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Perché AGCOM ha snobbato la riforma TLC europea?

09:00 - 20 luglio 2011 di Dario d'Elia

Il 25 maggio l'Italia e gli altri Stati membri avrebbero dovuto recepire le indicazioni presenti nella nuova normativa TLC europea. Così non è stato e quindi adesso è stata avviata la procedura di infrazione a nostro carico.

La riforma del mercato TLC europeo, entrata in vigore lo scorso 25 maggio, è stata disattesa da 20 Stati membri – fra cui l'Italia. La Commissione europea ha quindi avviato le procedure di infrazione, che prevedono inizialmente una richiesta di informazioni.

Nel nostro caso l'AGCOM avrebbe dovuto recepire le indicazioni e aggiornare di conseguenza il nostro ordinamento TLC nazionale. "Le nuove norme garantiscono alle aziende e ai consumatori nuovi diritti concernenti la telefonia, i servizi mobili e gli accessi internet. Tra essi si annoverano il diritto dei consumatori di cambiare operatore di telecomunicazioni in un solo giorno senza cambiare il numero di telefono, il diritto a una maggiore chiarezza riguardo ai servizi proposti al consumatore e una migliore tutela dei dati personali in linea", ricorda il comunicato ufficiale UE. 

Avrà sentito l'AGCOM?

"I nuovi poteri di sorveglianza della Commissione e quelli di regolamentazione dell'organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) creeranno una maggiore certezza del diritto e aiuteranno gli operatori del settore a svilupparsi in un mercato unico paneuropeo per le telecomunicazioni (cfr. IP/11/622 MEMO/11/319, MEMO/11/320 e MEMO/11/321)".

Stranamente solo sette Stati membri (Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito) hanno comunicato alla Commissione la piena attuazione della nuova normativa. "Gli altri venti Stati membri, ossia Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna, hanno due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora", continua il documento

Nel caso di inadempimento o mancata risposta, la Commissione potrà inviare agli Stati membri una richiesta formale di attuazione della legislazione, sotto forma di parere motivato nell'ambito delle procedure di infrazione, e infine adire la Corte di giustizia dell'Unione europea.

Ecco alcune novità fra le novità più interessanti:

  • sarà possibile passare da un operatore fisso o mobile a un altro senza dover cambiare il proprio numero di telefono, entro un giorno lavorativo
  • i contratti iniziali di abbonamento per i clienti avranno una durata massima di 24 mesi e gli operatori saranno obbligati a offrire contratti di 12 mesi; in questo modo i clienti potranno passare più facilmente a un altro operatore in presenza di offerte migliori;
  • le informazioni sui servizi a cui un cliente si abbona dovranno essere più chiare. I contratti dovranno contenere informazioni in merito ai livelli minimi di qualità del servizio. In particolare, gli utenti di Internet dovranno ricevere informazioni in merito alle tecniche di gestione del traffico e al loro impatto sulla qualità del servizio, così come eventuali altre limitazioni (limiti di larghezza di banda, velocità di connessione disponibili, blocco o strozzatura dell’accesso a taluni servizi come i servizi VoIP); i contratti dovranno inoltre contenere informazioni dettagliate relative ai rimborsi e alle compensazioni offerte qualora tali livelli minimi non siano raggiunti (IP/11/486 e MEMO/11/319); 
  • maggiore protezione contro la violazione di dati personali e lo spam (e-mail indesiderate), obbligo di avviso in caso di violazione dei dati personali;
  • maggiori informazioni e richiesta di autorizzazione per la registrazione o l’utilizzo dei dati nei dispositivi degli utenti (ad esempio cookies non inerenti al servizio utilizzato in un dato momento, MEMO/11/320). 
  • gli organismi nazionali di regolamentazione saranno più indipendenti e potranno, come estrema risorsa, obbligare gli operatori di telecomunicazioni che dispongono di un potere di mercato significativo a separare le reti di comunicazione e la fornitura di servizi per garantire agli altri operatori un accesso senza discriminazione (senza separare necessariamente la proprietà né imporre la creazione di una società distinta);
  • la Commissione, in cooperazione con il BEREC (l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche), ha inoltre ricevuto poteri supplementari di supervisione delle misure relative alla concorrenza sui mercati delle telecomunicazioni (la cosiddetta procedura dell’articolo 7). Nella pratica, se la Commissione ritiene che una misura relativa alla concorrenza notificata, in fase di progetto, da un organismo nazionale di regolamentazione rischi di creare barriere al mercato unico dei servizi di telecomunicazioni, essa può svolgere una valutazione approfondita e, in consultazione con il BEREC, emettere una raccomandazione all'organismo nazionale di regolamentazione per modificare o ritirare la misura programmata. Le autorità nazionali di regolamentazione devono tenere in massima considerazione tali raccomandazioni (MEMO/11/321).

