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PD, IdV e FLI criticano la normativa AGCOM

09:48 - 30 giugno 2011 di Dario d'Elia

I senatori del Partito Democratico Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori e Flavia Perina di Futuro e Libertà criticano la normativa AGCOM sul copyright. Si chiede un'audizione del presidente Calabrò e che il dibattito si sposti in Parlamento.

Partito Democratico e Italia dei Valori hanno deciso di schierarsi contro il provvedimento AGCOM riguardante i diritti di copyright. I senatori del Partito Democratico Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, nonché lo stesso esponente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, in ordine sparso hanno colto l'occasione per spostare il dibattito online nei palazzi della politica.

"Abbiamo chiesto oggi nella competente commissione Lavori pubblici del Senato un'audizione urgente del presidente dell'AGCOM Corrado Calabrò", hanno dichiarato i due senatori del PD. "Il tema sul quale riteniamo urgentissimo un chiarimento è il regolamento sui diritti d'autore. Da quanto emerge si può supporre che la disciplina in via di definizione vada oltre la delega già discutibile prevista dal decreto Romani di fine marzo 2010. Inoltre, pare inquietante l'eventuale surroga dei poteri del giudice naturale, con l'ipotesi di chiusura, in caso di inadempienza, dei siti rei di violare il diritto d'autore".

L'inadeguatezza stimola il consumo di Nutella

"Pare a noi un esercizio improprio della delega tanto più che lo stesso Calabrò nella recente relazione al Parlamento ha dichiarato necessaria una norma primaria di legge. È opinione comune in tante parti del Parlamento che, a questo punto, sia opportuna una moratoria, in attesa di una procedura istituzionalmente più corretta, non lesiva delle prerogative delle Camere".

L'intervento di Di Pietro è stato preciso nella disamina. "In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d'autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito, o rimuovere d'autorità un contenuto, senza che a deciderlo sia l'autorità giudiziaria. In caso contrario, infatti, si affiderebbe all'Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza, invece, rende possibile, e forse probabile, l'arbitrio", ha spiegato l'ex pubblico ministero. 

"In secondo luogo, la tabella fissata dall'AGCOM nega di fatto il diritto alla difesa dei siti incriminati. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell'oscuramento, non ci sarà nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni. E che cosa succede se il sito è estero? Con i tempi concessi dall'AGCOM non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell'imminente oscuramento! Infine, la regola fissata dall'Authority è cieca. Nel senso che non fa distinzione tra i differenti siti. Come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa, o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l'ha".

La conclusione di Di Pietro è che decisioni di questa portata dovrebbero spettare alle Camere e "andrebbero prese di comune accordo con le parti interessate". 

Il dibattito in Parlamento

"Invece l'Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, escludendo dalla concertazione gli utenti e le associazioni per le libertà digitali. Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IdV, abbiamo presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Credo, quindi, che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta (petizione sitononraggiungibile, NdR) che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stessa della democrazia del futuro".

Anche per la parlamentare di Futuro e Libertà, Flavia Perina,"è giunto il momento di una revisione generale da parte del Parlamento della disciplina del diritto d'autore, ormai datata, per adeguarla alle nuove tecnologie e ai nuovi modi di fruizione dei contenuti protetti da copyright". 

"In attesa che ciò avvenga, è impensabile attribuire all'AGCOM un ruolo di supplenza o addirittura assegnarle poteri sostitutivi dell'autorità giudiziaria come quelli di chiusura o oscuramento di siti Internet", ha aggiunto la Perina. 

"Altrove questa si chiamerebbe censura ed è possibile che nel mondo così verrebbe definita la disciplina italiana, se la delibera dell'AGCOM venisse emanata. A questo punto, o l'Autorità sospende l'emanazione della delibera, lasciando al Parlamento la prerogativa d'intervenire sul diritto d'autore, o sottopone la bozza di delibera alle commissioni parlamentari competenti in materia, per tener conto delle osservazioni che queste intenderanno fare".

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Commenti

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1/5 avanti    
Jammed_Death 30/06/2011 10:14
 
+24 
chissà quanti in parlamento sanno di che si parla
vbs 30/06/2011 10:15
 
+8 
Buongiorno, ben-svegliati!

Ma solo dopo che è stato fatto un bel casino online si sveglia l' "opposizione"??

