Pagamenti online a rischio: grave falla nelle chiavi pubbliche

di Elena Re Garbagnati - pubblicato mercoledì 15 febbraio 2012 alle 17:29

Due ricercatori hanno scovato una falla nel modo in cui vengono generate le chiavi pubbliche, e scoperto il fianco del sistema di cifratura impiegato a livello globale per lo shopping online, l'home banking, la posta elettronica e altri servizi Internet. Le chiavi insicure sono state rimosse dai database, ma non c'è la certezza che gli hacker non le avessero già scoperte.

Un team di studiosi ha scoperto una falla nel modo in cui vengono generate le chiavi pubbliche utilizzando l'algoritmo RSA per cifrare le comunicazioni sensibili e le transazioni online. In particolare, sembra che una piccola frazione delle chiavi pubbliche (27.000 su un campione di circa 7 milioni) non fosse generata in modo casuale come avrebbe dovuto essere. Ne segue che un cybercriminale potrebbe decifrare i numeri primi segreti che sono stati usati per creare la chiave pubblica. L'esito della ricerca è stato pubblicato in un articolo dettagliato del New York Times.

I pagamenti online non sono protetti?

La ricerca è stata condotta da James P. Hughes, esperto di crittografia indipendente di Palo Alto e da Arjen K. Lenstra, un matematico olandese che insegna presso l'Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne in Svizzera. "Abbiamo eseguito un controllo di integrità delle chiavi pubbliche raccolte sul web", hanno spiegato.  

"Il nostro obiettivo era verificare che a ogni generazione delle chiavi corrispondessero scelte casuali. Abbiamo scoperto che la stragrande maggioranza delle chiavi pubbliche (99,8%) funziona come previsto. La scoperta più sconcertante è che due su ogni mille moduli RSA che abbiamo raccolto non offrono alcuna sicurezza."

Stando a quanto riferito dal NYT, le chiavi pubbliche in questione sarebbero già state rimosse da un database accessibile al pubblico, per impedire che qualcuno ne sfruttasse la debolezza. Il documento dei due studiosi precisa in ultima analisi che i siti web dovranno apportare modifiche ai loro sistemi di sicurezza per assicurarne l'integrità

Ovviamente non si può escludere a priori l'eventualità che qualche hacker si sia accorto della falla prima che i ricercatori la portassero alla luce. A riconferma il documento riepilogativo cita: "la mancanza di sofisticazione dei nostri metodi e dei risultati ottenuti rendono difficile credere che ciò che abbiamo presentato sia inedito".  

Per la loro ricerca i due studiosi hanno utilizzato l'algoritmo di Euclide - un modo efficace per trovare il massimo comun divisore di due interi - per esaminare i numeri della chiave pubblica. In questo modo sono stati in grado di produrre la prova che una piccola percentuale dei numeri analizzati non era veramente casuale. A questo punto non è stato troppo difficile determinare i numeri sottostanti, e ricavare le chiavi segrete usate per generare la chiave pubblica.

"Il sistema richiede che l'utente crei e pubblichi il prodotto di due grandi numeri primi, e lo aggiunga poi a un altro numero per generare così una chiave pubblica. I valori originali sono mantenuti invece segreti. Per codificare il messaggio una seconda persona usa una formula che contiene i valori pubblici. In pratica, solo chi conosce i valori originali può decodificare il messaggio". 

"Affinché questo sistema sia sicuro è però essenziale che i due numeri primi originali siano generati in modo casuale (altrimenti si potrebbero recuperare applicando un algoritmo, NdR). I ricercatori hanno scoperto che in un limitato numero di casi la generazione casuale non funzionava correttamente"

Lo studio è stato condotto sui database di chiavi pubbliche archiviati presso il Massachusetts Institute of Technology e l'Electronic Frontier Foundation, conosciuto come Osservatorio SSL, creato appositamente per le ricerche sulla sicurezza dei certificati digitali usati per la protezione delle informazioni online.

