Pirate Pay è l'arma letale contro il file sharing BitTorrent

di Elena Re Garbagnati - pubblicato martedì 15 maggio 2012 alle 11:38

Con i finanziamenti di Microsoft e una tecnologia proprietaria in grado di bloccare il flusso dei processi di BitTorrent, l'azienda russa Pirate Pay si candida come il nemico numero uno del download illegale di contenuti dalla Rete. Il primo esperimento con un film di Walt Disney ha impedito in 30 giorni 45mila tentativi di scaricamento illegale.

Il file sharing e il download illegale potrebbero avere vita difficile. L'ennesimo ostacolo è una tecnologia messa a punto da Pirate Pay, una piccola azienda russa che ha sviluppato un programma in grado di impedire agli utenti di scaricare materiali protetti da copyright mediante file-sharing

Grazie anche a un finanziamento di 100mila dollari da parte di Microsoft, l'azienda, composta da sette persone, ha avviato lo scorso dicembre una sperimentazione che prevedeva il blocco per 30 giorni consecutivi dei tentativi di download illegali del film Disney "Vysotsky. Thanks to God, I am alive".

Pirate Pay è il nuovo nemico del file sharing illegale

Non è chiaro quante copie siano state scaricate, quel che è certo è che sono stati bloccati con successo 44.845 tentativi. Il programma creato da Pirate Pay consente in sostanza di interrompere il flusso dei processi di BitTorrent: un effetto collaterale di un software per la gestione del traffico che i tre fondatori avevano creato nel 2009 per un provider locale di servizi Internet. Ben presto i ragazzi si resero conto delle opportunità impreviste, ma potenzialmente enormi, del loro lavoro e iniziarono a proporsi come paladini per la tutela della proprietà intellettuale.

Andrei Klimenko, amministratore delegato e fondatore di Pirate Pay, ha infatti spiegato al sito russo RBTH che "dopo aver creato il prototipo, abbiamo capito che potevamo usarlo per evitare che i file venissero scaricati, il che significava che il programma prometteva di contribuire alla lotta contro la diffusione di contenuti piratati".

Microsoft è stata fra le prime aziende a capire il potenziale di Pirate Pay, ma presto anche colossi come Sony e Walt Disney hanno iniziato a supportarla. Sembra che le case cinematografiche abbiano finora versato parcelle fino a 50.000 dollari per beneficiare di questo moderno sistema antipirateria.

I fondatori di Pirate Pay

Le informazioni sul funzionamento della tecnologia sono frammentarie perché Kilmenko non ha voluto svelare troppi segreti, ma si è limitato a spiegare di avere "usato un certo numero di server per stabilire una connessione con i client P2P che distribuivano il film. A questo punto è stato creato del traffico specifico per confondere i client sugli indirizzi IP da servire e ottenere così che si disconnettessero l’uno dall’altro".

Al momento i costi di sviluppo sono elevati quindi sembra che l'azienda non si stia arricchendo, ma le prospettive sembrano ottime, considerato che il problema della violazione del copyright in Russia è estremamente grave, e c'è una significativa pressione internazionale sul governo affinché reprima in modo efficace il fenomeno dilagante della pirateria. È ormai dimostrato che cercare di fare leva sulla responsabilità legale o sulla coscienza degli utenti non porta alcun risultato, per questo il lavoro di Pirate Pay ha attirato l'attenzione di grandi marchi al di fuori della Russia.

 
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Commenti dei lettori (46)

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1/5 avanti   
mitietony 15/05/2012 12:05
+34
Non importa vale sempre la vecchia regola: 1 lo compra originale e poi vende 100000 copie.Come al solito lo compreremo dal piratone di turno.Se non capiscono che la strada non è quella la pirateria non la fermeranno mai.
real.massimo 15/05/2012 12:08
+27
Megaupload è stato chiuso perché stava dimostrando alla Major discografiche che si poteva fare profitti anche lasciando scaricare la musica da internet..Certo, profitti molto minori, ma comunque profitti..Ora si presentano questi furbacchioni con una tecnologia "rivoluzionaria" ignorando come ad ogni ostacolo c'è chi ha sempre trovato il modo di superarlo..
g.dragon 15/05/2012 12:08
+11
trovo più assurdo che almeno 45000 persone abbiano provato a scaricare quel film.

