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Petizione contro la nuova legge sugli sconti dei libri

12:30 - 29 luglio 2011 di Dario d'Elia

L'Istituto Bruno Leoni si è fatto promotore di una petizione contro la nuova legge che limita gli sconti sui libri. In una lettera al Presidente della Repubblica tutti i dettagli delle criticità rilevate. Ingiustificata la politica protezionistica.

L'Istituto Bruno Leoni è promotore di una petizione contro la nuova legge che impone vincoli sugli sconti e le promozioni di vendita dei libri. Il think tank italiano che si è sempre contraddistinto per la sua visione liberale ha deciso di appellarsi direttamente al Presidente della Repubblica "affinché non firmi la legge".

"Se la legge dovesse entrare in vigore, dal primo settembre il mercato dei libri non sarà più libero: un rigido tetto agli sconti e alle campagne promozionali renderà infatti la fissazione del prezzo dei libri non più soggetta al pieno principio della libera concorrenza, ma sottoposta a vincoli legislativi quanto a tempi e soglie di sconto", si legge nella lettera spedita a Napolitano.

Appello al Presidente Giorgio Napolitano

"Il libro è un bene di uso comune e non vitale. Non è né un bene scarso né sottoposto a un regime di monopolio naturale come le fonti energetiche, né essenziale alla sopravvivenza fisica come un medicinale salvavita. Perché dunque il legislatore dovrebbe imporre la politica dei prezzi di questo mercato, come accadeva in regimi del passato che non sono certo oggi ricordati per il rispetto della libertà dei cittadini, che, come dicevano Sturzo e Einaudi, è unica e indivisibile?"

La questione di fondo è che i piccoli editori e i librai potrebbero diventare più vulnerabili: sopravvivono "grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato diverse, parallele e alternative". Si pensi ad esempio alle "promozioni in occasione di qualche anniversario, sulla fidelizzazione di clienti affezionati che meriterebbero un trattamento di riguardo, sull’accessibilità del commercio elettronico, insomma sulla libertà di concepire un mercato atipico". 

L'Istituto Bruno Leoni parla di politica protezionistica ingiustificata e per altro mal congeniata. "Qualsiasi libraio potrà domani acquisire un dominio Internet in uno Stato straniero e vendere a sconti liberi la produzione italiana, è allarmante se si pensa che potrebbe essere esteso a qualsiasi altro bene, dal momento che il libro è un bene comune senza caratteristiche tali da rendere compatibile col dettato costituzionale una particolare compressione della libertà economica", continua la lettera.

"Esso è peraltro contraddittorio rispetto a un indirizzo politico che ritiene una maggiore libertà di intrapresa la cura adeguata alla ripresa dell’economia in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, secondo quanto dimostra la recente liberalizzazione degli esercizi commerciali nelle città turistiche".

"La legge in questione contrasta dunque con l’art. 41 della Costituzione e si profila come irragionevole ex art. 3 della Costituzione, restringendo il mercato dei libri e rendendolo meno accessibile a quanti oggi, tra la popolazione meno abbiente, vengono agevolati all’acquisto da sconti invitanti".

Insomma, si chiede al Presidente della Repubblica di considerare i profili di illegittimità costituzionale della legge e quindi rinviarla alle Camere per una più attenta valutazione dell'iniziativa.

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Commenti

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1/4 avanti    
grng 29/07/2011 12:35
 
+20 
Questa legge è ridicola, bisogna sperare che tornino sui loro passi.
mizar79 29/07/2011 12:37
 
+3 
Dove si firma?
Dario D'Elia 29/07/2011 12:39
 

 Originariamente inviata da mizar79

Dove si firma?



leggi al fondo

http://www.chicago-blog.it/2011/07/24/disciplina-del-prezzo-dei-libri-petizione-al-presidente-della-repubblica/

d.
vdv 29/07/2011 12:40
 
-9 
Onestamente confido nel buon senso di Napolitano, a mio parere e ricordo, uno dei pochi, se non l'unico, a saper dire NO e fare, quindi, il vero Presidente. Non si limita alla sola funzione di (concedetemi il termine) "burattino", che firma le leggi solo perchè gli arrivano sul tavolo!
A causa dei voti negativi ricevuti dagli utenti, questo commento non è visibile. Clicca qui per leggerlo.
asdasdasd 29/07/2011 12:43
 
+12 

 Originariamente inviata da vdv

Onestamente confido nel buon senso di Napolitano, a mio parere e ricordo, uno dei pochi, se non l'unico, a saper dire NO e fare, quindi, il vero Presidente. Non si limita alla sola funzione di (concedetemi il termine) "burattino", che firma le leggi solo perchè gli arrivano sul tavolo!



Buon senso il vecchio ? AHAHAHAHAHAHAH


Cos'ha fatto fin'ora per impedire le porcate di B ?

NIENTE, non ha neanche provato a mettergli i bastoni fra le ruote, a richiamarlo ecc....ecc....

Per quanto mi riguarda NON mi rappresenta, è come tutti gli altri politicanti sporchi che sta contribuendo a sfasciare il paese.


Sandro Pertini, quello si che era un Presidente della Repubblica degno di tale ruolo.
corigan 29/07/2011 12:47
 
-12 

 Originariamente inviata da vdv

Onestamente confido nel buon senso di Napolitano, a mio parere e ricordo, uno dei pochi, se non l'unico, a saper dire NO e fare, quindi, il vero Presidente. Non si limita alla sola funzione di (concedetemi il termine) "burattino", che firma le leggi solo perchè gli arrivano sul tavolo!



veramente si, le deve firmare per quella ragione.
le leggi le DEVE fare il parlamento.

detto cio, lunga vita a Napolitano.
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far5893 29/07/2011 12:53
 
+3 
Il PDR e' totalmente organico alla casta, cosa si spera di ottenere da una petizione a lui rivolta?
Black_Prime 29/07/2011 12:54
 
-3 

 Originariamente inviata da asdasdasd

Buon senso il vecchio ? AHAHAHAHAHAHAH

Per quanto mi riguarda NON mi rappresenta, è come tutti gli altri politicanti sporchi che sta contribuendo a sfasciare il paese.



Secondo me stai esagerando... i suoi poteri sono molto limitati.
far5893 29/07/2011 12:56
 
+3 

 Originariamente inviata da asdasdasd


Cos'ha fatto fin'ora per impedire le porcate di B ?

NIENTE, non ha neanche provato a mettergli i bastoni fra le ruote, a richiamarlo ecc....ecc....


Veramente B non e' del tuo parere e non esita a dirlo , e e' anche ragionevole visto che gli ultimi 3 presidenti gli sono stati sempre piu' o meno apertamente ostili(anche per estrazione politica)!!
pasqu0 29/07/2011 12:56
 
-2 
Sicneramente sono indeciso...
La libertà va tutelata ovviamente ma tra un cartello di gestori e un prezzo fisso stabilito dal governo forse il secondo è + onesto?
Non lo so dicimao che il sospetto di cartello tra gli editori è forte (praticamente i prezzi sono =) e forse i piccoli possono supportare meglio la concorrenza dei grandi se questi non possono piegarli con sconti ed offerte insostenibili per le picccole imprese...è una questione MOLTO complessa sia a livello economico che legislativo!
1/4 avanti    
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