
PayPal ha deciso di annullare il contratto di servizio stipulato con WikiLeaks. D'ora in poi per finanziare la piattaforma online che sta facendo impazzire le diplomazie di mezzo mondo bisognerà affidarsi ad altri metodi.
WikiLeaks tradito da PayPal
PayPal ha diramato uno scarno comunicato che fa riferimento a una presunta violazione dei termini di contratto. "PayPal ha concluso in maniera permanente l'account utilizzato da WikiLeaks a causa delle violazioni della PayPal Acceptable Use Policy, che stabilisce che il nostro servizio di pagamento non può essere utilizzato per attività che incoraggiano, promuovono, facilitano o istruiscano gli altri a compiere azioni illegali", si legge nel documento ufficiale. Ovviamente non è chiaro come PayPal abbia stabilito la colpevolezza di WikiLeaks, ma questi ormai sono solo dettagli.
E così dopo lo sfratto dai server di Amazon, il blocco dei domini attuato da EveryDNS, ecco l'affondo di PayPal. Il fondatore del sito Julian Assange è ricercato dagli inquirenti di mezzo mondo, ma secondo gli esperti la sua fuga potrebbe concludersi a breve.
In ogni caso tutti i documenti che non sono stati ancora divulgati sono al sicuro. A tempo debito saranno divulgati online.
A titolo di cronaca vorrei ricordare che la pagina Web delle donazioni di WikiLeaks è ancora attiva; anche senza PayPal il progetto può sopravvivere.
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Originariamente inviata da Alex Mahone
evidentemente ci sono persone che non vogliono vivere in un mondo più trasparente e libero.
Originariamente inviata da Paolotech
dovremmo fare lo stesso noi nei confronti di queste multinazionali, annullare o non aderire ai loro servizi.
Originariamente inviata da GenlyAi
Infatti, come ha scritto g.dragon,
paypal non lo uso mai (ma questo già da ben prima)
everydns neanche so cosa è
ero contento che amazon avesse fatto il sito in italia, prima... adesso è finita anche lei in blacklist.
Però ci vuole coerenza alle proprie idee, qualunque siano.
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