L'importanza della falla è che chiama direttamente in causa il sistema di cifratura impiegato in tutto il mondo per lo shopping online, l'home banking, la posta elettronica e altri servizi Internet, che fondano interamente sulla segretezza offerta dalle infrastrutture crittografiche a chiave pubblica.

Non è la prima volta che si verifica un problema simile, a riconferma che il sistema non è infallibile. Nel 1995 due ricercatori della University of California avevano scoperto una falla nel modo in cui il browser Netscape generava numeri casuali, rendendo possibile la decodifica delle comunicazioni criptate. L'anno scorso un gruppo di hacker aveva rivelato che la Sony aveva commesso un errore grossolano, utilizzando un unico numero casuale nell'algoritmo su cui si basava il sistema di sicurezza della PlayStation 3, ed era così possibile recuperare la chiave segreta che avrebbe dovuto proteggere i contenuti digitali.

 
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Commenti dei lettori (14)

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1/2 avanti   
Davide Olianas 15/02/2012 17:44
0
Non mi è chiaro a cosa inerisce il bug, se l'algoritmo RSA o il programma xy che genera le chiavi sfruttando RSA...
gasparov 15/02/2012 17:47
+2
--- In particolare, sembra che una piccola frazione delle chiavi pubbliche (27.000 su un campione di circa 7 milioni) non fosse generata in modo casuale


Sembra assurdo ma il "random" è un problema di sempre, nella nostra vita c'è tantissima casualità, nei computer mai.

Cmq il problema potrebbe riguardare non solo chi amministra grossi siti ma in generale chi amministra grossi sistemi (vedi ssh)
s4ndro 15/02/2012 18:01
0
Mi sembra di aver capito che la falla e su quelle a 1024bit , ora devono verificare se si presenta anche sulle 2048... vedremo...
VinceJin 15/02/2012 18:06
+18
Questa riassume il problema al meglio secondo me ... http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_043956.gif
Abominable Snow Tux 15/02/2012 18:16
0
Proprio oggi ho fatto il mio primo pagamento con Paypal! Che fortuna!!!
paolo44 15/02/2012 18:18
0
http://www.gergely.risko.hu/debian-dsa1571/dilbert9.jpg
raker 15/02/2012 18:44
0

 Originariamente inviata da gasparov

--- In particolare, sembra che una piccola frazione delle chiavi pubbliche (27.000 su un campione di circa 7 milioni) non fosse generata in modo casuale


Sembra assurdo ma il "random" è un problema di sempre, nella nostra vita c'è tantissima casualità, nei computer mai.

Cmq il problema potrebbe riguardare non solo chi amministra grossi siti ma in generale chi amministra grossi sistemi (vedi ssh)



ma infatti in informatica non si parla mai di Generatori Causali ma di Generatori Pseudo-Casuali per il motivo di cui sopra.

Comunque mi piace come hanno semplificato l'esecuzione dell'algoritmo RSA lol.
Un grande numero primo casuale sommato ad un'altro grande numero, sappiate che in verità è molto più elaborata la creazione di una chiave rsa

Si, crittografia è, per adesso, l'unico esame (all'uni) dove mi son divertito molto a studiare. I cifrari sono stupendi.
mattrixio 15/02/2012 19:49
0
Sembra incredibile che nel 2012 qualsiasi azienda, tecnologia ecc sia cosí vulnerabile dal punto di vista della sicurezza
jmpdafckup 15/02/2012 20:40
0

 Originariamente inviata da mattrixio

Sembra incredibile che nel 2012 qualsiasi azienda, tecnologia ecc sia cosí vulnerabile dal punto di vista della sicurezza



beh è una cosa creata dall'uomo... più vulnerabile di così...
hardstyler 15/02/2012 20:56
0
wow! così finalmente avranno vita ancora più facile tutti quei simpatici individui che fregano dati delle carte di credito, anche su steam, chissà magari ti fregheranno anche l'account....(spero non mi capiti una terza o + volte, 2 mi bastano)
1/2 avanti   
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