In ogni caso un conto è fermare il download di un film un conto fermare il download di milioni di contenuti presenti nella rete.

Poi non ho capito.. il sistema funziona solo se si conosce l'indirizzo del torrent. Ma se conosco che il torrent x a contenuto illegale non faccio prima a farlo rimuovere??
DoctorDoomIII 15/05/2012 12:12
+3
Bisogna capire cosa intendono con "sono stati bloccati con successo 44.845 tentativi" ?
Se si intende "bloccati 44845 richieste di scaricamente dai 44845 ip diversi" è una cosa, se invece si intendono "bloccati 44845 richieste di scaricamente dai 100 ip diversi" è un altra.
Nel secondo caso crea solo "disturbo" rendendo più ostico lo scaricamento con molte interruzioni, ma se alla fine il download viene ugualmente portato a termine, beh cambia poco.
Bivvoz 15/05/2012 12:12
+15
Questo è il modo giusto per combattere la pirateria.
Inutile trascinare la gente in tribunale e fare cause, bisogna combattere sullo stesso piano e cioè trovare una tecnologia che impedisca il download.

Con questo non voglio dire che ne sia contento

P.S: quante volte avete letto "pirate bay" invece di "pirate pay"?
DoctorDoomIII 15/05/2012 12:13
+16

 Originariamente inviata da real.massimo

Megaupload è stato chiuso perché stava dimostrando alla Major discografiche che si poteva fare profitti anche lasciando scaricare la musica da internet..Certo, profitti molto minori, ma comunque profitti..Ora si presentano questi furbacchioni con una tecnologia "rivoluzionaria" ignorando come ad ogni ostacolo c'è chi ha sempre trovato il modo di superarlo..



Megaupload ha solo dimostrato che si potevano fare (tanti) profitti usando le cose degli altri.
-Lupo- 15/05/2012 12:15
+6
Vero...ammesso che riescano a fermare il File Sharing (sempre che sia possibile) la reazione sarebbe Il ritorno al vecchio piratone come poteva accadere con il vu-cumprà che ti vendeva le audiocassette false all'autogrill o quello che arrivava sulla spiaggia col pacco di CD clonati. Potranno arginare in parte il fenomeno ma è come un flusso...troverà un'altra strada. L'unica soluzione sta in un cambio di mentalità delle persone...quella della pirateria è una moda che ha preso piede in volumi negli ultimi 50 anni; anch'essa scemerà al cambiare delle condizioni...se si facessero furbi e cominciassero a remare nella direzione giusta potrebbero accelerare il processo e uscire prima da questa situazione...e invece si ostinano a stroncare i mezzi, ma Napster docet...ne uccidi uno ne sorgono cento.
Bivvoz 15/05/2012 12:16
+16

 Originariamente inviata da DoctorDoomIII

Megaupload ha solo dimostrato che si potevano fare (tanti) profitti usando le cose degli altri.



Si ma se questi "altri" usano le loro cose allo stesso modo non ci sarebbe la pirateria e farebbero i loro profitti.
Questo intendeva l'altro utente.

 Originariamente inviata da -Lupo-

Vero...ammesso che riescano a fermare il File Sharing (sempre che sia possibile) la reazione sarebbe Il ritorno al vecchio piratone come poteva accadere con il vu-cumprà che ti vendeva le audiocassette false all'autogrill o quello che arrivava sulla spiaggia col pacco di CD clonati.



Non è la stessa cosa, ora che arrivano cd e dvd clonati ne passa di tempo e la qualità è sempre stata pessima.
Con i p2p adesso scarici in 1080p con audio DTS il giorno dopo che è uscito il blue-ray in negozio.
Ma poi il dvd dal tipo in spiaggia lo paghi lo stesso e rischi pure la sola.
Watashi 15/05/2012 12:19
+7
Basti pensare ad un fiume, se lo blocchi troverà un altra strada, ma se lo chiudi del tutto prima o poi esploderà...
Tsaeb 15/05/2012 12:19
0
vabè ma come fanno a determinare cosa contiene il file che si sta scaricando? Come discriminano chi scarica cose legali da illegali?
1/5 avanti   
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