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Prezzi hard disk, Hitachi pessimista: produzione in alto mare

06:56 - 17 gennaio 2012 di Manolo De Agostini

Il rialzo dei prezzi nel settore degli hard disk è un fatto noto. Secondo Hitachi la produzione tornerà su livelli normali solo alla fine dell'anno. Una dichiarazione che gela gli entusiasmi davanti ai primi segnali di ripresa, che comunque esistono.

Acquistare un hard disk oggi è veramente da pazzi, salvo specifiche necessità. Prezzi troppo alti rispetto a quelli precedenti all'ormai nota alluvione in Thailandia. Un fatto imprevedibile, increscioso, e che sebbene siano passati tanti mesi ha tuttora un impatto sugli stabilimenti produttivi di hard disk. Questo nonostante i primi segnali di ripresa in alcuni impianti.

Secondo Hitachi però servirà un anno all'industria per riprendersi completamente dalla catastrofe. La filiera produttiva tornerà su livelli di normale attività solo alla fine di quest'anno. Il problema è più complesso di quello che sembra, poiché Seagate, WD o Hitachi dipendono da altre aziende per l'approvvigionamento di alcuni pezzi dei loro prodotti. E queste società ancora non si sono riprese del tutto, o sono ancora in forte difficoltà, per i danni causati dall'alluvione.

Hitachi, confida il vicepresidente della divisione prodotti Brendan Collins, dovrebbe ripristinare la capacità produttiva dei propri impianti entro la fine di febbraio, ma per via della carenza di componenti le scorte globali arriveranno a zero entro la fine del primo trimestre.

I prezzi negli ultimi mesi sono saliti molto, con un rincaro di ben oltre il 50%, ma la progressiva ripresa della produzione dovrebbe portare a una costante riduzione. Purtroppo per ora le cose non sono sembrano smuoversi e secondo quanto dichiarato da Hitachi passerà ancora diverso tempo prima che i prezzi tornino a decrescere in modo deciso.

Molti lettori ci scrivono segnalando gli aumenti, con variazioni improvvise di alcune decine di euro anche da settimana a settimana. Questo è sintomo sicuramente di mancanza di prodotti - le aziende cercano di soddisfare prima gli OEM con cui hanno i contratti e poi il mercato consumer - e non vorremo (come può sembrare) anche in azione ci sia anche la speculazione, con qualcuno pronto a sfruttare il momento per ampliare i margini di guadagno il più possibile.

La situazione purtroppo è questa e non possiamo far altro che seguire la vicenda. Per evitare che si ripeta in futuro, produttori come la stessa Hitachi e Seagate hanno dichiarato che stanno valutando l'apertura di impianti a maggiore distanza da corsi d'acqua e in posizione più elevata. Speriamo non vadano in montagna, c'è il rischio valanghe.

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Commenti

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1/5 avanti    
Lagger 17/01/2012 07:23
 
+27 
Se continuano così avrò solo ssd dentro al pc.


Vai in Thailandia perché la manodopera la paghi a "riso"?

Bene, ti si allaga la fabbrica? paghi da solo.
dosse91 17/01/2012 07:42
 
+16 
beh ora gli ssd cominciano ad essere convenienti, sfortunatamente non perchè sono scesi di prezzo
patonza 17/01/2012 08:09
 
+6 

 Originariamente inviata da Lagger


Bene, ti si allaga la fabbrica? paghi da solo.



Sei così ingenuo da pensare che pagheranno loro? Paga sempre il consumatore finale con gli aumenti (ingiustificati) di prezzo. Infatti non credo che i prezzi torneranno al livello pre-alluvione. Poverini, dovranno pagare le opere di protezione per le fabbriche.
StigHelmer 17/01/2012 08:20
 
+1 
Comunque sono tornati a prezzi "umani". Un Wd green 1tb è passato da 53€ a 170€… Oggi lo puoi trovare sui 95... io non ho potuto farne a meno e per 10 € in più ho preso quello da 2tb e sinceramente non mi sento derubato.
venturama 17/01/2012 08:25
 
+11 
Purtroppo come in tanti altri casi molti operatori del settore hanno utilizzato una "spiacevole" situazione per incrementare a dismisura i loro profitti.
Dopo pochissimo tempo i prezzi hanno iniziato ad aumentare in maniera ingiustificata: per fare un esempio l'estate scorsa si poteva comprare online un disco esterno (di marca primaria) da 2TB a 60 euro, oggi dallo stesso rivenditore il prezzo e' due volte e mezzo (altro che 50% di aumento), controllato or ora.
E' la legge della domanda e dell'offerta, purtroppo il consumatore finale è dal lato svantaggiato.
Un'ulteriore considerazione: è improbabile che i prezzi ritornino velocemente ai livelli pre-alluvione, in virtù delle stesse meccaniche che fanno repentinamente alzare il prezzo dei carburanti e lo fanno ridiscendere lentamente.
Lagger 17/01/2012 08:27
 
+2 

 Originariamente inviata da patonza

Infatti non credo che i prezzi torneranno al livello pre-alluvione. Poverini, dovranno pagare le opere di protezione per le fabbriche.



In quel caso non comprerò più piatti, ne ho fin troppi.
Zen 17/01/2012 08:27
 
+3 

 Originariamente inviata da Lagger

Se continuano così avrò solo ssd dentro al pc.


Vai in Thailandia perché la manodopera la paghi a "riso"?

Bene, ti si allaga la fabbrica? paghi da solo.


Che commento è?
Cosa centra l'alluvione con la manodopera a basso prezzo?
Lagger 17/01/2012 08:31
 
+3 

 Originariamente inviata da Zen

Che commento è?
Cosa centra l'alluvione con la manodopera a basso prezzo?




cito:

 Originariamente inviata da venturama




Purtroppo come in tanti altri casi molti operatori del settore hanno utilizzato una "spiacevole" situazione per incrementare a dismisura i loro profitti.



semplifico... se non avessero colto l'occasione di sfruttare la gente del terzo mondo, non si ritroverebbero con l'acqua in casa.
Magari portando nella loro nazione il lavoro...
Watashi 17/01/2012 08:32
 
+15 
E a me che servirebbe un HDD da almeno 1 tera lo devo pagare 100 euro... A costo di mettere i dati in vari HDD ma non lo compro
heavyhms 17/01/2012 08:37
 
+5 

 Originariamente inviata da patonza

Sei così ingenuo da pensare che pagheranno loro? Paga sempre il consumatore finale con gli aumenti (ingiustificati) di prezzo. Infatti non credo che i prezzi torneranno al livello pre-alluvione. Poverini, dovranno pagare le opere di protezione per le fabbriche.



Scusami tanto, ma chi dovrebbe pagare secondo te? Non sono enti di beneficenza e non devono garantire servizi di utilità sociale a costi imposti da enti governativi. Se per qualunque motivo i costi salgono (costo componenti, distruzione di impianti, invasione aliena) OVVIAMENTE saliranno di coseguenza i prezzi per l'utente. Un privato NON può produrre in perdita.
Inoltre l'equazione "hanno tot milioni di euro di danni e producono tot milioni di hdd, quindi perchè il prezzo complessivo è aumentato di tot milioni + x" non funziona: i costi di produzione non aumentano o calano in maniera lineare alle dimensioni dell'impianto. Per dirla a grandi linee un impianto grande la metà non produce solo la metà dei dischi, ma lo fa anche a costi molto più alti per singola unità. Quindi non solo al costo complessivo si aggiunge la necessità di rientrare delle spese straordinarie e il costo più elevato dei componenti, ma anche un costo di mera produzione più elevato
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