PiratPartiet: la voce dei pirati italiani

di Dario d'Elia - pubblicato mercoledì 05 dicembre 2007 alle 12:30

È disponibile online il primo numero della rivista del Partito Pirata italiano

Ieri è stata ufficialmente presentata PiratPartiet, la prima rivista del Partito Pirata italiano. Il nome si rifà al Partito dei Pirati svedese, ma i contenuti editoriali saranno strettamente legati al contesto nazionale. E nello specifico alla sicurezza informatica, al diritto d'autore e alle nuove tendenze.

La distribuzione avverrà in formato PDF con licenza Creative Commons.
  

"Nasce con una formula nuova, non ha un costo fisso per il lettore ma è affidato alla sua soddisfazione, cioè a offerta. Nasce dal web, dalla Rete con un percorso che è inverso a quello degli altri giornali. Viene stampato direttamente dagli autori e perché no anche dai lettori, ecco perché il formato A4, è il formato della stragrande maggioranza delle stampanti che quasi tutti noi abbiamo in casa. La licenza con la quale viene distribuito prevede che possiate anche farne opere derivate....... se ritenete ne valga la pena, purché citiate l'autore", si legge nell'editoriale di apertura.

Nel primo numero, già liberamente scaricabile: le motivazioni che si nascondo dietro questo progetto, il network anonimo Anonet, il trusted computing, il DRM, la televisione digitale terrestre, etc.

 

Commenti dei lettori (9)

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m00f 05/12/2007 14:10
0
Trusted Computing: il 99% degli utilizzatori di Windows non sa cosa sia.

Se si parla in pubblico di trusted computing spuntano sempre i gruppetti di *fan* che dicono che non esiste.
flax89 05/12/2007 14:24
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 Originariamente inviata da m00f

Trusted Computing: il 99% degli utilizzatori di Windows non sa cosa sia.

Se si parla in pubblico di trusted computing spuntano sempre i gruppetti di *fan* che dicono che non esiste.

quoto!!
Horn 05/12/2007 14:34
0

 Originariamente inviata da m00f

Trusted Computing: il 99% degli utilizzatori di Windows non sa cosa sia.

Se si parla in pubblico di trusted computing spuntano sempre i gruppetti di *fan* che dicono che non esiste.


Io no.
A me piace Windows, non so cosa sia il Trusted Computing, ma non dico che non esiste. Prima mi informo.
Tommaso 05/12/2007 14:49
0
Ma alla fine... in Vista c'è il TCP?
Lo uso tutti i giorni e apparte bitlocker non ne ho trovato traccia... sta nascosto in "attesa di" oppure in finale non l'hanno messo proprio?
peones 05/12/2007 15:03
0
bitlocker non ha nulla a che fare col TCP comunque, è solo una tecnologia di crittografia per tutelare i tuoi dati
Final50 05/12/2007 15:31
0
Ma io non la vedrei cosi vito che non possiamo vedere il codice di winzoz io non mi fiderei cecamente di tuto quello che dicono
Faligan 05/12/2007 16:46
0
avete letto la paerte della TV digitale?

Qualcuno sa confermare se sono cose vere o campate in aria?
R4z3R 05/12/2007 18:56
0

 Originariamente inviata da m00f

Trusted Computing: il 99% degli utilizzatori di Windows non sa cosa sia.

Se si parla in pubblico di trusted computing spuntano sempre i gruppetti di *fan* che dicono che non esiste.


visto che esiste ma nessuno sa cosa sia saresti così gentile da spiegarlo al pubblico ignorante?
CaFFeiNe666 05/12/2007 23:24
0
trusted computing... girava un bel video su youtube sia in italiano che in inglese

insomma è un vecchio progetto di un unione di multinazionali tra cui troviamo
microsot, intel, amd.... ce ne sono tantissime... ma bastano questi tre nomi per riguardare tutti gli utenti dotati di un pc

in pratica il progetto consiste nell'inserire un chip in ogni periferica del pc
e un codice in tutti i software
tutto in comunicazione, e appena manca uno, o uno è contraffatto, tutto il resto dei chip/codici si blocca... o invia dati alle case madri... o quello che vuoi....
in pratica il computer è costantemente sotto controllo in tutte le sue azioni, si non solo nella pirateria... dovrebbe essere anche una cosa "antiterroristica".....

si dice che intel l'abbia montata dai conroe in poi
e amd dagli am2 in poi
intel la chiama tecnologia lagrande e quando si tratta di portatili la nomina... nei fissi no... ovviamente... nel portatile avrebbe molto piu' senso che in un fisso infatti è collefato ad esempio al lettore di impronte...
amd la chiama presidio e si dice che sia montata dagli am2 in poi

il chip tc, alias chip fritz (dal nome del senatore americano che combatteva per renderlo attivo su tutte le macchine... ovviamente repubblicano... vi lascio immaginare quanto sia "privacy difensore" questo chip...per funzionare deve essere abilitato sia a livello di codice che di hardware.... si dice che vista abbia il codice ma non attivo ( c'è chi dice che uno dei service pack lo attivera) linux ha di sicuro il codice, ma ovviamente come tutto in linux è libera scelta di un utente se utilizzarlo o no... l'hanno messo perchè se mai ci fosse hardware tc, non funzionerebbe senza codice

una delle attuali aziende fornitrici di chip trusted computing è la hynix (quella che produce chip ram etc) e li ha anche in listino... alcune schede madri li hanno... e sono visibili... ma immaginate in un processore... quando lo scoprirete mai... bisognerebbe smontare il processore... se poi è integrato in mezzo ai transistor stessi del processore... è impossibile da sgamare.....


alla fine purtroppo o per fortuna non ci sono ancora notizie certe sulla reale applicazione (a esistere i chip esistono) nei computer odierni
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