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Commenti

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1/2 avanti    
cioma2 20/07/2011 09:12
 
+29 
Eh, ma se la Telecom non vuole, AGCOM può fare ben poco
fabioloro 20/07/2011 09:19
 
+9 
esatto...

se il padrino don Telecom dice che "non sa da fare" non è che il picciotto Agcom può fare lo sgarro al don...
fizby 20/07/2011 09:33
 
+3 
tutte proposte decisamente positive per la tutela del consumatore. Il fatto però che siano state disattese da così tanti Paesi, anche illustri, mi fa pensare al peso delle compagnie telefoniche ed ai loro interessi anche per bloccare questi obblighi. Cosa dobbiamo fare per contare un pò di più? come si fa a boicottarli tutti con i loro cartelli?
neo27 20/07/2011 09:39
 
+5 
ma fatemi capire na cosa...? sti "quattro cabinetti otturati" dell'agcom ci censurano spudoratamente con filtri e altro internet e non fanno passare le riforme europee a favore delle masse??? ce lo vogliono mettere proprio in quel posto!?!
ma quando gli danno fuoco..........
scusate i toni ma non ci vedo più dalla rabbia
Jackaos 20/07/2011 09:48
 
+2 
Eh già... Parlai con una signorina del commerciale Fastweb, chiedendogli se avrei mantenuto il numero, facendole anche presente la suddetta riforma, e mi rispose che si, non c'erano problemi, lo avrei mantenuto. Poi mi chiama un tecnico Teleco: "..dobbiamo mettere un'altra linea.."
"..ma significa che avrò un altro numero? Perchè Fastweb mi aveva detto che..."
"..non so, varranno gli accordi che ha preso con fastweb.."
I tecnici arrivano a casa, e fanno passare un altro cavetto per il muro e la tromba delle scale.
"..ma questo tecnicamente comporta il cambio di numero di rete fissa??"
"...se con fastweb ha concordato che no..."

Arriva il "tecnico Fastweb" con l'hub che si autoconfigura ( cosa è venuto a fare, se si autoconfigura..?), non sa nulla a riguardo ( di nuovo, cosa è venuto a fare?)

Arriva il contratto per posta... la crocetta è messa sulla casella della richiesta di nuova linea telefonica.
Chiamo il mio cellulare, appare un altro numero.
white wolf 20/07/2011 10:00
 
+3 
l'AGCOM si è giocata la faccia già da tempo, ma il problema non è il burattino ma il burattinaio...
quando ci decideremo?
axoduss 20/07/2011 10:18
 
+21 
io dico che sarebbe ora che si costituissero agenzie europee in SOSTITUZIONE delle omologhe nazionali. Invece di avere 25 AGCOM una per ogni stato e una autorità europea che si deve mettere in ginocchio a pregare che recepiscano le direttive, fare una AGCOM europea (eventualmente con sedi distaccate nei vari paesi) è chiedere troppo????
Archangel256 20/07/2011 10:40
 
+9 
AGCOM è troppo occupata a censurare la Rete per difendere i diritti dei consumatori.
Ricky99 20/07/2011 10:49
 
+3 
A me di quello che dice AGCOM o TELECOM frega zero...fi fotta...OM!
Se la UE ha normato e loro non si adeguano, scatta la denuncia.
Si potrebbe quasi sfruttare la situazione...far casino sapendo che poi LORO non agiscono e quindi si mettono nella condizione di essere denunciati.
Magari ci guadagni pure qualche cosa
ToroXp 20/07/2011 11:18
 

 Originariamente inviata da Ricky99

A me di quello che dice AGCOM o TELECOM frega zero...fi fotta...OM!
Se la UE ha normato e loro non si adeguano, scatta la denuncia.
Si potrebbe quasi sfruttare la situazione...far casino sapendo che poi LORO non agiscono e quindi si mettono nella condizione di essere denunciati.
Magari ci guadagni pure qualche cosa



non la vedo cosi facile... non come privato, forse come associazione dei consumatori ma anche lì la vedo molto dura.
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  Categoria: Finanza e Mercati
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