Ma fatemi il piacere, dx, sx ecc sono tutti la stessa pasta...si contano sulle ditta di una mano quelli che salvano si e no...
SkinNner 30/06/2011 10:15
 
-2 
hanno capito che è meglio non mettersi contro il popolo, o contro chi del popolo è in grado di contrastarli, li sarà arrivata qualche voce di qualche attacco?forse hanno capito che la legione non scherza
ZEB-DEMON 30/06/2011 10:16
 
+17 
il prossimo meno peggio potrebbe essere IDV.. anche se adesso ovviamente stanno appoggiando tutti la causa per raccogliere consensi.. frega niente a nessuno dei cittadini o della libertà digitale (ma nemmeno non digitale).. bah, spero prima o poi cambi tutto DAVVERO al governo..
Markk117 30/06/2011 10:17
 
sempre + schifo, nessuno spiraglio in vista...
vbs 30/06/2011 10:26
 
+1 
Riflettendo qualche minuto e collegare un po' di cose tra di loro, ma non è che comunque questa delibera è il solito fumo negli occhi? Intendo dire che danno "in pasto al popolo" qualcosa su quale discutere (la delibera) per distrarlo da un altra cosa altrettanto grave: la reintroduzione del legittimo impedimento nella bozza della finanziaria... Oppure tentano di prendere due piccioni con una fava...

Ovviamente tutto imho...
ZEB-DEMON 30/06/2011 10:28
 
+19 
la cosa che poi mi fa + incazz@re è che molte volte poi si vanno a difendere i diritti di gente che non ha fatto un caxx nella vita ma ha semplicemente ereditato i diritti da genitori ecc.. secondo me dopo la morte del "creatore" dell'opera, i diritti dovrebbero decadere e non aspettare 50 anni.. i figli andassero a lavorare come tutti, anche seguendo le orme, se sono bravi ce la fanno, se no a zappare.. tanto alla morte se non gli lascia i diritti gli lascia dei bei soldini e magari anche qualche piazzamento nel giro..
noce 30/06/2011 10:28
 
+7 
Si può dire tutto e il contrario di tutto, ma non venitemi a dire che Di Pietro si è svegliato stamattina. Se seguite la politica saprete che lui ha due fisse, Berlusconi e il Diritto. Quando c'è qualcosa che aggira la legge lui è sempre lì a dire che bisogna passare attraverso un processo, come ha fatto stavolta. Il fatto è che chi si batte sempre per una giusta causa senza essere mai ascoltato finisce per sembrare ripetitivo e monotono (meglio infrangerla, la legge, magari cambiando reato di volta in volta, così noi spettatori della soap opera politica ci divertiamo di più)
The.Zeion 30/06/2011 10:28
 
+1 

 Originariamente inviata da SkinNner

hanno capito che è meglio non mettersi contro il popolo, o contro chi del popolo è in grado di contrastarli, li sarà arrivata qualche voce di qualche attacco?forse hanno capito che la legione non scherza



up per ZEB: hanno solo trovato una causa popolare per accumulare consensi, ed essendo DiPietro un ex magistrato con questi argomenti (AGCOM che prende il posto dei giudici) ci va a nozze.
lexo 30/06/2011 10:28
 
+8 
Premesso che odio parlare di politica perché non voglio schierarmi e perché questi discorsi sfociano molto spesso in insulti e offese:
Da quel che ho potuto imparare nei miei pochi anni di vita (vita intesa come ragazzo autonomo e capace di autogestirsi e non come bambino di due anni che non sa distinguere la Cpu dalla Gpu) ho capito che i politici bene o male sono tutti uguali (sempre con delle eccezioni). Io penso (non sono ne di sinistra ne di destra ne di chissà cos'altro.... non credo più nella parola politica intesa come la politica dei giorni nostri) che il PD si sia schierato con noi perché gli conviene, così può andare contro il PDL e dire che il governo fa schifo. Insomma ogni scusa e buona.... secondo me se loro fossero al governo e avessero fatto ciò, il PDL vedendo il malcontento fra i cittadini avrebbe sfruttato allo stesso modo il momento.
Concludo dicendo che questa è una sola opinione personale e che non voglio offendere nessuno.
1/5 avanti    
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