Pioggia e neve sono un problema per la visibilità in auto, lo sappiamo tutti molto bene. Alcuni ricercatori del Carnegie Mellon hanno trovato il modo di risolvere o perlomeno alleviare sensibilmente il problema, grazie ad alcune tecnologie prese in prestito dal mondo imaging: una videocamera e un vecchio proiettore DLP ViewSonic uniti a un PC e un opportuno software di controllo.
Il principio di fondo è quello di non illuminare con i fari le gocce d'acqua che cadono dal cielo. Qualunque fotografo si sia cimentato con l'acqua lo sa bene: è la luce a dare evidenza all'acqua, a renderla visibile.
In questo caso, lo scopo è esattamente opposto. Per questo, una videocamera registra in tempo reale la posizione delle gocce d'acqua che cadono dal cielo e un apposito algoritmo si occupa di effettuare la previsione della posizione futura di ogni singola goccia. A questo punto, interviene il proiettore DLP a illuminare la scena in modo selettivo, evitando le aree con presenza di pioggia. Complicato da descrivere a parole, ma immediato da comprendere nei video sottostanti.
Per gestire il tutto serve un quad-core Core-i7, e ancora non basta: con la potenza di calcolo oggi disponibile, si ottiene in laboratorio una latenza di circa 13 ms, e l'efficacia del metodo è tale da gestire correttamente l'illuminazione del 90% di gocce d'acqua che cadono entro una distanza di 13 piedi (poco meno di 6 metri) dai proiettori. È opinione degli sviluppatori che la reattività del sistema debba essere decuplicata prima di poter trovare posto a bordo di un reale veicolo.
L'efficacia del principio è stata comunque dimostrata, e non è quindi escluso che videocamere e proiettori entrino nel prossimo futuro a far parte del mondo auto, come del resto sta già succedendo per la tecnologia HUD (Head Up Display), oggi presente su alcuni modelli di fascia alta.
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Commenti dei lettori (23)
ma se è giorno oppure ci sono lampioni o altre auto che illuminano con le loro luci, la pioggia si vedrà lo stesso, giusto?
La fonte di luce è il proiettore che non è una fonte continua ma a matrice di punti, quando viene calcolato che una goccia attraverserà lo spazio illuminato da un sottoinsieme di pixel quei pixel saranno spenti, ma solo quelli, gli altri che proiettano verso spazio libero (nel raggio di alcuni metri ovviamente) restano accesi. Io ho capito questo.
Viene effettuata una sorta di mascheratura dinamica. L'impressione visiva che si ha durante la pioggia è effettivamente quella di gocce in ogni dove, ma guardando un fermo immagine, si nota che in realtà gli spazi vuoti tra le gocce sono molto ampi.
Quindi, si`, ci saranno zone d'ombra, ma grandi ciascuna quanto una goccia... tecnologia affascinante
Anche secondo me e cosi, dove prevede ci sarà la goccia proietta un immagine bianca con un puntino nero dove passerà la goccia (Pensateci è un proiettore)
Figata cmq gia prevedo l'hak del proiettore dei fari che fa vedere i porno sul muro di casa di qualcuno
- Sorpassare con la nebbia, anche se dall'altra parte arriva una macchina
- Sorpassare in galleria, con doppia striscia continua, anche se dall'altra parte arriva una macchina
- Sorpassare in generale al limite della linea che precede l'incidente frontale, con rientro in carreggiata "a mo' di formula 1".
La pioggia non è mai stato un problema, se si va piano e si è prudenti. Lo stesso dicasi per la nebbia.
Certo che se poi quando c'e' nebbia ti arriva il C*****E di turno a culo e ti fa pure gli abbaglianti perchè vuole che corri di piu'... beh, li c'è poco da fare.
Se uso i fari è perché c'è poca luce, la pioggia è il problema minore in quel caso.
L'acqua sul parabrezza se non la levi non sei proprio in grado di vedere nulla.
Se c'è un nubifragio, la cosa migliore è evitare proprio di muoversi.
La cosa peggiore poi non sono i fari, ma il riverbero del sole (o i fari delle altre auto) sulla superficie resa lucida dall'acqua, con il sole che tramonta certe volte ti trovi il sole riflesso negli occhi.