora, se si guarda alla norma in senso stretto quell'"atto o adattabile" citato mi preoccupa. In fin dei conti, per "adattare" un pc alla visione della tv è sufficiente una chiavettina da una manciata di euro. E con il monitor senza niente altro non ci si fa nulla ;-), forse lo si può attaccare al campanello per fare da videocitofono
owairc 09/05/2012 14:30
+2
Se la trasmissione viene presa da internet niente canone, ma se ci attacchi la chiavetta usb con l'antennino torni alla radiodiffusione.
E comunque passera si è dimenticato che un tot di gente ha internet tramite wimax
azzurrino 09/05/2012 14:30
+4
Quindi io che ho un proiettore (che non ha il sintonizzatore) e un mediaplayer posso continuare a non pagare sapendo di farlo legalmente?
Ricky 09/05/2012 14:32
+4
Credo che questa cosa si riferisca alla interpretazione di quella parte legislativa che indica "chi detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni" deve pagare il canone (Regio Decreto Legge 246/1938 e il Decreto Legislativo Luogotenziale 458/1944).

Chi ha solo un pc, cellulare, ecc non dovrà pagare il canone, ma chi ha un pc con una pctv dovrebbe pagare, in quanto di fatto questo è un sostituto della tv (dato che si prevede la fruizione dei servizi televisivi).

Credo si debba osservare la destinazione d'utilizzo dell'apparecchio per determinare la validità dell'obbligo del pagamento del canone.
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