OnLive, nota piattaforma per il cloud gaming, ha subito una grande trasformazione societaria. È entrata a far parte di una nuova azienda, formata per l'occasione e sostenuta da cospicui finanziamenti, primo fra tutti quello di Lauder Partners, un fondo di venture capital che aveva già investito nel progetto nel 2009. La "nuova OnLive" continuerà a gestire i servizi Game e Desktop, e supportare tutte le applicazioni e i dispositivi, così come le partnership in fatto di giochi, produttività e ambito enterprise (quindi anche quella con Ouya).
Per gli utenti dei servizi non dovrebbero esserci disagi di alcun tipo o interruzione dei rapporti in essere. Si tratta, infatti, di una mossa puramente finanziaria, portata avanti tramite un'operazione di ristrutturazione chiamata "Assignment for the Benefit of Creditors", che consente alle aziende in difficoltà di trasferire tutti i loro asset (i beni che hanno un valore) in un'altra azienda con l'obiettivo di migliorare l'efficienza operativa. A volte questo è il preludio a una vendita, altre volte no, ma è senz'altro un passaggio per evitare la bancarotta.

OnLive afferma di avere oltre 1,5 milioni attivi e 2,5 milioni di iscritti in totale, ma solo 1600 sarebbero gli utenti collegati contemporaneamente. I costi delle infrastrutture – ben 8mila server – e lo scarso successo di pubblico non consentivano più di sostenere economicamente tutto l'apparato e per questo il progetto si "resetta" per rilanciarsi.
La nuova azienda sta assumendo "una grande percentuale dello staff di OnLive" (che è stato interamente licenziato per consentire la transizione) e ha intenzione di continuare ad assumere altre persone, inclusi altri impiegati di OnLive. "Tutti i prodotti e servizi annunciati in precedenza, inclusi quelli in lavorazione, continueranno a esistere e non ci sarà un'interruzione dei servizi", si legge in una nota per la stampa.
Non è chiaro il numero di dipendenti che perderà il posto e in quanti saranno riassunti, poiché "grande percentuale", seppur rassicurante, non è la "maggioranza". Ad almeno la metà è stata però offerta l'immediata possibilità di firmare un accordo con la nuova nata. Per quanto riguarda l'amministratore delegato di OnLive, Steve Perlman, sappiamo è che come tutti gli azionisti non ha ricevuto compensazioni per la transizione o quote della nuova azienda. "Steve non ha ricevuto alcuna compensazione e la maggior parte dei dirigenti ha ricevuto un compenso ridotto per consentire all'azienda di assumere quanti più dipendenti possibili in accordo al budget attuale". Da segnalare infine che il produttore di smartphone HTC, che con OnLive aveva siglato una partnership, ha perso 40 milioni a causa di questa ristrutturazione.
Nei giorni scorsi sono state molte le indiscrezioni circa il futuro di OnLive, uno dei principali servizi di cloud gaming insieme a Gaikai (acquisito da Sony) e GeForce Grid di Nvidia. Si è parlato di licenziamenti in massa, bancarotta e acquisizioni. Fortunatamente la realtà è un po' più complessa e sebbene non bellissima non è nemmeno drammatica. Rimangono certamente delle nubi sul futuro dell'intero progetto, ma speriamo si diradino al più presto, soprattutto nell'interesse di dipendenti e clienti.
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Commenti dei lettori (11)
C'è da dire che è un servizio innovativo che pochi si sono fatti carico di portare avanti, essendo praticamente i pionieri se la devono cavare giorno per giorno, se l'azienda lavora bene i problemi tecnici si risolvono nel tempo o almeno lo spero per loro
In effetti si, piuttosto che aspettare mezz'ora, 1-2-3 ore per scaricare gb di una demo, meglio provarla in streaming.
Ma il gioco completo è molto meglio averlo sul proprio pc senza problemi di dettagli grafici, fps e lag
il mio problema ad usarlo è la grafica di livello bassino...
il cloud...gran fregatura moderna lol
comunque io l'ho provato ed è inutlizzabile, troppo lag.
forse quando avranno server in italia...
1600 utenti collegati perchè il servizio oltre a non essere per nulla conosciuto, ha il servizio esteso solo a usa,uk e belgio. molti si lamentano del cloud ecc. ma se devo dirla tutta, io ho un pc ormai datato, ho una connessione 100 mega, giocare a 60 fps fissi e 720p è un buon compromesso.
ora vediamo le piccole differenze con steam:
puoi spectare tutti gli utenti se vuoi vedere un gioco ma non ti va di provarlo, e fidatevi, per quanto possa sembrar noioso, moltissimi lo fanno, compreso me. i prezzi anche li sono bassi come steam, alcuni costano anche meno! c' è l' abbonamento playpack, che son soli 7 sterline mensili hai accesso ad un catalogo di 250 giochi (non di tripla a) indie e secondari. caricamenti istantanei e quasi inesistenti. hai la possibilità di provare il 95% di giochi per 30 minuti se sei indeciso. purtroppo non è steam, la mega-azienda che mette scontoni, ma ogni week-end ti regalano 2 giochi indie completi.
quel milione di utenti attivi viene da altri paesi, e vuole anche là il servizio! quando ho saputo dei rumors ci son rimasto un po male e speravo che non fallisse. chiesi al supporto se stavano pensando al resto d' europa, e dicono che stanno cercando di estendere il supporto anche li senza problemi... e non vedo l' ora! finalmente!