Per Barack Obama la repressione digitale è una violazione dei diritti umani. Il presidente degli Stati Uniti ha quindi emesso un'ordinanza per imporre sanzioni agli stati e alle aziende che usano strumenti tecnologici per scopi repressivi. Perché la tecnologia dovrebbe servire per "dare potere ai cittadini, non per reprimerli" ha detto Obama. Il bersaglio sono l'Iran e la Siria, insieme alle rispettive compagnie telefoniche.
Questa misura avrà un grande impatto mediatico - ha richiamato l'attenzione di molti mezzi d'informazione – ma anche un impatto concreto modesto, secondo alcuni. Non è chiaro infatti se e come Washington prenderà una qualche iniziativa contro le aziende europee e statunitensi che producono e vendono tali tecnologie. Una strada che invece vorrebbero seguire alcuni rappresentanti dell'Unione Europea.
Tiro al tweetello
Su tale aspetto c'è una certa ambiguità: secondo John Hudson dell'Atlantic Wire infatti la nuova ordinanza potrebbe finire per colpire anche aziende statunitensi come HP, Blue Coat System o NetApp, e altre in Europa. Nel testo ufficiale infatti si legge che le sanzioni possono raggiungere chiunque abbia "venduto, affittato o fornito in altro modo, direttamente o indirettamente, beni, servizi o tecnologie all'Iran o alla Siria che possano facilitare la compromissione il monitoraggio o il controllo di computer e reti, e che potrebbero supportare o permettere la violazione dei diritti umani per conto dei governi di Iran o Siria".
L'ordine della casa bianca, fa notare la EFF, ha inoltre un altro limite nella scelta esclusiva di Siria e Iran: due paesi che rappresentano un problema immediato per la politica estera degli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda i rapporti con Israele - un'analisi politica approfondita farebbe certo emergere aspetti complessi, ma è scontato che la scelta di Obama è dettata da precisi interessi.
Resta l'importanza di questa nuova ordinanza voluta da Obama. Segna un punto di svolta importante quando dice che reprimere con la tecnologia equivale a violare i diritti umani; speriamo che sia un primo passo, un seme che farà germogliare un rinnovato valore per la liberà di parola e di espressione, valori che negli ultimi anni sono stati messo spesso in discussione in tutto il mondo.

Commenti dei lettori (17)
Obama obbligherà a rendere disponibile i servizi a fronte di sanzioni?
Ovviamente qui parlo di software, e principalmente di siti web, sull'hardware o lo vendi o non lo vendi
Infatti non credo che Obama si opporrà a chi esporta tecnologie in Arabia Saudita e in altri paesi dittatoriali alleati degli Stati Uniti che i diritti umani non sanno cosa siano.
Sarebbe più onesto dire che non si vendono tecnologie ai nemici.
E' diverso, la Cina possiede una certa quota del debito pubblico mmerigano, quindi gli amici dagli occhi a mandorla tengono per le OO i cowboys.
E comunque si, fuffa.
Ah, no la Cina gli tiene le palle in mano: si dimostra che in questa decisione c'è più ipocrisia di quel che sembra.
Come dice Master of Mouse, alla Cina gli hanno sempre leccato i piedi..
Ipocriti come sempre,togliessero l'embargo a cuba o cavolate varie,vedrete quanto resistono i regimi quando cominciano a girare i dindini.
La cina se continua ad arricchirsi,farà in modo di far sparire il socialismo e le repressioni,è solo questione di generazioni e di cambi al potere.
Allora che comincino a fare un embargo a israele,neanche loro mi sembrano così bravi ragazzi.....ah no,sono i siriani e iraniani i cattivi,ma come non siamo più negli anni 80 in cui i russi sono i cattivi?
Mannaggia,se l'america non ha più nemici,non può praticare le sue subdole politiche e quindi non possono esercitare il loro potere politico/economico.
Una volta che avranno esaurito i nemici su questo pianeta che si inventeranno,gli alieni?
Poi non sono sempre gli americani che vorrebbero mettere uno strumento di censura su internet e la possibilità di staccare la rete?