
Ricaricare la batteria del notebook potrebbe presto essere semplice come scrivere un tweet. Merito dei ricercatori australiani della RMIT University, che hanno inserito nella tastiera del computer delle sottili pellicole piezoelettriche che consentono di trasformare la pressione meccanica di ciascun tasto in energia elettrica.
Il prossimo passo sarà quello di ottenere lo stesso risultato con la selezione dei contenuti su un display touchscreen, per fare consentire anche a tablet e smartphone di beneficiare dell'auto-alimentazione elettronica. Madhu Bhaskaran, uno degli autori della ricerca, ha spiegato infatti che i risultati dell'esperimento dimostrano il potenziale dei materiali piezoelettrici (che convertono, appunto, la pressione in energia elettrica) in vista di un loro possibile impiego nella tecnologia TFT.
Per ricaricare la batteria del notebook basterà digitare un testo?
La ricerca è frutto del lavoro, oltre che del dottor Bhaskaran, di Sharath Sriram del Gruppo RMIT Microplatforms guidato dal professor Arnan Mitchell, ed è stata realizzata in collaborazione con Simon Ruffell della Australian National University. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Advanced Functional Materials.
Bhaskaran ha dichiarato che "lo studio si è concentrato sull'impiego di pellicole sottili, perché riteniamo che sia l'unica strada praticabile per integrare materiali piezoelettrici nella tecnologia elettronica". È stata così valutata la capacità di generare energia tramite materiali piezoelettrici su scala nanometrica, installati in pellicole sottili che possono essere integrate in decine di prodotti.
I materiali piezoelettrici convertono la pressione in energia elettrica
Questo tipo di materiale, ha proseguito il ricercatore, "potrebbe essere integrato anche nelle scarpe da corsa, per ricaricare i telefoni cellulari mentre ci si allena". Ma c'è di più: secondo il gruppo di lavoro della RMIT una tecnologia come quella sperimentata potrebbe addirittura "convertire in energia la pressione sanguigna per la ricarica dei pace-maker".
Insomma, davanti a queste prospettive la ricarica della batteria di un computer portatile sembrare davvero cosa da niente. Prima di raggiungere gli obiettivi ci sono però alcuni ostacoli da superare: il team ha scoperto che il processo usato attualmente genera circa un decimo della potenza necessaria per ricaricare la batteria standard di un portatile, quindi bisogna ottimizzare la resa del sistema per ottenere risultati proponibili al grande pubblico.
I materiali piezoelettrici potrebbero potrebbe essere integrati anche nelle scarpe da corsa
I ricercatori hanno spiegato inoltre che "il concetto di produzione di energia mediante nanomateriali piezoelettrici è stato dimostrato, ma la realizzazione di queste strutture può essere complessa e poco adatta alla fabbricazione di massa".
Bhaskaran ha ammesso che bisogna "trovare modi più efficienti per creare potenza mediante i microchip, che sono gli elementi alla base della tecnologia usata quotidianamente. La prossima sfida sarà quindi quella di amplificare l'energia elettrica generata dal materiale piezoelettrico per consentire di trarre benefici immediati e tangibili dall'integrazione di questa tecnologia nei prodotti compatti a basso costo".
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